(a cura di Cesi Colli e Vilma Rossi) Nasce a Cittiglio un nuovo “Centro di Ascolto”, voluto e realizzato dal “Centro di Ascolto Isa Meandri” di Cuveglio, segno di apertura e disponibilità ad un ascolto autentico e profondo, necessario per accogliere e sostenere l’altro in tutte le sue esigenze.
Lo spazio, situato in via Roma 53, presso i locali Unitalsi, aprirà il 5 aprile e sarà a disposizione di tutti il venerdì pomeriggio dalle 15 alle 18.
La nuova sede si affianca a quella di Bedero Valcuvia, già attiva da un paio di anni. Queste nuove sedi amplificano l’importanza del “Centro di Ascolto”, sottolineando il ruolo che la Chiesa gioca nel sostegno al prossimo: la Caritas va dove sono le persone, va là dove abitano, per stabilire un profondo e stretto legame con loro.
Nel Vangelo di Matteo troviamo le parole di Gesù che ci interrogano: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Dal riconoscere la gratuità dell’amore di Dio e dall’incontro con l’altro, povero e in disagio, è nato ed opera ormai da tanti anni il “Centro di Ascolto” di Cuveglio, la casa aperta a chiunque bussi alla sua porta, e ora nasce nello stesso spirito quello di Cittiglio. Sono una delle teste di ponte di quella chiesa da campo, in uscita, tanto cara a Papa Francesco, che accoglie il vasto mondo della povertà spirituale e materiale, mondo che ci tocca il cuore, ci coinvolge e ci commuove, mondo composto da persone che hanno fame di amore, hanno sete di essere ascoltate, sono prigioniere di situazioni drammatiche o oppresse dalle preoccupazioni e dai dolori che la vita molte volte presenta.
Il “Centro di Ascolto” cerca di donare non solo risposte a bisogni materiali, servizio socialmente molto utile, ma è luogo privilegiato dove il volontario vive la sequela di Gesù ed è suo testimone. Nel Vangelo, infatti, la prima cosa che Gesù fa con tutti coloro che incontra è farsi vicino, è farsi prossimo. È ciò che chiede ad ognuno di noi: ci chiede di sporcarci le mani in prima persona, essere come il Buon Samaritano con chiunque incontriamo.
Il “Centro di Ascolto” è “una porta sul mondo”. A Cuveglio, due volte la settimana, il martedì pomeriggio e il giovedì mattina, la porta si apre e la soglia viene varcata da tante persone diverse, giovani, anziani, donne, uomini provenienti da tante parti del mondo. Si sentono lingue differenti, si mescolano i colori, i diversi credo religiosi, gli abbigliamenti: ogni persona che entra è portatrice di un frammento di mondo ed esprime un bisogno, una richiesta d’aiuto.
Il “Centro Di Ascolto” è attivo grazie alla rotazione di ventotto volontarie, preventivamente formate e ben distribuite su tutto il territorio del vicariato, a volte presenti anche nelle Caritas parrocchiali, che accolgono le persone, ne ascoltano i bisogni e se ne prendono carico. I bisogni principali sono: la mancanza di reddito, il lavoro, che è diventato sempre più precario, soprattutto per chi non ha particolari qualifiche, le difficoltà nel pagamento delle utenze e l’abitativa.
Siamo da quindici anni una efficace presenza nelle Valli Varesine: abbiamo contatti con tutte le istituzioni, cercando sempre di lavorare in rete. Con il consenso delle persone e molte volte accompagnandole, valutiamo le varie problematiche insieme ai servizi sociali presenti sul territorio, con i quali abbiamo rapporti di reciproca collaborazione. L’anno scorso si sono svolti centocinquantasei colloqui, di cui ottantanove con persone italiane e cinquantotto con utenti stranieri. Si sono presentate più donne che uomini, forse perché sono meno impegnate con il lavoro. La maggior parte delle persone proviene dal Marocco, data la presenza di una forte e unita comunità nelle nostre valli. Ultimamente, però, abbiamo ascoltato anche persone dell’America Centrale e del Sud, oltre africane e ucraine.
È presente in quasi tutti i paesi del vicariato la distribuzione Caritas di pacchi alimentari o di abbigliamento, che avviene dopo un colloquio al “Centro di Ascolto” con chi ne ha bisogno. Veniamo incontro ai genitori pagando i buoni pasto per i piccoli della scuola materna e gli abbonamenti ai mezzi di trasporto per i ragazzi delle superiori.
Abbiamo una banca dati e riusciamo a mettere in contatto chi offre lavoro con chi lo cerca, soprattutto donne che domandano lavori di economia domestica. Uno psicologo assiste le persone che presentano problemi di depressione o difficoltà relazionali e aiuta le persone a compilare un curriculum per la richiesta del lavoro. Una volontaria esperta consiglia nella pratiche burocratiche, occupazionali e pensionistiche. Quest’anno è partito anche un “Corso di Italiano” per donne di qualsiasi nazionalità, che si svolge in biblioteca. Molto importante è anche il rapporto con la Lilt per la prevenzione di gravi patologie.
In un contesto amichevole, caratterizzato da una cena preparata con cura dalle nostre volontarie, organizziamo tornei di burraco. Ogni evento è una preziosa opportunità per raccogliere i fondi necessari ad aiutare chi ha più bisogno.
Le persone che vengono parlano a lungo delle loro difficoltà. Anche quando ci si sente impotenti, non facciamo mai mancare il tempo ai nostri assistiti, ritenendo il primato dell’ascolto e la relazione che si instaura strumenti fondamentali di promozione della persona, perché possa ritrovare fiducia in se stessa e negli altri per proseguire il suo cammino in autonomia. Il tutto con molta attenzione all’ascolto: “Un ascolto attento, – scriveva il card. Martini – diventa un grande servizio e un effettivo aiuto che si offre al fratello e a tutta la comunità”.
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