26 Aprile 2017

Chernobyl, i resti di un sogno. Oggi si celebra il 31esimo anniversario dal disastro ambientale

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Un viaggio fotografico ed una testimonianza profonda in una terra lacerata da ferite ambientali insanabili. Gli scatti e l’esperienza del fotografo luinese Alessandro Lucca.

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Energia nucleare, fuoriuscita di radiazioni, la centrale maledetta, le mutazioni, le morti immediate e l’aumento dei tumori, i soccorsi in ritardo, le corse contro il tempo e il tempo infinito di decadimento del materiale radioattivo… Chernobyl è tristemente famosa nel mondo per il disastro avvenuto nella notte del 26 aprile 1986 quando, durante un normale test di sicurezza, qualcosa va storto e all’improvviso una catastrofe senza precedenti si abbatte sul confine dell’Europa. Per mesi la paura si diffonde insieme alle radiazioni e fa il giro del mondo scatenando ovunque accesi dibattiti sull’energia nucleare.

Sono passati 31 anni da allora, il muro di Berlino e l’Unione Sovietica non esistono più, la guerra fredda è finita… e Chernobyl? Chernobyl si trova ora in territorio ucraino, è un paese semideserto dove sostano i lavoratori che stanno costruendo il secondo sarcofago intorno alla centrale che dovrebbe garantire, per i prossimi 100 anni, il blocco delle radiazioni che ancora fuoriescono. Ma il paese più vicino alla centrale non è Chernobyl bensì Pripyat, una città inaugurata nel 1970 e costruita per ospitare i lavoratori della centrale nucleare e le loro famiglie. Una città che contava nel 1986 quasi 50 mila abitanti e che è definitivamente morta nel giro di poche ore del 27 aprile, quando, con enorme ritardo, le autorità ordinano l’evacuazione.

“E’ il 25 aprile 2015 e, con la mia reflex e i permessi necessari, supero il check point per entrare nella zona di esclusione e inizio la mia avventura fotografica di 5 giorni in questa terra lacerata da ferite ambientali insanabili – spiega Alessandro Lucca, fondatore del progetto Enola Brain -. In questa prima gallery ho raccolto le foto più significative scattate in esterno a Pripyat, Chernobyl e le zone antistanti. Mezzi di trasporto abbandonati, rovine di palazzi, i resti di un parco giochi e la centrale nucleare”.

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