Una seduta di Commissione Territorio molto interessante quella di ieri sera, che ha visto per la prima volta il comune di Luino aprirsi pubblicamente al confronto con RFI, nel quale si è dibattuto a lungo di AlpTransit, tra passaggi a livello, sicurezza, opere di compensazione, criticità e futuri progetti in programma. Durante l’incontro istituzionale sono state lette anche tutte le istanze dei comuni in cui insiste la linea, espresse dai primi cittadini nell’incontro del 7 aprile a Laveno Mombello.

AlpTransit, Luino apre al confronto con RFI per i passaggi a livello. Le istanze dei comuni. Ad aprire la seduta della Commissione Territorio, presieduta ieri pomeriggio dalla presidente Laura Frulli, è stato il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, coadiuvato dai tecnici comunali, al fine di parlare del futuro dei passaggi a livello di via Voldomino e di via San Pietro, in vista dei lavori sulla linea ferroviaria e la futura AlpTransit. “L’ordine del giorno che verrà portato in consiglio comunale entro fine mese sarà improntato sul discorso della sicurezza della linea”, ha commentato Pellicini, che ha proseguito introducendo nello specifico gli interventi previsti. “Le opere proposte sono un sottopasso nella zona dell’ex Visnova, che sarà largo 10 metri e comprenderà una ciclopedonale ed una bretellina in via San Pietro per agevolare lo smaltimento del traffico in via Bernardino Luini”. Le novità riguardo all’area dell’ex dogana, però, non si fermano qui: il sindaco ha annunciato, infatti, che sono in corso trattative con l’attuale proprietà dell’area per definire un accordo per ulteriori progetti utili alla cittadinanza.
Ad intervenire poi, è stato Aldo Colombo, direttore generale della Direzione Generale Infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia, che ha introdotto i tecnicismi degli interventi previsti e già presentati dal sindaco Pellicini. In un contesto di potenziamento dei collegamenti ferroviari europei, si tratta di “rendere più competitivo il nostro territorio, anche dal punto di vista economico. RFI ha capito l’importanza di sostenere l’adeguamento di questo tracciato ferroviario – prosegue Colombo -. Siamo riusciti ad ottenere un budget totale di 30 milioni di euro da investire in questa direzione”. Sul territorio sono presenti ben trentadue passaggi a livello che presentano criticità legate al passaggio dei convogli interessati da AlpTransit. “Le risorse economiche ottenute non sono abbastanza per risolvere tutte le questioni che sono sorte”, continua Colombo. La provincia di Varese ha così stilato una graduatoria delle priorità e della relativa distribuzione delle risorse a disposizione e si è deciso di proseguire nella direzione che consente di effettuare interventi per tre situazioni ritenute appunto “prioritarie”, tra le quali quelle di Luino, ed altre tre che si presentano come meno delicate. “In un contesto come questo, ogni progetto prioritario ha delle conseguenze a livello locale – conclude l’ingegner Colombo -. In nessun posto c’è la soluzione che risolve tutto, perché la proposta porta vantaggi e svantaggi. Devono essere valutati entrambi”. E qui, oltre alle parole dell’architetto Stefano Introini sull’accordo tra RFI e Regione Lombardia, che ha stimato i costi per le opere di compensazioni a Luino in circa 3,5 milioni di euro, è stato presentato anche il cronoprogramma, con i lavori che dovrebbero concludersi a metà 2019.
A criticare RFI e comune, è stata la consigliera Enrica Nogara che ha espresso le sue preoccupazioni. “Ad oggi, a mio avviso, manca ancora il coinvolgimento della popolazione con necessarie e urgenti assemblee pubbliche, che portino a conoscere dettagliatamente gli impegni di spesa ai quali andrà incontro il nostro comune a fronte di notevoli disagi per la popolazione tra viabilità, deprezzamento case e rumori. Se i soldi promessi da provincia, Regione ed RFI non basteranno, chi pagherà le rotonde, gli ulteriori innesti e tutti i progetti? Le valutazioni dei costi verranno comunicati a cantieri aperti? Indispensabile da parte del sindaco sarà una contrattazione tenace con RFI per avere anche il sottopasso pedonale di via Voldomino. Chi pagherà, invece, l’incarico per valutare le crepe alla chiesa e alle abitazioni di Colmegna? La nostra richiesta, inoltre, è quella di conoscere dettagliatamente tutti i piani di sicurezza e allarmi, soprattutto sulla localizzazione di potenziali incendi e fuoriuscite di prodotti chimici dai convogli merce”. Dello stesso parere anche i consiglieri di minoranza Giuseppe Taldone, che si dice preoccupato delle problematiche relative alla sicurezza, e Giovanni Petrotta, che ha condiviso le parole della collega Nogara.
Il referente di RFI presente in sala, Aldo Colombo, insieme al sindaco Pellicini, ha espresso fiducia nelle trattative per la convenzione che verrà firmata nelle prossime settimane, al fine di poter gestire al meglio la situazione partendo dai progetti preliminari. “E’ nostra priorità – spiega Colombo – garantire che la linea ferroviaria sia sicura e tuteli la popolazione, come lo è allo stesso modo per il comune”. Poco dopo, invece, tra il pubblico presente e i membri della commissione vi è stata qualche battibecco, in relazione alla sicurezza, ma che ha permesso ugualmente di continuare la seduta fino alla sua conclusione. Le questioni ambientali, paesaggistiche, idrogeologiche e di viabilità, però, nell’incontro tra i sindaci a Laveno, dello scorso 7 aprile, sono state lungamente discusse, perchè l’incremento del numero treni merci che passeranno sulla linea, preoccupano tutti i primi cittadini, nonostante le rassicurazioni di RFI. Il sindaco ticinese del Gambarogno, Tiziano Ponti, a tal proposito, ha avviato speciali procedure partecipative per negoziare misure e interventi utili a mitigare l’impatto del potenziamento della linea con il territorio, esprimendo le preoccupazioni sulla sicurezza per i convogli provenienti da sud, ma il Governo Federale e le Ferrovie Svizzere si sono impegnate a dare garanzie anche per i treni provenienti dall’Italia.
Le istanze presentate da tutti i comuni interessati. Castelveccana ha chiesto se arriveranno pronte risposte alle problematiche idrogeologiche dei versanti soprastanti la linea ferroviaria e al tema della sicurezza nella principale galleria della linea che interessa Laveno e Castelveccana. Vergiate ha sollecitato a fare squadra e sistema come comunità interessate dalla linea per chiedere adeguate misure e compensazioni territoriali, in quanto i cittadini si troveranno tra poco una cosa che nessuno ha voluto senza alcun vantaggio e fonte di pericoli. Inoltre, ha proposto di adottare nei consigli comunali, come poi è stato in seguito approvato, uno specifico ordine del giorno condiviso, per rappresentare le preoccupazioni, quindi disporre per un incarico legale condividendo le spese. Monvalle ha riferito di non avere contezza di chi sia l’interlocutore al quale rivolgersi, non avendo neanche un cronoprogramma degli interventi. Da Monvalle, inoltre, passano solo treni merci e non ci sono più opportunità per i passeggeri. Luino ha proposto di nominare un legale cui chiedere conferire un incarico professionale per l’assistenza legale ai comuni nel confronto con RFI sulle tematiche della sicurezza. Ispra ha lamentato la mancanza di una progettualità complessiva della linea, mentre Maccagno con Pino e Veddasca, infine, ha proposto di chiedere un incontro al Ministro.
Il dibattito tra le parti, con sindaci e popolazione da una parte, e RFI e Regione Lombardia dall’altra, continua a tenere banco, entrando sempre più nel dettaglio dei progetti e di come verrà rivoluzionata la linea ferroviaria e tutto ciò che la circonda a livello urbanistico. Tra l’aumento della frequenza dei treni, del rumore e delle vibrazioni, vi saranno da fare importanti controlli, analisi e studi sulle misurazioni dei decibel e sulle verifiche delle vibrazioni, con sopralluoghi negli edifici interessati, ma oltre a questo ci saranno anche i rapporti tra enti ed istituzioni da incentivare per limitare al meglio possibili criticità sotto ogni punto di vista.
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