11 Aprile 2017

Tasse sul lavoro, l’Italia ai primi posti al mondo per gli oneri fiscali peso sugli stipendi

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Tasse sul lavoro, siamo quinti al mondo. L’Italia si colloca tra i primi posti per il peso del cuneo fiscale con una percentuale che tocca il 48,7%, dopo la Francia che si piazza quarta. E’ quanto denunciano i dati, pubblicati dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) per quanto riguarda l’anno scorso.

Tasse sul lavoro, l’Italia ai primi posti al mondo per gli oneri fiscali peso sugli stipendi. Gli oneri fiscali medi più alti li pagano i lavoratori belgi, senza figli, seguiti da tedeschi. Ancora più in alto, quarto posto per quanto riguarda il nostro Paese, se si prende come indicatore le tasse su un lavoratore con due figli. I lavoratori di Cile, Nuova Zelanda e Messico pagano una percentuale più bassa dei loro salari allo Stato. Il cosiddetto “cuneo fiscale” raggiunge il 54% in Belgio, 49,4% in Germania, 48,2% in Ungheria e 48,1% in Francia. I cileni pagano “solo” il 7%, seguiti da neozelandesi al 17,9 per cento e dai messicani al 20,1 per cento. Le imposte sul reddito da lavoro per il lavoratore medio in tutta l’Ocse hanno continuato a diminuire per il terzo anno consecutivo nel 2016, scendendo al 36 per cento del costo del lavoro.

Sacconi, “Priorità taglio cuneo”. “Rimangono prioritari gli interventi sul lavoro per incoraggiare la propensione a occupare” scrive nel blog dell’Associazione amici di Marco Biagi il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi (Energie per l’Italia). “In primo luogo, come suggerisce l’Ocse – afferma – occorre ridurre strutturalmente il cuneo fiscale a partire dal premio Inail e dai contributi per malattia. Lo stesso sostegno all’impiego dei giovani va concentrato sull’azzeramento di ogni prelievo parafiscale sui contratti di apprendistato”.

Il tasso di disoccupazione per l’area Ocse è rimasto invariato a febbraio, anche se il numero dei senza lavoro è sceso rispetto al mese precedente. Lo indicano i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il tasso di disoccupazione è al 6,1 per cento, invariato rispetto a gennaio. Il tasso di disoccupazione giovanile è sceso al 12,3 per cento a febbraio dal 12,5 per cento nel mese di gennaio. Il numero dei disoccupati nell’area Ocse era di 38 milioni a febbraio, rispetto ai 38,28 milioni di gennaio. Tra i membri dell’Ocse, il tasso di disoccupazione è sceso nella zona euro e nell’Ue, ma anche in Canada, Giappone, Messico e Stati Uniti. Il tasso di disoccupazione, invece, è cresciuto in Corea del Sud e Australia.

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