9 Marzo 2017

Ferrovia Cadenazzo-Luino-Laveno, scenari visionari o probabili realtà?

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Alcune considerazioni e riflessioni su AlpTransit e sulla linea ferroviaria Cadenazzo-Luino-Laveno Mombello, che da giugno rimarrà chiusa per sei mesi. Il tema continua a tenere banco nell’alto Varesotto e sono numerose le domande che quotidianamente si pongono i cittadini, non solo dal punto di vista viabilistico, ma anche sotto il profilo turistico e commerciale. Cosa cambierà con la messa in essere di questa nuova linea? Quali le prospettive future? A domandarselo oggi è Diego Intraina, ecco il suo testo.

Il treno Ti.Lo. fermo alla stazione ferroviaria di Luino (tilo.ch)

Ferrovia Cadenazzo-Luino-Laveno, scenari visionari o probabili realtà? Premessa: la ferrovia è il sistema migliore per i trasferimenti su terra di medio e lungo raggio delle merci e delle persone, ma non può essere pensato in solitudine visto la sua reale impossibilità nel soddisfare la complessa strutturazione territoriale di interesse locale. Tale premessa lascia però spazio ancora ad innumerevoli considerazioni sul merito: sul giudizio dello spostamento delle merci o persone che di fatto sono la causa motivante. Non si pronuncia né sul perché di questi spostamenti e nemmeno sul come devono avvenire, considerazioni che chiarirebbero molti dei dubbi che aggrediscono il pensiero e lo portano ad espressioni che coinvolgono molto spesso ambiti esistenziali: protezione del proprio giardino a scapito dell’interesse collettivo dell’auto-conservazione del bene comune o a dover consapevolmente riconsiderare modelli di sviluppo economico legati a politiche di crescita basate su fenomeni discriminanti dello scarto che traggono dalla movimentazione delle merci e delle persone i loro maggiori benefici.

Alp-Transit, nel nostro caso sarebbe meglio dire affiancamenti ad Alp-Transit, vive all’interno di questo paradosso del perché e del come. Insomma, l’idea Alp-Transit non può essere osservata emotivamente, ma va valutata dentro un progetto esistenziale di territorio. Parlare di territorio vuol dire discutere di valori etici esistenti e probabili nel futuro. Vuol dire strutturare il pensiero nella ricerca creativa e di custodia della qualità della vita, portare il dibattito ad osservazioni che interrogano il senso ultimo della sistemica connessione tra territorio-relazione-fiducia-custodia.

Questo tipo d’interrogazione e osservazione apre a paradigmi di diversa sensibilità sulla “risorsa turismo” – argomento tanto caro ai social -, su “un come” che non può continuare a contrapporsi, schiacciare e contraddire il quotidiano, ma deve far coincidere il quotidiano stesso con la sua aspettativa, deve necessariamente partire da questo valore di qualità quotidiana diventata l’elemento caratterizzante dell’offerta. È la capacità di costruire quotidianità l’oggetto richiesto dal turista. Questa considerazione è l’unica rivoluzione delle politiche turistiche sostenibili. Dunque anche per Alp-Transit, come qualsiasi altra strutturazione modificante non può esulare da questa sistemica connessione: i criteri di giudizio politico devono per forza considerare tale connessione, solo così possono evitare la loro corruzione e implosione.

Limitando purtroppo il ragionamento nel campo del giudizio territoriale, per evitare d’interloquire sui massimi sistemi portuali di Rotterdam, sono queste le interrogazioni da porsi prima di giudicare:
– i problemi d’impatto ambientale e il rischio provocati dall’attraversamento possono essere evitati? Se sì, come? Se no, quali sono e come potranno essere risolti?
– Esistono possibili alternative che eviterebbero di cadere nelle risoluzioni del no che in ogni caso lascerebbero una visibile traccia materiale e immateriale nel territorio?
– Esistono soluzioni tecniche radicali realizzabili, come dei nuovi Tunnel tra Quartino e Laveno? Che probabilità di consenso politico possono avere? Il tunnel che opportunità potrebbe assegnare alla vecchia linea ferroviaria? Forse finalmente un servizio esclusivo e ottimale di trasporto persone?
– Oppure, lasciando libero il vecchio tracciato ferroviario sostituito dal tunnel e predisponendo un efficiente servizio di bus che da Cadenazzo raggiunge Maccagno e la stazione di Luino, il sedime ferroviario sostituito consegnerebbe nuove visioni e opportunità al territorio (spostamento della strada di collegamento internazionale e riqualifica dell’esistente, oppure una ciclopista ecc.)?

Questi approfondimenti, sui pericoli, sono stati ben esplicitati nel Piano di Emergenza Comunale fatto allestire dal Comune di Luino, a cui però non sembra sinora sia stata data nessuna risposta politica operativa, invece, per quanto riguarda probabili scenari futuri, siamo immersi in un vero silenzio tombale. Nei Palazzi, e non solo in quello di Luino, tutto tace. Nessuno sembra disponibile e interessato a possibili nuovi giochi visionari, giochi invece importanti perché richiederebbero l’ausilio di nuovi occhiali che aprirebbero a nuove osservazioni prospettiche. Concentrarsi sul solo problema ferroviario isolandolo o separandolo dal mondo delle probabili possibilità è un vero errore di metodo, un’ingiustificabile carenza di strategia politica che non porta ad altro se non rifugiarsi nel cieco silenzio. Questo è il vero problema che Alp-Transit ci sta insegnando.

Per approfondire sul tema “AlpTransit”, cliccare qui.

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