4 Marzo 2017

Consip, scontro Grillo-Renzi. “Rottama il padre”. La replica: “Vergognati”

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“Hai fatto una cosa squallida”, toccando “un livello così basso”, da “sciacallo”, per cui un giorno “spero che ti vergognerai”. Matteo Renzi risponde sul suo blog al post di Beppe Grillo sul caso Consip – il leader M5S ha scritto “l’unica notizia vera è la frase più infelice e stupida della storia, quella del rottamatore che riuscì a rottamare solo il padre” – intimandogli di non permettersi di parlare “della relazione umana tra me e mio padre” e augurandogli, infine, di “tornare umano” perché i valori fondamentali della vita “vengono prima della politica”. Intanto la Procura ha “revocato” ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini nel procedimento su Consip.

(ANSA/AP Photo/Olivier Matthys)

(ANSA/AP Photo/Olivier Matthys)

Consip, scontro Grillo-Renzi. “Rottama il padre”. La replica: “Vergognati”. Resta alta la tensione politica sul caso dell’inchiesta Consip e mentre Alfredo Romeo si sfoga dal carcere: “Sono vittima di una strumentalizzazione”. Botta e risposta tra il leader M5s Beppe Grillo e l’ex premier Matteo Renzi che ieri ha detto che se suo padre fosse colpevole dovrebbe avree “condanna doppia”. Grillo va all’attacco: “Renzi rottama il padre”. E la replica di Renzi non si fa attendere:  “Questo è mio padre. Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo. Mostrati per quello che sei. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre”. Lo scrive sul suo blog, in merito al caso Consip, l’ex premier Matteo Renzi rivolgendosi al leader M5S. “Caro Beppe Grillo ti scrivo“, è l’incipit della ‘lettera’ di Renzi. “Spero che un giorno ti possa vergognare – anche solo un po’ – per aver toccato un livello così basso”, scrive Renzi.

“Vedremo che cosa accadrà. Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza, si è fatto interrogare rispondendo alle domande dei magistrati, ha attivato tutte le iniziative per dimostrare la sua estraneità ai fatti. Personalmente spero che quando arriverà la parola fine di questa vicenda ci sia la stessa attenzione mediatica che c’è oggi. La verità arriva, basta saperla attendere“.

Orlando, Lotti ha tutto il diritto di restare. “Rispetto l’opinione di Cuperlo ma ritengo che Lotti abbia tutto il diritto di stare al suo posto per una ragione molto semplice: l’avviso di garanzia che lo riguarda è precedente al Natale e quindi i fatti nuovi che stanno emergendo in questo momento sono cosa diversa rispetto a quell’avviso di garanzia”. Lo afferma il ministro della Giustizia Andrea Orlando a margine della conferenza stampa con Retedem.

Boccia, coinvolgere il gruppo Pd. “Caro Ettore, sono giorni complessi per ognuno di noi. Mai come in questo momento sarebbe opportuno mantenere la calma e rifarsi a principi e valori rigorosi che fanno del Pd quella comunità politica straordinaria a cui apparteniamo e che abbiamo il dovere di difendere. Ieri ho inaugurato l’anno formativo degli allievi della gdf e mi sono ritrovato, come altri deputati Dem in diversi contesti, a dover rispondere alla stampa sulla vicenda della mozione di sfiducia per Luca Lotti. Penso però che se si vuole fino in fondo sentire il sostegno della propria comunità è necessario rispettarla, coinvolgendola, non comunicando dall’alto decisioni assunte da pochi. Ritengo utile e necessario che il gruppo incontri Luca e si faccia spiegare una volta per tutte quali sono le sue ragioni”. E’ quanto scrive – secondo quanto si apprende – Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio al capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato.

Intanto Tiziano Renzi da Rignano sceglie di non parlare il giorno dopo l’interrogatorio. “Sono indagato, non posso dire niente”, dice dall’interno della sua abitazione a Rignano sull’Arno (Firenze). “Come sta?” chiedono i giornalisti al di la’ della porta a vetri che rimane chiusa. “Mi è venuta anche la tachicardia”, dice Tiziano Renzi salutando e allontanandosi dalla porta. Intanto il difensore del padre dell’ex premier ha fatto sapere di aver ricevuto l’incarico di svolgere indagini difensive nel cui ambito ascolterà l’ad di Consip Luigi Marroni.

La Procura ha “revocato” ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini nel procedimento su Consip. Alla luce di “ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto” istruttorio la Procura di Roma “per una esigenza di chiarezza” ha “revocato” ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini nel procedimento su Consip. E’ quanto annuncia la Procura in una nota affermando che la delega è stata ora affidata al Nucleo Investigativo di Roma dei Carabinieri. “Gli accertamenti fin qui espletati – si legge nella nota della Procura di Roma – hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione”. Per una “esigenza di chiarezza la Procura di Roma – conclude la nota – ha pertanto revocato al Nucleo Operativo Ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo Investigativo di Roma dell’Arma dei Carabinieri”. (ANSA)

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