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16 Gennaio 2017

Maccagno, venerdì uno sguardo profondo sull’immigrazione con “Wallah, je te jure”

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Abbiamo mai provato a metterci nei panni dei migranti? Cosa li ha spinti ad abbandonare casa e famiglia nelle loro terre d’origine, affrontando veri e propri viaggi della speranza per cercare un futuro migliore? A porre l’attenzione su questo tema di grande portata, attraverso “Wallah, je te jure”, un film documentario, prodotto dall’International Organisation for Migration, che sarà proiettato all’Auditorium di Maccagno venerdì 20 gennaio, una serata in cui sarà presente anche il regista Marcello Merletto. L’ingresso è gratuito.

Maccagno, venerdì uno sguardo profondo sull’immigrazione con “Wallah, je te jure”. L’immigrazione: un tema che interessa ogni cittadino, ogni istituzione, ogni organizzazione della società civile, ma anche un dato di fatto da cui non si può prescindere. Al di là delle differenti posizioni personali alle volte si rende necessario adottare una prospettiva più ampia, che tenga conto dell’esterno sia per poter comprendere meglio il “dentro”, sia per fornire delle risposte coerenti e definitive, e trovare delle soluzioni positive che spalanchino a tutti le porte del futuro. Questa sembra essere l’unica strada percorribile in un mondo globalizzato nel quale gli individui, in particolare i più poveri, non trovano che frontiere e nel quale, ogni giorno, emergono nuovi segnali di una politica delle frontiere basata sulla paura, sull’irrazionalità e su di una disumanizzazione crescenti. Quella posta all’attenzione di tutti è una realtà che richiede delle abilità indispensabili per poter ripensare la nostra organizzazione sociale in modo che diventi flessibile e efficiente.

Cosa davvero sappiamo dei migranti che ogni giorno varcano le nostre frontiere? Abbiamo mai perso qualche istante ad osservare la profondità dei loro occhi e tutto il trascorso di cui sono portatori? La serata patrocinata dal Comune di Maccagno, a cui hanno aderito numerose associazioni del territorio tra cui AISU, la Croce Rossa, gli Amici del Liceo di Luino, la Banca del Tempo, Aurora, No Violenza Donna e i Costruttori di Pace e nella quale sarà proiettato il film documentario “Wallah, je te jure”, prova a gettare un raggio di luce sulle trame di queste vite di cui, di fatto, così poco si conosce. Un film che narra alcune esperienze di uomini e donne nei cosiddetti “viaggi della speranza”, attraverso le rotte migratorie sul Mediterraneo che dall’Africa occidentale portano all’Italia passando per il Niger. Il regista bustocco, Marcello Merletto, che sarà presente alla serata, ha effettuato venticinque interessanti e particolari interviste realizzate tra Niger, Senegal e Italia. Un viaggio, questo, nel quale emergono sfaccettature di vita decisamente interessanti, nonché testimonianze illuminanti. L’appuntamento è per venerdì 20 gennaio alle ore 20.30 presso l’Auditorium del Comune di Maccagno.

L’immigrazione raccontata attraverso una narrazione differente rispetto a quella offerta dai media. Siamo capaci di contrastare la narrazione tossica che troppo spesso diventa caratterizzante del dibattito sull’immigrazione e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla reale portata dell’attuale fenomeno migratorio? La serata nella quale sarà proiettato il film – documentario “Wallah, je te jure” si propone come un’occasione che vuole, attraverso una narrazione differente, portare a riflettere approfonditamente su una tematica che troppo spesso è nutrita e contornata di parole superficiali. L’immaginario collettivo restituisce una trama che forse, proprio per l’incapacità di soffermarsi sulle sfaccettature più umane, tralascia l’essenza stessa del fenomeno che prende quotidianamente forma sotto i nostri occhi. Le argomentazioni che ne risultano sono spesso poco soddisfacenti ed non sufficienti a ricomprendere la complessità di cui l’immigrazione è espressione. Un film, quello che sarà proiettato a Maccagno, che cerca di andare oltre la comune immagine che rimbalza tra i media e prova a toccare corde imbevute d’umanità, essenza ultima del fenomeno migratorio.

Siamo capaci di affrontare le sfide che il cambiamento ci pone dinnanzi liberandolo dai comuni sentimenti di paura? Questa una delle domande a cui si ha la speranza di riuscire a trovare risposta. L’invito alla serata, esteso a molte delle Associazioni presenti sul territorio, è stato accolto in modo positivo. Segno importante, questo, della propensione a collaborare, e che figura come un passo nella direzione della risoluzione di problemi che ci accomunano in quanto parti integranti del medesimo territorio. Il medesimo invito, finalizzato ad elaborare insieme delle strategie da cui partire per approcciare il tema dell’immigrazione, è rivolto ai cittadini che sono chiamati a divenire costruttori di una società, che si appresta a modificare il proprio volto in una direzione che potrebbe essere grande occasione d’arricchimento.

L’invito alla visione di “Wallah, je te jure” è dunque rivolto a tutti ed è basato sulla consapevolezza che guardare da vicino e provare a comprendere dinamiche, che troppo stesso restano estranee, è solo il primo e necessario passo.

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