11 Gennaio 2017

Dumenza, il sindaco Peruggia: “La situazione dell’Alpe Bovis è totalmente diversa”

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Il caso del rifugio di Dumenza, dopo l’articolo che abbiamo pubblicato lunedì, ha suscitato diverse reazioni, tra cui il malumore espresso dal sindaco del paese, Valerio Peruggia, avvilito per le dichiarazioni del gestore dell’Alpe Bovis, Matteo Guglelmini, e per il servizio del Tg5, “Indignato Speciale”, che, a suo avviso, “ha raccontato solo in parte la verità”. Ecco la replica e le precisazioni del primo cittadino dumentino.

Valerio Peruggia, sindaco di Dumenza ed Assessore della Comunità Montana Valli del Verbano

Valerio Peruggia, sindaco di Dumenza

Dumenza, il sindaco Peruggia: “La situazione dell’Alpe Bovis è totalmente diversa””. E’ sempre tesa la situazione tra il gestore dell’Alpe Bovis, Matteo Guglielmini, e l’amministrazione di Dumenza, guidata dal sindaco Valerio Peruggia. Il primo cittadino del paese, però, dopo il nostro articolo, che rimandava al servizio dell'”Indignato Speciale” del Tg5, ha voluto esprimere una secca replica approfondita sulla situazione in cui si trova attualmente il rifugio. “La prima cosa che voglio sottolineare è che noi abbiamo sempre dato una grande mano, sin dall’inizio, a Guglielmini, per qualsiasi problema venisse segnalato. Non ci siamo mai tirati indietro. L’Alpe Bovis è di nostra proprietà ed è nel nostro interesse affinché i servizi e le attività del rifugio siano garantite, al meglio. Dalla sua riqualificazione conoscevamo la situazione del rifugio, dell’approvvigionamento dell’acqua legato all’idroelettrico e, per questa ragione, abbiamo sottoscritto una convenzione gratuita con il CAI Luino, che a sua volta ha dato in gestione, gratuitamente, il rifugio a Guglielmini. Questa decisione era stata presa, in attesa di tutti gli ulteriori adeguamenti della struttura dopo la riqualificazione, per permettere agli appassionati e alle scuole, in primo luogo, di poter usufruire del rifugio, e per creare anche un solo posto di lavoro”.

La situazione attuale. “Il servizio del Tg5 – continua Peruggia – non ha preso in considerazione la nostra posizione e tutto quello che l’amministrazione di Dumenza ha fatto per il rifugio. Ad esempio è da qualche mese che abbiamo dato l’incarico al geologo professionista, Amedeo Dordi, accompagnato da un ingegnere, per studiare ed analizzare tutte le possibili soluzioni tecniche da prendere, in base alle direttive e alle disposizioni relative alla montagna. Ci vogliono delle autorizzazioni e delle certificazioni ben particolari per intervenire seriamente, non si può depauperare l’ambiente a proprio piacimento. Non posso investire denaro pubblico, dei contribuenti, se non conosco prima tutte le peculiarità del lavoro e quello che possiamo realmente fare noi. Ci vogliono studi di fattibilità e progetti di un certo tipo per ricevere contributi. Le nostre priorità sono la scuola, il sociale e gli interventi quotidiani sulle segnalazioni che ci fanno i cittadini. Il rifugio è importante, ma non lo si può mettere sullo stesso piano di alcuni settori fondamentali per una popolazione. Nonostante questo e nonostante i 51 km di superficie del comune, non abbiamo mai dimenticato l’Alpe Bovis e lo dimostrano i fatti. Abbiamo sistemato tutto l’edificio prima, sia per permettere l’attività di ristorazione, sia per tutto il resto, come ad esempio il lavoro per garantire l’utilizo dell’acqua, installato un debatterizzatore. E’ un piccolo gioellino in Val Dumentina, lo sappiamo, ma i patti di stabilità e tutti i vincoli di mandato non ci permettono di investire fondi a dismisura”.

Il futuro dell’Alpe Bovis. “Abbiamo fatto un incontro, un tavolo tecnico per risolvere le problematiche. I soci del CAI Luino erano presenti, il gestore invece non ha voluto partecipare. E’ facile parlare su Facebook, ma quando c’è da confrontarsi a quattr’occhi? E’ giusto fare così? In ogni caso, una volta che tutti i lavori di adeguamento della struttura saranno terminati – conclude il sindaco -, metteremo a bando il rifugio, previo canone da pagare al comune, dopo tutte le migliorie necessarie tra adduzioni e condotti. Qualche mese fa, durante la giornata dedicata alla montagna, con la Protezione Civile e la Comunità Montana, ho stilato un elenco di interventi da fare, anche strade da sistemare, come già avvenuto nel bosco a ridosso del rifugio, liberando la strada o tagliando alberi. Questo lo abbiamo fatto per le scolaresche, affinché il rifugio diventi un luogo didattico, e per i turisti e gli appassionati, per l’utilizzo quotidiano”.

Se il sindaco Peruggia ha ricevuto numerose telefonate di solidarietà per la situazione, tra consiglieri regionali ed assessori, specialmente da chi conosce la situazione, altrettanto lo è stato per Matteo Guglielmini che, sulla nostra Pagina Facebook, ha detto di esser stato contattato da un consigliere regionale per un incontro sulla situazione.

Per approfondire:

 Il caso del rifugio di Dumenza finito sul Tg5, ecco il servizio

– Condivisione e solidarietà per il “Rifugio di Dumenza”. Oltre 160 persone per il selfie in omaggio all’Alpe Bovis

– “ll Rifugio di Dumenza deve continuare a vivere”: domani un incontro per parlare di futuro

– Dumenza, “Ho chiuso il rifugio, senza acqua impossibile lavorare. La politica intervenga, basta chiacchiere”

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