Gli attivisti luinesi del M5S, in una conferenza stampa pubblica, in un noto ristorante di Cassano Valcuvia, hanno esposto ieri le proprie preoccupazioni sulla sicurezza legata al progetto AlpTransit che, secondo i piani internazionali, vedrebbe Luino come importante snodo ferroviario per il traffico delle merci da e per l’Europa. Tante le questioni esposte, tra le quali, quelle relativi al reale contenuto delle cisterne, l’idoneità idrogeologica del territorio, la gestione del traffico ferroviario e l’impatto dell’opera sulla salute e la vita dei cittadini. Presente anche la consigliera regionale grillina Paola Macchi.

Luino e AlpTransit: gli attivisti del M5S denunciano le problematiche sulla sicurezza. “L’obiettivo dell’incontro è quello di avvisare i cittadini su ciò che sta avvenendo”. Chiara e decisa è stata l’introduzione di Gianfranco Cipriano, attivista grillino luinese, che ha aperto la conferenza stampa sul delicato tema della sicurezza legata ad Alptransit, progetto internazionale di traffico merci su rotaia che coinvolgerà in maniera considerevole la stazione di Luino e tutto il territorio sull’asse Rotterdam-Cadenazzo-Milano-Genova. Secondo gli attivisti che hanno presenziato ieri alla conferenza, il problema non viene condiviso come si dovrebbe da parte delle istituzioni, informando la cittadinanza correttamente. AlpTransit prevederà un incremento del traffico ferroviario di 15 o 20 volte rispetto a quello attuale, con le complicazioni che ne potrebbero seguire, e facendo lievitare, come ci si potrebbe immaginare, le possibilità di incidenti.
“Chiediamo ai comuni e alle istituzioni di schierarsi con i cittadini e di prendersi le proprie responsabilità, per tutelare la sicurezza di tutto il territorio“. Luca Pandolfi ha illustrato i motivi che hanno portato alla conferenza, la quale si è svolta nella sala di un ristorante e non, come avrebbero voluto gli attivisti del M5S, in uno spazio istituzionale: “Il sindaco Pellicini si è trovato in difficoltà riguardo ad alcune domande sulla sicurezza legate ad Alptransit che gli abbiamo posto ed ha convocato un tavolo tecnico. E’ un perenne Peter Pan, certi argomenti necessitano di essere affrontati in maniera corretta”. Secondo gli attivisti, altri politici a livello regionale sembrano essersi dimenticati della questione che coinvolge il nostro territorio e, la convocazione di un’assemblea pubblica è un modo per informare ed avere uno scambio con la popolazione.
Paola Macchi, consigliera regionale del M5S in Regione Lombardia. La portavoce del Movimento in Regione, insieme a Giorgio Bosoni, che si è proposto a partecipare al tavolo tecnico richiesto da sindaco di Luino, Andrea Pellicini, ha elencato ed esposto alcuni quesiti che lei e gli altri attivisti si pongono su Alptransit e, nello specifico, sulla sicurezza legata a questo progetto.
Ecco i temi trattati da parte degli attivisti grillini luinesi.
Le merci trasportate. “I convogli merce che transiteranno a Luino, trasporteranno materiale pericoloso, come rifiuti tossici o chimici. Non ci saranno controlli diretti del contenuto dei vagoni perché nessuno è autorizzato ad aprire le cisterne o i mezzi di trasporto, per vedere se all’interno c’è la sostanza dichiarata. Questa precauzione è volta a preservare l’incolumità degli operatori che, nel caso di fuoriuscite impreviste delle sostanze tossiche trasportate, potrebbe rischiare la vita. Alcune sostanze, infatti, a contatto con l’aria potrebbero esplodere, creando enorme pericolo per la comunità. Inoltre, i trasporti militari non devono essere dichiarati: tra gli utilizzatori della tratta luinese di AlpTransit, ci sarà la Francia che produce materiale nucleare, che potrebbe trasportarlo come “affare di stato” non dichiarabile”.
La tenuta e le condizioni delle linee ferroviarie. “I treni che attraverseranno la stazione di Luino avranno una lunghezza superiore a 750 metri e il contenuto, indipendentemente dalla tipologia, creerà una notevole sollecitazione ai binari della linea ferroviaria del nostro territorio che, data l’età, non risulta essere nelle condizioni ottimali per sopportare un carico così rilevante. Le previsioni di progetto prevedono che questi treni merce transitino sui binari ad una velocità di 100km/h, per ottimizzare gli scambi commerciali e, dai circa ottanta treni commerciali attuali sulla linea di Luino, si potrebbe passare a circa il doppio nel giro di un anno. Analogamente, anche in Svizzera le preoccupazioni non mancano: i comuni che, come quello di Luino, sono interessati dal passaggio di convogli a cielo aperto, senza tunnel, si sentono maggiormente esposti e, mossi dal condiviso allarmismo, hanno presentato una petizione per poter convogliare i treni merce, quando sarà possibile, verso la linea del monte Ceneri. Inoltre, è stata proposta l’idea di farli passare attraverso un tunnel nel monte Tamaro, come, a suo tempo, era stato pensato e proposto dal compianto senatore Piero Pellicini, padre dell’attuale sindaco di Luino. La necessità, per quanto riguarda questo punto, è, perciò, quella di investire sulla manutenzione e l’ammodernamento della linea ferroviaria”.
I risultati delle indagini ambientali e l’impatto sul turismo. “Quella Cadenazzo-Luino-Gallarate diventerà una tratta ferroviaria merci, che collegherà il nord Europa ai paesi mediterranei e viceversa. A seguito delle preoccupazioni legate alle merci trasportate, sorge la perplessità sulla possibile gestione dell’emergenza nel caso si verificasse un incidente. L’impatto ambientale che una situazione di questo tipo potrebbe causare, con le inevitabili ripercussioni sulla comunità e sul turismo lacustre. Sono stati evidenziati movimenti franosi nelle nostre valli e sono stati confermati da analisi idrogeologiche. La continua e massiccia sollecitazione effettuata dai traffici merci su rotaia, potrebbe incentivare ulteriormente il fenomeno franoso, creando complicazioni e pericoli per i cittadini. Ulteriori studi hanno portato alla luce che, negli ultimi otto anni, si sono registrate tre trombe d’aria nel nostro territorio, proprio sulla linea interessata dal traffico di AlpTransit. Dati i cambiamenti climatici a cui stiamo andando incontro, potremmo essere soggetti sempre più ad eventi del genere e questo dovrà essere tenuto in considerazione dai progettisti”.
Le questioni legate all’ospedale, a presentarle Gianpaolo Papa. Anche l’attivista luinese pentastellato, Gianpaolo Papa, infine, ha esposto la preoccupazione, secondo cui, a Luino, il traffico ferroviario, previsto con l’avvio di AlpTransit, avrebbe un impatto aggressivo sul territorio e sui cittadini. Oltretutto, non sarebbe da tralasciare che la viabilità dei treni interessa la città dall’interno e si muove vicino all’ospedale. “Noi dobbiamo considerare due cose – conclude l’attivista-: a Luino c’è un binario unico e abbiamo visto cosa è successo in Puglia, meno di un anno fa. Basta una disattenzione per provocare un incidente, con le ripercussioni che graverebbero sulla cittadinanza. In secondo luogo, l’ospedale di Luino è attrezzato per fare fronte alle conseguenze di un possibile incidente? Esiste un piano di evacuazione? Da parte del sindaco non abbiamo ancora avuto risposta. Penso che siano punti fondamentali per tutti i luinesi. I treni, a Luino, passano proprio in centro città e, quindi, a maggior ragione, si dovrebbe avere un ospedale attrezzato per sostenere l’emergenza causata da un potenziale disastro ambientale. Senza tralasciare che l’ospedale di Luino è vicinissimo alla ferrovia e, se dovesse succedere qualcosa, bisognerebbe evacuarlo”.
Il tema “AlpTransit” è molto sentito, non solo dai cittadini, ma anche dagli attivisti luinesi grillini, come si era appurato durante l’incontro in Biblioteca dello scorso 20 novembre, quando il giornalista Ezio Motterle ha intervistato proprio il sindaco di Luino, Andrea Pellicini. In quell’occasione il primo cittadino, dopo alcuni interventi dei presenti in sala, aveva annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro per approfondire tutte le questioni legate ad AlpTransit e alla sua messa in funzione. Decisione che si era concretizzata qualche giorno più tardi, il 24 dicembre. Le candidature per partecipare al gruppo si sono chiuse proprio ieri, venerdì 16 novembre. Nel mese di gennaio sarà resa nota la composizione del tavolo di lavoro.
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