9 Dicembre 2016

Toto premier e consultazioni, Gentiloni in pole per guidare il governo

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Cresce per il governo l’ipotesi di Paolo Gentiloni, attuale ministro degli Esteri. Oggi si è conclusa la seconda giornata di consultazioni per la formazione del nuovo Esecutivo. Mattarella, che punta ad accelerare, ha ricevuto al Quirinale le formazioni parlamentari numericamente più piccole. Intanto sulla crisi arriva la tegola Mps, con la bocciatura da parte della Bce della richiesta di una proroga dell’aumento di capitale.

Finito il primo giro di consultazioni al Quirinale. Quella del reincarico a Renzi non è l’unica strada. In un contesto di possibile governo ‘istituzionale’, riprende quota l’ipotesi di affidare il post-Renzi a Pietro Grasso. Il presidente del Senato dovrebbe vincere le resistenze di una parte del Pd (i renziani più ortodossi non lo amano particolarmente), oltre che superare le scontate difficoltà legate alla ricerca del suo ‘erede’ a palazzo Madama. Il suo profilo, però, resta sempre ideale. Altra ipotesi istituzionale, quella della presidente della Camera Laura Boldrini, meno piazzata però nel totonomi del collega del Senato. Un governo di questo tipo, infatti, per sua natura dovrebbe avere come primo requisito il gradimento di tutto l’arco costituzionale. La presidente della Camera, suo malgrado, si è trovata invece più volte in questi anni bersaglio di polemiche con alcune forze politiche. Meno ‘appeal’ sembrano avere i nomi di ex alte cariche dello Stato, come Luciano Violante o Pier Ferdinando Casini, o di uomini provenienti da Bankitalia, a partire dal governatore Ignazio Visco.

In grande ascesa viene dato il nome di Paolo Gentiloni. Sarebbe lui il super-favorito. Il ministro degli Esteri, oltre al fatto di essere ovviamente fine diplomatico, vanta buoni rapporti con tutto l’arco costituzionale, all’interno del Pd, con il Quirinale e non faticherebbe certo a prendere in mano in corsa i vari dossier internazionali. Resta intanto sempre al ‘top’ l’ipotesi Pier Carlo Padoan: ottime credenziali internazionali e buon ‘feeling’ con Renzi, il ministro dell’Economia potrebbe tra l’altro seguire da vicino tutto il lavoro di ‘rifinitura’ della manovra che, specie dopo il via libera lampo al Senato, necessiterà di una serie di interventi di restyling in fase di decretazione. Tra le soluzioni interne al Pd rimane, ovviamente, il nome di Dario Franceschini, che sarebbe un premier in piena armonia con il Quirinale. Dalla sua, il ministro della Cultura vanta il fatto di avere legami praticamente con tutti i gruppi parlamentari, ovviamente con un occhio di riguardo al mondo centrista. Per le sue doti di mediatore anche Graziano Delrio viene indicato come possibile erede di Renzi a palazzo Chigi. Il ministro delle Infrastrutture, tra l’altro, tra i renziani è forse quello che gode delle migliori relazioni con tutte le altre anime del Pd.

Sabato, a partire dalle 11, sino alle 18, il gran finale delle consultazioni con Berlusconi, M5s e Pd, cioè le maggiori forze politiche presenti in Parlamento. La prima delegazione a salire al Colle è quella di Si-Sel. Quindi alle 11,30, sarà la volta dei rappresentanti di Ala, il gruppo di Denis Verdini. Alle 12 i leader di Ncd, guidati da Angelino Alfano. Quindi, dopo la pausa, alle 16, la delegazione azzurra accompagnata da Silvio Berlusconi, alle 17 quella del Movimento cinque stelle. Infine, alle 18, i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd, accompagnati dal vicesegretario Lorenzo Guerini e il presidente Matteo Orfini.

Aggiornamento consultazioni al Quirinale. Si è aperta al Quirinale la seconda giornata di consultazioni per la formazione del nuovo Governo. In questa lunga giornata il presidente Mattarella riceverà 17 delegazioni delle forze politiche, le formazioni parlamentari numericamente più piccole. Domani il presidente della Repubblica ascolterà tutti gli altri gruppi parlamentari.

19.08, Lega: “Al voto il prima possibile”. “Il popolo vuole votare e non gradisce Renzi presidente del Consiglio. Si deve andare al voto il prima possibile”. Lo ha detto Giancarlo Giorgetti della Lega al Quirinale sottolineando che “questa è la posizione che emerge dal referendum”. “Non ci interessa la legge elettorale. Basta che si voti il prima possibile. Ci sono leggi già usate che in un sol giorno possono essere reinserite nell’ordinamento”.

18.26, Zeller: “Non si può andare subito al voto”. “La situazione attuale non consente di andare subito alle elezioni. La legge elettorale attuale non è applicabile. Il Parlamento non può farsi sostituire dalla Consulta. Allo stato le camere non possono essere sciolte”. Lo ha detto Karl Zeller del gruppo Autonomie del Senato al Quirinale.

18:03, Consultazioni – Monchiero (Ci): “Allargare confini maggioranza”. “Auspichiamo che i confini dell’attuale maggioranza siano allargati. E che il Parlamento impieghi questi mesi che ci separano dal voto lavorando con maggiore concordia rispetto al passato”. Lo afferma Giovanni Monchiero, presidente del gruppo Civici e Innovatori alla Camera, dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica. “Abbiamo bisogno di un governo politico, responsabile e autorevole – conclude – in grado di riavvicinare la politica ai cittadini”.

17:43, Ferrara(Gal): “Appoggio a soluzioni Mattarella”. “Siamo pronti ad appoggiare le soluzioni prospettate dal Presidente della Repubblica”. Lo ha detto Mario Ferrara, capogruppo Gal al Senato al termine del suo incontro con Sergio Mattarella. Quanto ai tempi di approvazione della nuova legge elettorale, ha aggiunto: “si può anche iniziare domani, ma non aspettare le conclusioni della Corte sarebbe una violazione del principio di lealtà”.

17:06, Dellai (Centro Democratico): “Serve una transizion responsabile”. “Serve una transizione responsabile che non si fa prendere da chi dice ‘al voto al voto’ a prescindere da tutto. Sarebbe gravissimo”. Lo ha detto Lorenzo Dellai al Quirinale. “Non riteniamo – ammonisce che il tema della legge elettorale possa essere scaricato sulla Consulta, che non ha funzioni di decisione sul sistema elettorale. E’ il Parlamento che deve farsi carico di ciò”, ha concluso.

16:32, Meloni: “Voto entro marzo”. “La road map di Fratelli d’Italia è fare una legge elettorale in pochissimi giorni, entro la fine dell’anno. Quindi scioglimento a gennaio e voto entro marzo”. Lo ha detto la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

16:02: Mattarella riprende gli incontri, ora tocca a FdI. Sono riprese al Quirinale le consultazioni di Mattarella. La sessione pomeridiana degli incontri allo Studio alla Vetrata viene aperta dalla delegazione di Fdi, composta da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Fabio Rampelli.

14:00, Davico (Moderati): “Ripartire da referendum”. “La partecipazione dei cittadini al referendum è il punto da cui ripartire per ritrovare la serenità e l’affiatamento che porti il prossimo governo a rimettere in equilibrio il sistema elettorale legando gli eletti alle grandi questioni nazionali e territoriali”, ha detto al Quirinale Michelino Davico dei Moderati.

13:23, Formisano: “Mattarella vuole chiudere presto la crisi”. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella vuole risolvere “in tempi rapidi” la crisi, lavorando “in direzione di una maggioranza più ampia possibile in Parlamento”. Lo ha detto nello Formisano al Quirinale.

13:04, Nencini (Psi): “Meglio governo di scopo”. “Abbiamo consegnato al presidente della Repubblica più soluzioni, prediligendo un governo di scopo e di responsabiità corale”. Lo ha detto Riccardo Nencini (Psi) al Quirinale.

12:51, Formisano: “Serve governo per legge elettorale”. “Serve un Governo nella pienezza della sue funzioni per fare una legge elettorale omogenea, ascoltando anche quello che dirà la Consulta. Serve inoltre una maggioranza quanto più ampia possibile, data la gravità della situazione in cui il Paese versa, ma senza dimenticare che una maggioranza c’è e lo ha dimostrato con il voto di fiducia al Senato sulla legge di Bilancio”. Lo ha detto Nello Formisano al Quirinale.

12:50, Davico (Gal): “Ripartire da referendum”. “La partecipazione dei cittadini al referendum è il punto da cui ripartire per ritrovare la serenità e l’affiatamento che porti il prossimo governo a rimettere in equilibrio il sistema elettorale legando gli eletti alle grandi questioni nazionali e territoriali”. Lo ha detto al Quirinale Michelino Davico di Gal.

12:30, Tosi: “Renzi Bis? se per nuova legge elettorale”. “Se lo scopo di un Renzi bis è un breve interim per la nuova legge elettorale a prescindere dalla Consulta, in questa chiave un reincarico avrebbe lo standing internazionale necessario”. Lo dice al Quirinale Flavio Tosi di Fare.

12:07, Vaccaro (Idea): “Nuovo governo al più presto”. “Abbiamo chiesto il massimo per dare al Paese il governo che merita nel tempi più brevi possibile e dare una maggioranza più ampia per le riforme”. Lo ha detto Guglielmo Vaccaro di Idea.

11:48, Buttiglione: “Ora grande coalizione”. “Per la seconda volta il popolo ha bocciato la grande riforma e contemporaneamente il sistema maggioritario: ora serve una legge proporzionale, la prossima legislatura deve essere quella della grande coalizione tra la sinistra democratica e i partiti che fanno riferimento al Ppe in Italia: Su questo lancio un appello a Silvio Berlusconi”. Lo afferma l’ex ministro Rocco Buttiglione dell’Udc.

11:24, Al: “Legge elettorale dia potere a cittadini”. “Diciamo no a soluzioni improvvisate che non tengano conto della sentenza della Consulta del 2014”. Lo dice Pippo Civati di Alternativa Libera – Possibile. “Siamo pronti a andare a votare, ma lo si faccia in condizioni di rispettare la volontà cittadini. E ci sia un governo che consenta al Parlamento di lavorare sulla soluzione migliore e più rappresentativa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Massimo Artini: “le elezioni hanno un senso se ci sono le condizioni per arrivarci e tenendo conto dell’esito del referendum”.

11:01, Svp: “Cambiare Italicum in Parlamento, subito”. “Votare con l’Italicum in questa situazione è tecnicamente impraticabile”, ha detto Daniel Alfreider, di SvP. “Servirà una modifica. I numeri in Parlamento ci sono. Occorre un governo che vari una nuova legge elettorale anche senza il verdetto della Consulta”, ha spiegato aggiungendo che “la responsabilità è del Parlamento, e se siamo in questo pasticcio è giusto che il Parlamento sani la situazione. I cittadini hanno il diritto di sapere come si vota. Le politiche di cambiamento si fanno solo con la stabilità e la continuità a lungo termine. Non possiamo permetterci un governo che non sia nella pienezza dei poteri”, ha concluso.

10:36, Pisicchio: “Serve nuovo governo senza aggettivi”. “Il Governo non ha aggettivi. E’ un governo e basta. E’ un governo da fare, e da subito, partendo dalla maggioranza che c’era e aprendo a altre forze. Non possiamo più perdere tempo”. Lo ha detto il presidente del Gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

10:22, Campanella (Si): “Si veda effetto referendum”. Al presidente Mattarella “abbiamo segnalato la diffusa opinione presso il gruppo Misto che sia visibile l’effetto del referendum appena tenutosi. Ci aspettiamo che si possa con il prossimo governo riuscire a dare la possibilità al Parlamento di esprimere in un’ampia maggioranza una legge elettorale che restituisca alle Camere il peso che la Costituzione le attribuisce”. Lo ha detto Francesco Campanella di Si-Sel.

10:20, Idv: “Ok governo responsabilità nazionale”. “Abbiamo espresso l’idea di andare al voto con una legge elettorale riformata che faccia scegliere ai cittadini i rappresentanti ed al Paese di avere un governo stabile”. Lo ha detto Maurizio Romani di Idv dicendo che il suo partito “è disponibile ad un governo di responsabilità nazionale ma con la più ampia partecipazione possibile per una legge elettorale e per conti dello Stato da mettere in sicurezza”. (ANSA)

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