“C’è sempre chi specula sul bisogno umano di sicurezze: badate di non lasciarvi ingannare”. E’ l’avvertimento che Papa Francesco lancia ai fedeli durante l’Angelus, dopo aver celebrato nella basilica di San Pietro in Vaticano la messa per il Giubileo straordinario della Misericordia dedicato agli emarginati e alle persone socialmente escluse.

ANSA/GIORGIO ONORATI
Giubileo degli emarginati, Papa Francesco: “Non fatevi ingannare da chi specula sulla paura”. “La persona umana, posta da Dio al culmine del creato, viene spesso scartata, perché si preferiscono le cose che passano. E questo è inaccettabile, perché l’uomo è il bene più prezioso agli occhi di Dio”. Così il Papa nella messa a San Pietro per il Giubileo dei senza fissa dimora. “Ed è grave che ci si abitui a questo scarto; bisogna preoccuparsi, quando la coscienza si anestetizza e non fa più caso al fratello che ci soffre accanto o ai problemi seri del mondo, che diventano solo ritornelli già sentiti nelle scalette dei telegiornali”.
“Oggi, cari fratelli e sorelle, è il vostro Giubileo, e con la vostra presenza ci aiutate a sintonizzarci sulla lunghezza d’onda di Dio, a guardare quello che guarda Lui: Egli non si ferma all’apparenza, ma rivolge lo sguardo ‘sull’umile e su chi ha lo spirito contrito’, sui tanti poveri Lazzaro di oggi”. Così il Papa si è rivolto alle persone socialmente escluse e ai senza fissa dimora durante la messa. “Quanto ci fa male fingere di non accorgerci di Lazzaro che viene escluso e scartato! E’ voltare la faccia a Dio – ha affermato -. E’ un sintomo di sclerosi spirituale quando l’interesse si concentra sulle cose da produrre, invece che sulle persone da amare”.
Durante la messa il Papa ha puntato il dito contro “la tragica contraddizione dei nostri tempi: quanto più aumentano il progresso e le possibilità, il che è un bene, tanto più vi sono coloro che non possono accedervi“. “E’ una grande ingiustizia che deve preoccuparci – ha detto -, molto più di sapere quando e come sarà la fine del mondo. Perché non si può stare tranquilli in casa mentre Lazzaro giace alla porta; non c’è pace in casa di chi sta bene, quando manca giustizia nella casa di tutti”.
“La lente d’ingrandimento della Chiesa punti su dimenticati ed esclusi. Dio ci liberi dal rivolgerla verso di noi; ci distolga dagli orpelli che distraggono, dagli interessi e dai privilegi, dagli attaccamenti al potere e alla gloria, dalla seduzione dello spirito del mondo”, l’invocazione finale del Pontefice durante la messa precedente all’Angelus. “Non chiudere gli occhi davanti a Dio che ci guarda e dinanzi al prossimo che ci interpella. Apriamo gli occhi a Dio, purificando la vista del cuore dalle rappresentazioni ingannevoli e paurose, dal dio della potenza e dei castighi, proiezione della superbia e del timore umani. Guardiamo con fiducia al Dio della misericordia, con la certezza che la carità non avrà mai fine”, sottolinea il Pontefice nella celebrazione con quello che può sembrare anche un indiretto riferimento alle dichiarazioni di alcuni giorni fa di un teologo a Radio Maria sul terremoto come castigo divino per le politiche sbagliate degli uomini, in quel caso specifico per la legge sulle unioni civili.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0