Ieri sera nella breve durata del consiglio comunale dure dichiarazioni di Graziella Giacon, ex primo cittadino di Laveno Mombello, dopo che sindaco Ielmini e nove tra ex ed attuali amministratori hanno ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio, da parte del pm, per abuso di ufficio negli scorsi giorni. Ielmini e la maggioranza non sono state smosse, limitandosi a proseguire la seduta e a concludere in poco più di quindici minuti.

Laveno Mombello, in consiglio comunale nulla di fatto. Giacon attacca l’amministrazione e Ielmini, dopo lascia l’aula. Poche persone presenti per un consiglio comunale che lasciava intendere di poter essere uno di quelli per cui si sarebbe discusso, almeno per un po’, ieri sera a Laveno Mombello. Dodici i consiglieri presenti su tredici e un momento di silenzioso raccoglimento ad inizio seduta, per ricordare le vittime del terremoto del Centro Italia e per dedicare anche un pensiero a due personaggi degni di nota, recentemente scomparsi: l’editore Carlo Alberti e l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Le parole del sindaco danno inizio alla seduta. “Veniamo al primo punto dell’ordine del giorno…”, una frase interrotta, quasi sul nascere. Ad intervenire è l’ex sindaco Giacon, con una dichiarazione che ha preceduto il consiglio comunale. “Contrariamente a quanto pubblicato su varie testate giornalistiche, il nostro gruppo non presenterà alcuna mozione di sfiducia. L’unica nostra vera preoccupazione è sapere chi tutelerà gli interessi del comune e dei cittadini”. I dubbi d Giacon sono legati al conflitto di interesse che questa vicenda ha generato. Non è mancato nemmeno il paragone con la passata giunta comunale: “Con amarezza mi rivolgo a voi e non intendo ricordarvi per le nefandezze dette e scritte sul nostro conto”, Giacon prosegue evidenziando le varie accuse, soprattutto di buchi di bilancio, mosse contro di lei e il suo gruppo durante il periodo delle campagne elettorali. “Il fatto vero è che noi non abbiamo fatto alcun danno patrimoniale, né avremmo mai pensato di farlo”. L’ex sindaco fa riferimento al momento economicamente delicato per le casse comunali, momento in cui, i maggiori tagli sono stati fatti nel campo sociale, rievocando poi la richiesta di dimissioni a suo carico: “Avete chiesto a me di dimettermi per un debito di mille euro che ho restituito. Ora usate lo stesso trattamento? Tanto il danno è solo di 1,5 milioni”, ironizza Giacon. Una richiesta di assunzione di responsabilità è quella che viene chiesto da Giacon, la quale conclude dicendo: “Il sindaco dovrebbe rinunciare al suo incarico, ma forse è chiedere troppo. A questo punto ritengo che, da parte mia, sia preferibile abbandonare questa seduta”. Non è seguita nessuna risposta del sindaco Ielmini e della maggioranza e al termine della dichiarazione l’ex sindaco ha abbandonato l’aula.
Al termine della dichiarazione di Giacon, si è proseguito con la discussione dell’ordine del giorno. Il primo punto affrontato in seduta è stato relativo alla comunicazione di un prelevamento dal fondo di riserva e dal fondo di riserva di cassa di 750 euro da destinare al pagamento di assegni famigliari. Il secondo punto era volto al ripristino di alcune zone della località Monteggia che sono franate in seguito agli eventi alluvionali del 2014, grazie ad un contributo di Regione Lombardia di 200mila euro. L’ingresso e l’uscita della medesima somma hanno provocato solo una variazione di bilancio, approvata all’unanimità. Il terzo ed ultimo punto dell’ordine del giorno ha trattato il tema della convenzione tra Laveno Mombello, Brenta e Brebbia per la gestione del servizio di trasporto di persone diversamente abili frequentanti istituti scolastici o riabilitativi. Tale convenzione è stata approvata da tutti i presenti aventi diritto di voto.
Al termine della seduta comunale, il sindaco Ielmini ha reso omaggio al maresciallo Chiebulo, che ha assunto il comando dalla stazione dei Carabinieri di Laveno Mombello: “Ringraziamo chi lo ha preceduto e confidiamo che la collaborazione che c’è sempre stata tra l’arma e il comune, continui nei modi migliori”.
Ora il tema della richiesta del rinvio a giudizio per abuso di ufficio a primo cittadino e ai nove tra ex ed attuali amministratori tornerà ad accendere il dibattito il prossimo 29 settembre nella seduta consigliare straordinaria richiesta dalle minoranze. Solo il 19 ottobre, invece, vi sarà la prima udienza premilinare, dove il giudice deciderà se procedere o meno.
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