27 Agosto 2016

Ascoli, lacrime e dolore per le vittime del terremoto. Il Vescovo: “Dio, adesso che si fa?”

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“Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio. Insieme ricostruiremo le nostre case e chiese; insieme soprattutto ridaremo vita alle nostre comunità, a partire proprio dalle nostre tradizioni e dalle macerie della morte. Insieme!”. Lo ha detto nell’omelia ai funerali per le vittime del terremoto il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole. Il presidente della Repubblica Mattarella a conclusione dei funerali ad Ascoli Piceno ha abbracciato e confortato i familiari delle vittime del terremoto. E’ salita a 6.120.296 euro la cifra raccolta a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto grazie al numero solidale 45500, attivo dalle 15 dello scorso 24 agosto. Lo riferisce il Dipartimento della Protezione Civile.

(FOTO © AGI)

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Ascoli, lacrime e dolore per le vittime del terremoto: è il giorno del lutto. E’ il vescovo di Ascoli Piceno a dare voce al dolore e alla commozione di un Paese intero durante le esequie solenni per le vittime del versante marchigiano. “Il terremoto può togliere tutto, tutto, ma non il coraggio della fede”, ricorda monsignor Giovanni D’Ercole durante l’omelia nella palestra dove sono allineate trentacinque bare. Fra queste, i due feretri bianchi delle piccole Giulia, 9 anni, e Marisol, 18 mesi. Presenti, alla cerimonia, le alte cariche dello Stato: Sergio Mattarella, che in mattinata ha visitato Amatrice e Accumoli, i due centri del reatino maggiormente colpiti dal sisma , e Matteo Renzi, accompagnato dalla consorte Agnese che – durante la funzione – non riesce a trattenere le lacrime. Nel frattempo le ricerche dei soccorritori procedono senza sosta e il bilancio delle vittime si aggrava: il ritrovamento di sei cadaveri ad Amatrice  fa salire il numero totale dei morti a 290.

“Questa notte ho rivolto questa domanda a Dio: e adesso che si fa’? Queste persone che hanno perso tutto, strappati dalla loro famiglia, che cosa faranno? Il terremoto ha accomunato paesi fratelli, da Pescara del Tronto ad Amatrice”, sottolinea monsignor D’Ercole durante l’omelia. “Guardando appena oltre le lacrime possiamo vedere qualcosa di più profondo. Il coraggio della fede, la nostra scialuppa di salvataggio”, aggiunge. “Il terremoto toglie tutto con la sua violenza ma il non il coraggio della fede”, assicura il vescovo, che cita una frase di Don Camillo nel celebre libro di Guareschi, dopo un alluvione. “Chi non perde la fede sarà ancora ricco”.  “Quando penso al terremoto – prosegue – mi viene in mente l’aratro che spacca la terra, dissoda ma sotto il solco che lascia rinasce la vita. Ecco sotto le macerie c’è qualcosa che dice a noi che le nostre campane torneranno a suonare”.

Ci siamo e ci saremo”: è la rassicurazione data dal premier, Matteo Renzi, ad alcuni sindaci presenti ai funerali. Accanto la moglie Agnese Landini cede alla commozione e si lascia andare alle lacrime dopo che la familiare di una vittima si è avvicinata al premier dicendo poche parole. Renzi cinge per un istante la moglie con il braccio sinistro, come a darle sostegno. (AGI)

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