28 Aprile 2016

Festa della Liberazione a Luino: gli interventi dell’assessore Castelli e del Presidente Piccolo

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Dopo aver pubblicato l’intervento pubblicato su Facebook dal sindaco di Germignaga, Marco Fazio, in occasione della Festa della Liberazione, oggi, a qualche giorno di distanza, vogliamo ancora ripercorrere la celebrazione del 25 aprile a Luino, grazie alle parole del sindaco di Cuveglio, nonchè presidente della Comunità Montana Valli Del Verbano, dottor Giorgio Piccolo, e dell’assessore alla Cultura di Luino, Pier Marcello Castelli. Ecco i testi degli interventi.

Coro unisono dalla Festa della Liberazione a Luino: "Libertà, Uguaglianza e Fraternità"

Festa della Liberazione a Luino: le parole del sindaco di Cuveglio, nonchè presidente della Comunità Montana Valli Del Verbano, dottor Giorgio Piccolo. “Porgo a voi Autorità civili e militari, partigiani, combattenti, ANPI, C.R.I., rappresentanti delle associazioni d’arma e cittadini, il saluto della Comunità Montana Valli del Verbano e vi ringrazio per la vostra partecipazione alla celebrazione della ricorrenza del XXV aprile che, con la liberazione di Milano, segna il momento della fine del secondo conflitto mondiale in Italia e la nascita del nostro stato libero e democratico. Trovarci per rendere onore al movimento della resistenza e per stringerci in un abbraccio della memoria, significa ricordare i sacrifici di quegli uomini e quelle donne, che con estremo coraggio si sono battuti e ci hanno permesso di vivere in un paese libero. Fare memoria significa anche interiorizzare i motivi di quelle scelte forti che ci permettono di guardare il futuro con la consapevolezza della realtà storica.
Partecipare in modo corale alla celebrazione di questo anniversario è importante per sostenere i valori che animarono quegli uomini e quelle donne che con i loro sacrifici restituirono la libertà al paese, uomini e donne illuminati, che sacrificarono parte degli anni migliori della loro vita, ed a volte la vita stessa, per combattere il fascismo, per un ideale di libertà e per la costruzione di una nuova Italia democratica.
Oggi, la politica dovrebbe recuperare il proprio significato, ed a tutti i livelli, dovrebbe fare proprie le motivazioni nobili della resistenza, ed adoperarsi, per il raggiungimento di vantaggi ad appannaggio della società e costruire rapporti, tra le varie componenti politiche, fondati sulla trasparenza delle scelte e sull’etica e non in relazione ai potenziali vantaggi che potrebbero derivare allo schieramento o gruppo di appartenenza. Sarebbe un modo nobile per rendere un doveroso omaggio a chi si è speso nella resistenza per darci un paese libero e democratico.
Anche il nostro territorio ha scritto pagine alte nella storia della resistenza, infatti, ricordiamo che una delle prime battaglie, che diede inizio alla guerra di liberazione in alta Italia, si svolse sul monte San Martino, come ricordiamo con riconoscenza i partigiani della Gera ed i caduti dell’ottobre di sangue, così come non dimentichiamo il contributo dei sacerdoti delle nostri valli che furono supporto importante ai combattenti della libertà. Agli uomini ed alle donne della resistenza vada il nostro deferente ringraziamento.
Quest’anno celebriamo il XXV aprile ricordando la conquista del diritto di voto (febbraio 1945) e la possibilità di essere elette (marzo 1946) delle donne italiane. Infatti nella primavera del 1946 (marzo-aprile) le donne italiane si recarono in massa alle urne, in occasione delle elezioni amministrative, per esercitare il diritto di voto che si erano faticosamente conquistate. Ricordiamo quindi l’ottenimento di un basilare diritto democratico la cui importanza si fece sempre più consapevole proprio tra le fila delle combattenti della resistenza.
Oggi si avverte ancora la necessità di essere partigiani, partigiani dell’antifascismo nelle sue trasformate forme, partigiani della giustizia, della giustizia sociale, della libertà e della dignità delle persone, partigiani della democrazia. Perché la democrazia è stata conquistata con grandi sacrifici dalla resistenza, ci è stata regalata, ma non è scontata, è un bene prezioso e come tale va curato e la cura migliore per mantenerla e perfezionarla è quella di una sana e consapevole partecipazione. Onore alla resistenza. W l’Italia libera e democratica”, conclude così Piccolo.

Festa della Liberazione a Luino: le parole dell’assessore alla Cultura di Luino, Pier Marcello Castelli. “Il 25 aprile non è una ricorrenza rituale o di sola memoria, ma occasione per celebrare il valore fondante della nostra civiltà, che è in primis la libertà, ma anche gli altri due valori, non meno importanti, che sono l’Uguaglianza e la Fraternità che, pur essendo i tre cardini della rivoluzione francese, hanno trovato nella Resistenza, fedele applicazione e realizzazione.
Io credo che oggi, tutti noi, (noi che non abbiamo vissuto da protagonisti quel periodo ), dovremmo incarnare un preciso senso del sacrificio e del dovere, un forte desiderio di giustizia e di onestà, unito all’attaccamento alla bandiera ed alla patria e ad una profonda umanità. L’anelito di pace poi deve essere unito alla capacità nel dare senza chiedere; nulla deve andare disperso, ma invece tramandato alle nuove generazioni. In buona sostanza dobbiamo cercare di essere uomini ‘veri’ come lo sono stati i nostri partigiani, sapendo stare al passo con i tempi senza venir meno alla nostra identità che discende dalla loro. Puntando su due fattori strategici: onestà ed intelligenza.
L’
onestà, intesa come impegno particolare), a prediligere e preferire la giustizia, rispettare la legge e le regole e anteporre il bene comune all’individuale. Intelligenza, invece, intesa come capacità di andare al cuore dei problemi, unita ad una grande rettitudine di vita, una precisa onestà e una precisa dedizione, da intendersi come pulizia morale. Per onorare degnamente il 25 aprile dobbiamo impegnarci a dare il nostro contributo da protagonisti, e non da spettatori, ricordandoci, che dobbiamo cercare di essere sempre Uomini e Donne migliori”.

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