26 Marzo 2016

Trailer e recensione di “Race – Il colore della vittoria”, film sull’afroamericano Jesse Owens campione alle Olimpiadi di Berlino 1936

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(Recensione di Giulia Betti per “storiadeifilm.it“) “Race – Il colore della vittoria” è un film di Stephen Hopkins, con Stephan James, Jason Sudeikis, Jeremy Irons, Carice van Houten ed Eli Goree. Uscirà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 31 marzo.

Negli anni ’30 l’afroamericano Jesse Owens diventò un campione di atletica, vincendo quattro medaglie d’oro ai Giochi Olimpiadi del 1936, tenutisi a Berlino, diventato un simbolo della lotta al razzismo sfidando le ideologiche razziali imposte da Adolf Hitler. Ieri come oggi, se ne faceva una questione di “race” di razza, una migliore delle altre, una inferiore a tutte.

Rave – Il colore della vittoria”, è l’opera che il produttore Jean-Charles Lévy, ed il regista Stephen Hopkins, hanno dedicato alla memoria dell’eroe mondiale, leggenda dell’atletica leggera, Jesse Owens, l’uomo che scrisse la storia dello sport, l’uomo che sfidò la visione nazista della supremazia ariana. Primo film sull’icona mondiale quattro volte oro olimpico ai giochi di Berlino 1936, il film di Hopkins, racconta gli anni più intensi della vita dell’atleta, dall’arrivo all’Ohio State University appena diciannovenne, ai successi di appena due anni dopo sul palcoscenico internazionale delle Olimpiadi. Desiderato ardentemente dal produttore Luc Dayan che aveva già prodotto e sviluppato il premiato corto Tribute to Jesse Owens and Carl Lewis, “Race” non è solamente un film sullo sport, ma è prima di ciò un film dal carattere socio politico non trascurabile.

Non tutti sanno infatti che per un pelo i Giochi Olimpici rischiavano di saltare, o quantomeno di non ospitare fra le squadre, quella americana. La partecipazione ai Giochi Olimpici avrebbe appoggiato, secondo il presidente del Comitato Olimpico Americano Jeremia Mahoney, la strumentalizzazione degli stessi ad opera dei tedeschi. Pochi conoscono le sfumature della competizione ed il profondo rispetto che legò Owens a uno dei suoi più celebri rivali, l’atleta tedesco Carl “Luz” Long, grande speranza ariana di Hitler, che sarà punito dai nazisti per aver dimostrato e palesato affetto e stima per il collega nero. Ignota a molti pure la dinamica relazionale tra la regista Leni Riefenstahl e il ministro per la propaganda del regime, Joseph Goebbels, il quale (questo purtroppo non ci è mostrato nel film), mente perversa e pericolosa, fu molto innamorato della giovane Leni, arrivando ad essere per ella un’ossessione temibile e poi un nemico crudele e vendicativo a seguito del drammatico rifiuto ricevuto. Dimenticato e commovente, anche il fatto che i… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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