16 Marzo 2016

Blitz antiterrorismo, Bruxelles: arrestati i due fuggitivi dopo la sparatoria di ieri

Arrestati i due fuggitivi, scappati dalla sparatoria di ieri a Forest. Lo rende noto il sito belga Derniere Heure. Il Procuratore federale belga non ha né smentito, né confermato la notizia dell’arresto, pubblicata anche da altre fonti. Secondo una di queste “VTM Nieuws”, uno dei due sospetti è stato fermato già ieri sera, mentre l’altro stamattina. Ecco il resoconto della giornata di ieri.

Shootout in Brussels during police raid

Blitz antiterrorismo, Bruxelles: arrestati i due fuggitivi dopo la sparatoria di ieri. I due sospetti in fuga in Belgio da ieri, coinvolti nella sparatoria avvenuta a Forest durante una perquisizione, sarebbero stati fermati, rende noto “VTM Nieuws”. Uno dei due sarebbe stato bloccato in serata e il secondo questa mattina. La procura non ha confermato né smentito la notizia, aggiunge “Le Soir”. Ma alle 10.30 è stata convocata una conferenza stampa. Il primo ministro belga Charles Michel ha convocato per le due di questo pomeriggio il consiglio nazionale di sicurezza, anticipano i media locali. “Le operazioni di polizia proseguiranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni. La minaccia rimane presente”, ha dichiarato ai microfoni di “Bel Rtl”, precisando che la risposta violenta all’operazione di polizia di ieri era inattesa.

Intanto la polizia belga continua a effettuare nuove perquisizioni a Forest, nell’area di Bruxelles. L’operazione è iniziata alle sei di questa mattina, con alcuni residenti costretti a lasciare le loro case. Nella notte altre perquisizioni erano terminate verso le tre. Nella serata di martedì la polizia, impegnata in una ricerca legata agli attentati di Parigi dello scorso novembre, era stata presa di mira da colpi d’arma da fuoco: quattro gli agenti feriti, uno dei quali gravemente, e un sospetto ucciso.

La ricostruzione dei fatti nella giornata di ieri (Lucia Sali – ANSA). Un sospetto terrorista morto che non è Salah Abdeslam, forse altri due in fuga, quattro poliziotti feriti e un altro quartiere della capitale d’Europa bloccato. A quattro mesi dagli attacchi di Parigi, Bruxelles ripiomba nella paura. Questa volta però a colpire sono state le forze di polizia belghe e francesi, proprio nell’ambito delle indagini sul massacro del 13 novembre, con una perquisizione del quartiere di Forest. Dove alla rue du Dries hanno suonato, questa volta, alla porta “giusta”. Era partita come una delle numerose altre operazioni di routine condotte sin dall’indomani degli attentati di Parigi, sulle tracce del ricercato n.1 Salah Abdeslam nonché delle menti e basisti del venerdì nero della capitale francese. Da dopo gli attacchi, Bruxelles e Parigi hanno deciso di unire le forze e di collaborare nelle indagini per snidare i jihadisti, e da diverso tempo stanno compiendo operazioni congiunte. Questa volta erano sulle tracce delle false identità utilizzate dal gruppo di terroristi per preparare gli attacchi, seguendo la pista delle conoscenze di alcuni degli 11 arrestati in Belgio, di cui almeno uno, un amico del kamikaze dello Stade de France, Bilal Hadfi, legato proprio a Forest.

Le forze di polizia hanno suonato nel primo pomeriggio, verso le 15, alla porta di un appartamento in rue du Dries, che in teoria doveva essere vuoto. Immediatamente partono, attraverso la porta chiusa, colpi di arma da fuoco che feriscono tre poliziotti. Alle 15.20 altra raffica di colpi, e un quarto ferito, più grave. Almeno una persona si dà alla fuga attraverso i tetti, per nascondersi in un terreno abbandonato poco distante dove viene inviato in ricognizione un cane con videocamera, subito obbligato a ripiegare sotto i colpi d’arma da fuoco. Scatta intanto il perimetro di sicurezza nel quartiere, che terrà in “ostaggio” i bambini di quattro scuole “messi in sicurezza” sino a ora di cena. Verso le 18 parte il blitz delle forze speciali, con elicotteri per localizzare il o i fuggitivi, e cecchini sui tetti. Nell’appartamento, ormai “ripulito”, viene ritrovato il cadavere di uno dei sospetti terroristi. Pochissimi i dettagli fatti filtrare dalla Procura federale belga e dalla polizia, che durante il culmine dell’operazione hanno chiesto a media e cittadini di non comunicare sui social – come già avvenne a novembre quando la rete si riempì di gattini – sulla localizzazione degli uomini della squadra franco-belga per non compromettere il risultato della loro azione. Unica certezza, la persona uccisa nello scontro a fuoco “non è Salah Abdeslam”, ha confermato la Procura, aggiungendo che la sua identità “non è ancora nota”. Secondo quanto riferiscono alcuni media belgi, si tratterebbe di una persona completamente sconosciuta alle forze dell’ordine. Salah, insieme al compare Mohamed Abrini, è tuttora introvabile.

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