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6 Settembre 2015

Arrivati ieri a Maccagno con Pino e Veddasca 27 profughi: saranno ospitati presso la sede “Le Ceppaie”

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Sono arrivati ieri e saranno ospitati per 45-60 giorni, presso la sede “Le Ceppaie” di Maccagno con Pino e Veddasca, 27 profughi (ndr, 24 provenienti dalla Nigeria, 3 dal Gambia). Secondo le direttive date dalla Prefettura di Varese i rifugiati sono in attesa di essere trasferiti altrove. Il sindaco Fabio Passera: “Garanzie da parte della cooperativa che collabora con la Caritas di Como sulla sicurezza. Nessuno può chiamarsi fuori da una responsabilità di questo tipo di fronte all’umanità e alla storia”.

(Foto © Marina Perozzi)

(Foto © Marina Perozzi)

Arrivati ieri a Maccagno con Pino e Veddasca 27 profughi: saranno ospitati presso la sede de “Le Ceppaie”. Sono arrivati ieri sera, ospitati presso la sede “Le Ceppaie” di Maccagno con Pino e Veddasca, 27 profughi. Sono tutti uomini che provengono dal continente africano: 24 di loro dalla Nigeria e 3 dal Gambia. Secondo le indicazione fornite dalla Prefettura di Varese queste persone si fermeranno in paese 45 – 60 giorni e parrebbe siano in attesa di essere trasferiti presso la Caserma “Moi” di Lavena Ponte Tresa, dove si stanno effettuando i lavori di ristrutturazione. La “Cooperativa Agrisol Servizi” di Ferrera di Varese, che lavora in stretto contatto con la Caritas di Como, si occuperà di tutte le loro necessità. Gli ospiti sono seguiti da un team composto da uno psicologo, un mediatore linguistico, un assistente sociale e un legale, mentre per tutto l’arco delle 24 ore la struttura sarà sorvegliata da un custode.

Le parole del sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera. “Quella dell’accoglienza ai profughi – spiega il sindaco Passera – è un’emergenza umanitaria di dimensione mondiale. Nessuno può chiamarsi fuori da una responsabilità di fronte all’umanità e alla storia. Non lo ha fatto la mia Amministrazione. Abbiamo avuto ampie garanzie dalla cooperativa che sta operando sul nostro territorio in stretta collaborazione con la Caritas di Como: garanzie in ordine alla sicurezza e all’impegno di questi 27 ragazzi che la Prefettura di Varese ci ha detto si fermeranno nel nostro Comune per 45-60 giorni”.

La storia della sede “Le Ceppaie” di Maccagno con Pino e Veddasca. La struttura si trova in via Francesco Baroggi 17 nel Comune di Maccagno con Pino e Veddasca. “Il 19 gennaio 1997 alcuni capi del gruppo scout LUINO I° decidono di dare vita a un sogno comune – si legge sul sito de “Le Ceppaie” -: un sogno di accoglienza, di apertura e solidarietà. Volevano riaprire le porte di una casa di proprietà comunale che da lungo tempo aveva perso il suo significato e la sua vocazione, l’ex asilo di Maccagno Superiore, e trasformare questa struttura in una base scout capace di accogliere ed ospitare, di generare quel fermento che solo la condivisione è capace di dare e che noi abbiamo sperimentato nello scoutismo. Di lavoro ce n’era tanto da fare per rendere questa casa ospitale, ma la forza e l’entusiasmo dei grandi sogni, soprattutto quelli condivisi fanno spesso miracoli. Tanti gli interventi eseguiti e numerosi gli amici che hanno sostenuto fin da subito l’iniziativa.  Il sogno si concretizza nell’estate del 1997 dopo alcuni mesi di lavoro, con il ripristino della cucina, dell’impianto elettrico e di quello idrico. Nel 2003, grazie all’intervento del Comune, sono iniziati i lavori di ammodernamento della casa (aggiunta di un camerone, rifacimento dei bagni, del tetto e degli impianti) che riapre ufficialmente il 17 ottobre 2004 in occasione della festa di apertura dell’anno scout alla presenza delle autorità locali. La casa ha moltiplicato le sue potenzialità e la sua capacità di accoglienza. Il 17 Febbraio 2012 viene fondata l’Associazione “Le Ceppaie” che si impegna a gestire, promuovere e rilanciare la Base scout. Nello stile della fratellanza mondiale dello scoutismo, la casa è aperta all’accoglienza di persone o famiglie in stato di emergenza senza distinzione di razza o appartenenza”.

La questione dell’accoglienza ai profughi in arrivo dal mar Mediterraneo è molto sentita da parte della cittadinanza italiana, anche in Provincia di Varese. Se a Lavena Ponte Tresa, infatti, la notizia dell’arrivo di una cinquantina di migranti presso la caserma Moi ha creato non pochi malumori, con proteste e raccolta firme contrarie alla decisione della Prefettura, a Maccagno con Pino e Veddasca come reagirà la popolazione? L’unica cosa certa è si tratta di un’emergenza da affrontare, come ad esempio stanno facendo la Germania e l’Austria con i migranti in arrivo da Budapest, senza tirarsi indietro. Anche la Provincia di Varese è chiamata a fare la sua parte.

Per approfondire:

– Lavena Ponte Tresa, in arrivo una cinquantina di migranti. Saranno ospitati presso l’ex caserma della Guardia di Finanza

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