30 Luglio 2015

Mondiali di paraciclismo: oro in staffetta per Zanardi, “alieno paraolimpico dalle mille sorprese”

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La staffetta azzurra si conferma padrona della strada, con la vittoria del terzetto sul gradino più alto ai Campionati del mondo di paraciclismo in Svizzera. Riconfermato il podio dello scorso anno con Usa e Svizzera. Zanardi, uomo di ferro ed esempio di vita.

(press.bmwgroup.com)

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Oro per Alex Zanardi, insieme a Podestà e Mazzone, nella staffetta ai Mondiali di Paraciclismo. Ennesima vittoria per Alex Zanardi, che ieri a Nottwil ha vinto l’oro nella staffetta ai Mondiali di paraciclismo, insieme a Vittorio Podestà e Luca Mazzone nel Team Relay. Il terzetto azzurro, che partiva favorito dopo aver bissato l’anno scorso il podio (ndr, Baie Comeau 2013 e Greenville 2014), si riconferma anche quest’anno padrone della strada con il tempo di 31’13”, con una netta vittoria davanti agli Stati Uniti a 1’11” e alla Svizzera in ritardo di 1’32”. La staffetta per handbikers è stata la prima gara in programma, diversamente da tutte le precedenti edizioni internazionali in cui chiudeva la manifestazione, ed è stata corsa sotto la pioggia, con la partenza di Podestà, seguita da quella Mazzone e la chiusura di Zanardi. Oggi il Campionato del Mondo Paralimpico continua con la crono.

Tutti i successi di Alex Zanardi. A 48 anni e con entrambi gli arti inferiori amputati dal 2001, Alex Zanardi non vuole fermarsi, anzi, nonostante l’ennesimo successo, la fame di vittorie non lo abbandona. Nel suo palmares figurano, oltre 5 deludenti stagioni in Formula 1, quattro in CART (in cui due si è laureato Campione del mondo) e una vittoria nel campionato italiano superturismo; ha vinto, poi, due medaglie d’oro e una d’argento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e cinque medaglie d’oro e due d’argento ai Mondiali Paralimpici su strada tra il 2011 e il 2014. Dopo l’incidente, Zanardi ha provato di tutto: la felicità di trovarsi nuovamante con il volante tra le mani grazie a delle speciali protesi, la gioia di correre una gara di paraciclismo e la maratona di New York (raggiungendo un brillante 4° posto) e fare la massacrante Ironman Triathlon, composta da 4 km a nuoto, 180 km in bicicletta e la maratona di 42,2 km (per lui in carrozzina), dove è riuscito anche a fermare il cronometro prima delle 10 ore.

La forza d’animo di Alex Zanardi. Zanardi è il simbolo della forza d’animo e del coraggio di una persona che non si lascia fermare dagli ostacoli, perché ha dimostrato quanto crede in se stesso e nelle sue capacità. Commuoventi le sue parole alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006: “Mi chiamo Alex Zanardi e sono un pilota”. Parla della sua disabilità con franchezza e quasi come fosse una normalità: “non mi sono mai sentito sfortunato ma ho sempre pensato a cosa avrei potuto fare con quello che mi era rimasto. Non ho mai pensato a quello che avevo perso. Dopo l’incidente ho cambiato modo di vivere, ho pensato che non fosse una cosa drammatica, ma eccezionale”. Una grande forza che gli viene da dentro, ma a lui non piace chiamarla così (“quella serve ai depressi e lo dico con il massimo rispetto”) ma la chiama ottimismo (“non ti difetta mai la voglia di fare un tentativo da cui si origina un risultato che ti fa venire voglia di rilanciare il giorno seguente”).

Ecco allora dove trova tutta l’energia: l’obiettivo è fare sempre meglio, spingersi oltre, senza darsi un limite. “Per me c’è sempre un traguardo, un orizzonte, una meta”, ponendo alla base sempre una parola: divertimento. Bella la sua dichiarazione riguardo le vittorie alle Paralimpiadi: “io non sono salito in bicicletta perché volevo arrivare a Londra e vincere, ma ci sono arrivato perché volevo salire in bicicletta”. E poi l’umiltà di un uomo che non si considera un eroe. “Dura è la vita di chi fa fatica a dar da magiare alla propria famiglia. Ci sono persone che fanno sfide molto più eroiche delle mie ogni giorno per mettere un piatto in tavola”. Si ritiene fortunato perché fa il lavoro che gli piace e soprattutto perché è un privilegiato e non perde occasione per ringraziare tutti coloro che lo vedono come un esempio da seguire, regalandogli affetto e stima.

Purtroppo l’attenzione mediatica viene concentrata, spesso, sui lati negativi dello sport perchè fanno più notizia e scalpore, come le risse in discoteca dei calciatori, gli incidenti o il doping. Forse sarebbe corretto non dare prime pagine a questi fatti e, invece, dare più spazio ed importanza a persone come Zanardi, un’icona dello sport italiano del quale dobbiamo andare fieri.

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