8 Luglio 2015

TreNord, “Disservizi sulla linea Luino-Laveno: oggi senza aria condizionata, ma i problemi sono quotidiani”

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Critiche dure contro TreNord quelle che ci ha inviato, oggi pomeriggio, Stefano Introini, un cittadino che viaggia quotidianamente in treno da Luino a Laveno Mombello. I problemi evidenziati riguardano la mancanza di aria condizionata sul convoglio partito da Luino oggi alle 13.45 e i disservizi strutturali, gestionali e di mancanza di attenzione nei confronti dei “clienti” passeggeri, che accadono quotidianamente. Pubblichiamo di seguito integralmente la lettera: “Appunti sul viaggio in treno tra Luino e Laveno senza climatizzazione nel torrido pomeriggio di oggi, giorno turistico di mercato a Luino”.

Stefano Introini, oggi sul treno in partenza da Luino alle 13.45 verso Gallarate

Stefano Introini, oggi sul treno in partenza da Luino alle 13.45 verso Gallarate

“Probabilmente sto profittando del mio ruolo di dirigente tecnico a Luino per accedere e scrivere subito nella cronaca di un sito di informazione, ma a volte anche un paziente viaggiatore e cliente di Trenord, come si dice, sbotta! Utilizzo quotidianamente il treno per recarmi a Luino da Laveno – scrive Stefano Introini -. Per questioni di lavoro conosco a fondo problematiche e opportunità del sistema ferroviario, almeno locale; quello che risulta insopportabile è il menefreghismo e l’indifferenza di alcune persone che, evidentemente, ritengono che le Ferrovie servano per dare loro uno stipendio invece che per offrire un servizio ai cittadini e togliere auto dalle strade: stamattina il Ti.Lo. delle 8.45 parte da Laveno abbondantemente oltre le 9, e passi; durante il tragitto la comunicazione dell’avviso di approccio alle stazioni è spento, a Luino fanno scendere tutte le persone da un’unica porta in testa al treno con climatizzazione già spenta e senza accomodare il predellino per agevolare la discesa costringendo tutti a fare un salto di oltre 60 cm. Al ritorno il treno delle 13.45 da Luino è un vecchio treno regionale rimasto tutta la mattina al sole e quando si parte l’aria condizionata è spenta con finestrini chiusi! Solo il Controllore, una gentile dipendente Trenord si preoccupa, si arrabbia parecchio e corre tra un vagone e l’altro ad accendere gli impianti.

Ma perchè non si presta attenzione al cliente viaggiatore? Perchè mai come passeggero mi debbo spesso ritrovare a dare istruzioni a turisti sul nome della prossima fermata quando esistono su quasi tutti i treni meccanismi di annuncio automatizzati? Ricordo un viaggio tra Luino e Laveno con il TI.LO. con il nastro dell’avviso al contrario e quando arriviamo a Laveno viene annunciato Pino (ndr, Pino stazione di passaggio tra Luino e Bellinzona). Ricordo un controllore a cui chiesi informazioni in ordine al mancato utilizzo degli avvisi che mi rispose “tanto tutti sanno dove siamo…”; ricordo un altro episodio quando dei turisti che si recavano a Luino al Mercato chiedevano gentilmente informazioni in inglese e orgogliosamente il personale viaggiante rispondeva che conosce solo una lingua, l’italiano. Aggiungo: perchè diavolo mai in stazione Garibaldi a Milano, nonostante le numerose lettere e insistenze dell’amministrazione di Luino ci sono due treni per Varese che partono ogni ora esattamente a ’32 e nessuno si prende la briga di apporre la specifica che quello che parte dal piano rialzato arriva a Luino mentre quello al piano sotterraneo, allo stesso minuto segue la rotta per Varese e lì si ferma, ingannando quindi chi lo prende con grave disagio per riorganizzarsi il tragitto?

Ma è mai possibile che con tutti gli investimenti che Trenord fa in promozione non riesca a programmare un ciclo di aggiornamento comportamentale e sulla attenzione al cliente? Quel treno brutto e sporco che aspetta a Luino sotto il sole tutta la mattina di oggi poteva essere climatizzato dieci minuti prima della partenza? Sì, certo che sì!! Io continuerò a prendere il treno perchè credo che sia il futuro; dal prossimo anno saremo più vicini al centro Europa con l’apertura nel nuovo tunnel del Gottardo, speriamo bene.

Conosco e vedo tutti i giorni la pazienza che il personale viaggiante deve avere per sopportare maleducazione e reazioni a volte violente di idioti che non vogliono esibire e pagare il biglietto, che sporcano, ecc. So bene che non è nulla quanto qui da me riportato rispetto alle ben più importanti sofferenze che quotidianamente in altre zone di Lombardia e di Italia i pendolari debbono sopportare, ma al di la’ delle più che comprensibili carenze strutturali e di risorse, con salvezza di tantissimi bravi lavoratori, a volte basta non sforzarsi, ma semplicemente non pensare di essere sulla soglia del baratro, ma anzi credere nelle Ferrovie come mezzo del futuro superando quell’ego-automobilismo, quella malsana idea secondo la quale il treno lo prende chi ha avuto la patente ritirata o non può permettersi un SUV o una Panda, Mentalità che ormai ha fatto il suo tempo”.

Si chiude così la lettera firmata da Stefano Introni, che evidenzia le ormai storiche problematicità che i pendolari, viaggiando sui treni regionali da Luino a Gallarate, sono costretti a vivere quasi quotidianamente. Nonostante si facciano tanti proclami, dalla politica ad Rfi, e si parli di investimenti, anche guardando il futuro con l’AlpTransit, la situazione di questa linea ferroviaria non sembra destinata a migliorare. Almeno nel breve periodo.

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