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12 Maggio 2015

Maroni: “Sarà la Lombardia la prima regione ad introdurre il reddito di cittadinanza”. Salvini lo critica

Tempo medio di lettura: 3 minuti

La Lombardia sarà la prima regione italiana a sperimentare il reddito di cittadinanza. Lo assicura il presidente Roberto Maroni, a margine della presentazione del Por Fse e Fesr 2014-2020. La proposta, però, non piace al segretario del “Carroccio”, Matteo Salvini, ed ai sindacati, mentre sostiene l’idea del governatore lombardo il Movimento 5 Stelle.

(milano.repubblica.it)

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Via alla sperimentazione di un “reddito di cittadinanza” per tutti i lombardi in difficolta’ economica. L’annuncio è stato fatto da Roberto Maroni stamane, nel corso della presentazione della ripartizione dei fondi strutturali europei per il 2014-20. I due programmi – fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e fondo sociale europeo (Fse) – hanno una dotazione complessiva di 1,940 miliardi di euro, e, rispetto al periodo precedente 2007-2013, le risorse destinate alla Regione Lombardia sono aumentate di circa 640 milioni di euro. L’idea del governatore lombardo, che deve però essere condivisa con le parti sociali e l’Unione europea, è quella di utilizzare il fondo sociale europeo per finanziare una sorta di “reddito di cittadinanza” destinato ai cittadini lombardi. “Molti ne parlano – dice il governatore – tanti chiacchierano, noi lo introdurremo. Ho già incaricato gli assessori Garavaglia e Cantù di studiare le modalità di intervento”. In un momento di crisi economica “particolarmente grave – aggiunge Maroni – vogliamo usare i fondi del fondo sociale europeo per ridurre la povertà e l’esclusione sociale, anche attraverso il programma speciale di introduzione del reddito di cittadinanza”. “Questi interventi – ha spiegato il governatore lombardo – sostengono un modello di crescita che punta sulla ricerca e sull’innovazione, che sono una delle vocazioni della Lombardia. Sul nostro territorio abbiamo 13 università, 500 centri di ricerca, 18 Irccs, 6 parchi tecnologici, la presenza delle principali società del settore. Insomma, tutte le condizioni ideali affinché la Lombardia possa diventare la Regione d’eccellenza in Europa in fatto di innovazione e ricerca”.

Salvini lo bacchetta, “Non metto bocca, ma è un errore”. Non piace a Matteo Salvini la proposta di una sperimentazione in Lombardia del “reddito di cittadinanza” avanzata dal suo predecessore alla guida della Lega Nord, Roberto Maroni. “Allo Stato elemosiniere, io preferisco lo Stato che abbassa le tasse e offre lavoro. Secondo me è un messaggio culturalmente sbagliato”, commenta il segretario federale del Carroccio, contattato al telefono dall’Agi. Quindi si opporrà alla proposta? “No, io non metto becco nelle questioni della Regione Lombardia, ma questo non mi esime dall’avere le mie opinioni”. Più cauto, invece, il capogruppo leghista in Consiglio regionale lombardo, Massimiliano Romeo, contattato al telefono: “Prima di giudicare la proposta, che non abbiamo ancora visto, preferiremmo vi fosse una condivisione nell’ambito dei partiti di maggioranza”.

L’annuncio di Maroni raccoglie il plauso dei 5 Stelle. “Finalmente Maroni coglie la priorità del reddito di cittadinanza. Ancora una volta, le buone idee del Movimento 5 Stelle dettano l’agenda della politica lombarda che è costretto a rincorrere” afferma Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, che apre al dialogo con la maggioranza: “Siamo pronti a discutere sin da ora – dice -. Quando si tratta del benessere dei cittadini non ci fermiamo alle dichiarazioni di intenti o alle bandierine politiche e sollecitiamo anche le altre forze politiche di partecipare, il reddito di cittadinanza è una misura che non può più aspettare. Non perdiamo altro tempo”.

Dubbi e critiche arrivano invece dai sindacati. “La priorità in Lombardia non può essere il reddito di cittadinanza annunciato dalla Regione” afferma Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia. A fine maggio, rileva Domaneschi, “circa 5mila lavoratori lombardi resteranno senza cassa in deroga, altri 30mila la termineranno gradualmente nei prossimi mesi e non avranno più nulla”. Per questo, la vicenda “meriterebbe altri approfondimenti: i fondi sociali europei devono servire per creare opportunità e occasioni di sviluppo e di lavoro per i giovani. E se ci sono risorse disponibili, o individuabili, si pensi ai contratti di solidarietà, a chi sta perdendo il lavoro nelle piccole imprese, ai temi della sanità legati ai ticket e superticket”. Il riferimento è alla costruzione di un’alternativa alla cassa in deroga: “In Lombardia – sottolinea – abbiamo ottenuto di frazionare i 5 mesi nell’arco dell’anno, ma la situazione rischia di diventare drammatica”. Secondo la Cisl Lombardia, dunque, occorre accelerare sulle riforme annunciate: “Il governo deve al più presto realizzare la riforma della cassa integrazione, estendendola anche alle medie e piccole imprese e puntando di più sui contratti di solidarietà”. (ADNKRONOS)

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