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9 Febbraio 2015

Compagnoni: “Sogno una Luino che coinvolga tutti, mi faccio portavoce di un progetto condiviso”

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Che il clima politico luinese sia rovente lo si è capito da qualche settimana. Dopo i numerosi interventi degli amministratori locale, ha tenuto a precisare la sua posizione anche l’ex vicesindaco di Luino, Franco Compagnoni, raggiunto da un decreto di revoca del suo ruolo, dopo alcune dichiarazioni rilasciate alla Prealpina. Compagnoni, però, non si è limitato a parlare solo di quanto accaduto, ma ha già in mente un progetto futuro, che sia il più possibile condiviso dalle persone e che possa coinvolgerle per rispondere a tutte le loro esigenze.

L'ex vicesindaco di Luino, Franco Compagnoni

L’ex vicesindaco di Luino, Franco Compagnoni

Dottor Compagnoni, partirei dal chiederle da cosa è stato causato il decreto di revoca, che ha ricevuto dal sindaco Pellicini il giorno dopo le dichiarazioni che ha rilasciato alla Prealpina.

Abbiamo avuto un mandato positivo che si è progressivamente esaurito in termini di partecipazione delle persone, perdendo due consiglieri di maggioranza e mancando sempre più nella percezione della città che, dall’associazionismo, alla società civile e alle associazioni di categoria, ha mandato segnali importanti di richiesta di attenzione. Mi riferisco ad esempio alle problematiche che hanno avuto le associazioni sportive.

E cos’è cambiato in questi cinque anni dell’amministrazione di cui faceva parte?

Io, semplicemente, ho cercato di porre il quesito della continuità, dovendo credere ad una continuità autorevolmente rappresentativa, con necessità di rinforzo ed allargamento anche riguardo al tutto il territorio che gravita sul luinese. Da molto tempo ci si trova con amici a parlare di politica territoriale e di inclusione, in tavoli conviviali aperti alla luce del sole, con la partecipazione di tutti, anche di esponenti dell’amministrazione Pellicini. Lo stesso sindaco qualche volta è stato invitato, ma è venuto solo in alcune circostanze estemporanee.

Come il sindaco ci aveva riferito era a conoscenza di questi pranzi. Dopo la sua presa di posizione, però, è rimasto sorpreso dalla decisione di revocare a lei le deleghe ricevute di assessore esterno e vicesindaco? 

Constatare che le decisioni della continuità, anziché in un confronto serio e di coinvolgimento cittadino, sono per l’ennesima volta trasmigrate sui tavoli delle segreterie di partito, mi è sembrato assurdo. Questo è accaduto prima ancora che a Luino si facesse la fatica di vedere come continuare a coinvolgere, invece si è iniziato a discutere, anche aspramente, ma in modo appropriato all’interno dell’amministrazione e ho cercato di farlo fortemente anche attraversamento la stampa, per provocare un dibattito costruttivo. Invece, mi è giunta una revoca delle deleghe e vorrei sottolineare che, dalla comparsa dell’articolo all’atto pratico, sono passate solo 10 ore. Un po’ affrettata come decisione, senza discussione e senza indugio, come riporta il decreto. Ricordo che, per quanto mi riguarda, la revoca mi ha definitivamente estromesso dal consiglio comunale, in quanto assessore esterno, carica che avevo scelto di ricoprire ad inizio mandato, per consentire ad altri due colleghi di poter essere consiglieri comunali. Un scelta condivisa con l’assessore Alessandro Barozzi. Io credo che questo sia un atto grave di estromissione senza precedenti, bisogna farlo presente al sindaco Pellicini, per amor di verità, senza, però, estendere il discorso ad un personalismo.

Però, forse, è proprio quello che le contestano, vale a dire che si tratti di un personalismo. Cosa mi dice in merito?

Io penso all’idea di una politica inclusiva che comporti il fatto di provare a stare insieme, senza tradire, però, le proprie origini ed il proprio passato politico, ma nel produrre forza amministrativa, in un momento in cui è davvero importante essere in tanti per poter spingere, in un momento in cui gli stessi comuni hanno forte bisogno di aiuto, di sostegno e di condivisione. Questo mi è sempre parso l’elemento propositivo più importante, come già spiegavo subito dopo la mia elezione nel marzo del 2010. Il mio obiettivo è sempre stato quello di fare coesione sul territorio, tenendo presente che i destini di Luino determinano i destini dei paesi limitrofi.

Qual è quindi la sua proposta per fare in modo che questo accada?

La proposta forte è quella di capire quanta volontà di coinvolgimento i partiti e la società civile possano dimostrare di avere in una dimensione come quella di Luino, che è di un grande paese-piccola città. Un laboratorio politico-territoriale di massima inclusione dove gli amministratori siano effettivamente riconoscibili in qualità di massima rappresentatività possibile; a tale riguardo ciascuno dovrebbe mettersi a disposizione a prescindere dai ruoli.

E concretamente, anche grazie alla creazione del Comitato “Luino per il territorio”, come vi state organizzando?

Occorre sempre di più avere attenzione massima per il quotidiano, che ormai resta oggettivamente, in questi tempi, l’unico baluardo della vera qualità di vita. Attenzione al sociale, all’associazionismo, alle problematiche del lavoro, al turismo, con un sguardo unitario a cogliere le possibilità di sviluppo, sognando, ma perseguendo il percorribile, l’occasione che può sviluppare, ma che nello stesso tempo si possa anche realizzare. Un rapporto intenso con le sovra-istituzioni, nel cercare dialetticamente di ottimizzare le opportunità a cui questo territorio ha diritto sacrosanto. Considerare Luino nella centralità e nella responsabilità che, come comune, ha anche nei confronti dei paesi limitrofi per operare anche qui nella maggior sinergia possibile su temi che saranno importantissimi e generazionali, come quello del trasporto ferroviario e dei frontalieri, con l’auspicio di uno sviluppo turistico che dovrà trovare una concretizzazione molto più determinata, senza dimenticare una maggiore attenzione alle periferie e alle esigenze degli ambulanti del mercato di Luino. Questo è quanto di spiritualmente condiviso, con chi ha pensato, dopo le veloci vicende della nostra politica comunale, di costituire questo comitato di analisi, per valutare effettivamente la percorribilità di una politica di inclusione massimale possibile, soprattutto dei cittadini di Luino e luinesi, nonché le grandi sfide delle problematiche legate al nostro territorio che, se non affrontate con energia, sinergia e coinvolgimento, rendono qualsiasi individuo inadeguato a qualsiasi carica.

Come mai non ha proposto questo nei 5 anni?

Le problematiche citate e progressivamente evidenziatesi in questi cinque anni hanno la necessità di essere affrontate con l’energia ed il coinvolgimento più ampio possibile, come dicevo prima, ed anche in questo senso è indispensabile pensare ad un’amministrazione e ad una città aperta, consapevole dell’entità dei problemi e più pronta possibile ad individuare strategie di soluzione. Io sono convito da sempre di queste regole che hanno caratterizzato la mia partecipazione politica, con coerenza, sin dai tempi dell’antica Comunità Montana Valli del Luinese e sono pronto a farmi portavoce di questo progetto.

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