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9 Gennaio 2015

‘Ndrangheta, Roma: arrestati due esponenti delle cosche calabresi. Sequestrati beni per oltre 100 milioni di euro

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Avevano il monopolio del commercio dei fiori nella zona di Prima Porta a Roma e rifornivano i chioschi davanti al cimitero: era questa l’attività  degli arrestati nell’operazione condotta oggi dalla Squadra mobile di Roma, denominata “Fiore Calabro”. Si tratta di 2 persone finite in manette, Placido Antonio Scriva e Domenico Morabito (Domenico Antonio Mollica è ancora ricercato) e di beni per un valore di oltre 100 milioni di euro sequestrati.

(theblazonedpress.it)

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Due arresti e 100 milioni di euro di beni sequestrati alla ‘ndrangheta. L’operazione “Fiore Calabro”, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato allo scoperto elementi di vertice della ‘ndrangheta calabrese appartenenti alle ‘ndrine Palamara, Scriva, Mollica e Morabito, operanti nel settore jonico della provincia di Reggio Calabria e con ramificati interessi criminali e imprenditoriali nella zona Nord della provincia di Roma. I due arrestati, Placido Antonio Scriva e Domenico Morabito, possedevano il monopolio del commercio dei fiori nella zona di Prima Porta a Roma ed erano i fornitori dei chioschi davanti al cimitero. Rimane ricercato, invece, Domenico Antonio Mollica.

Contestata dalla Dda l’intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso: sequestrate diverse attività imprenditoriali. La Dda ritiene le ‘ndrine sopracitate responsabili di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso, reati commessi per favorire l’associazione mafiosa per il controllo delle attività illecite sul territorio. Tra le attività sequestrate dalla polizia una gioielleria “compro oro”, una azienda di allevamento di bestiame, macellazione carni e produzione di latticini, un negozio di ottica nonché numerosi conti correnti bancari e diversi immobili, per un valore complessivo che supera i cento milioni di euro. ” Gli arrestati – ha detto il capo della Squadra mobile Renato Cortese – hanno tra le loro attività anche una società per il commercio all’ingrosso di fiori al cimitero di Prima Porta e i vari chioschi della zona si rifornivano da loro. E questo è il sintomo di una presenza forte e ingombrante di questi esponenti della ‘ndrangheta in città”. Questo lo schema. Gli arrestati intestavano i loro beni a prestanome per sfuggire al sequestro preventivo.

Legami diretti con le ‘ndrine della costa Jonica calabrese. Più in dettaglio, Placido Antonio Scriva, Domenico Morabito (entrambi arrestati) e Domenico Antonio Mollica (ancora ricercato), secondo gli investigatori, sarebbero alcuni elementi di vertice della ‘ndrangheta calabrese appartenenti alle ‘ndrine Palamara-Scriva-Mollica-Morabito operative nella parte Jonica della provincia di Reggio Calabria con ramificati interessi imprenditoriali e criminali a Roma. “Con questa indagine abbiamo dimostrato che ci sono esponenti di primo piano della ‘ndrangheta calabrese che negli anni si sono radicati nella zona Nord della città, hanno espanso il loro potere economico e commerciale, hanno occultato i loro beni affidandoli a prestanome – ha detto il capo della Squadra mobile di Roma Renato Cortese – Oggi siamo in grado di contestare tutto questo”. (ADNKRONOS)

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