11 Dicembre 2014

Mentre continua la battaglia degli ambulanti, il mercato di Luino perde il suo “fascino”. Si attende la pronuncia del Consiglio di Stato

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Che il mercato di Luino abbia perso il fascino passato, tanto decantato da Piero Chiara, pare sia ben noto. Dall’estate scorsa, i pullman in arrivo dalla Svizzera interna e dalla Germania giungono a Luino mezzi vuoti, tanto da portare alcuni giornalisti tedeschi a scrivere diversi articoli di giornale per comprenderne i motivi. Insieme alle conseguenze derivanti dalla crisi economica che ha portato alla diminuzione dei turisti, ci sono anche molte problematicità sorte tra l’amministrazione comunale e gli ambulanti: su tutti, il problema dello spostamento di diversi banchi alla zona “Quinta Locale” e all’ex area Svit e la riassegnazione dei posti. A questo proposito il Tribunale amministrativo regionale, con una sentenza dello scorso 5 novembre, ha dato ragione ai commercianti ambulanti, mentre si attende il parere definitivo del Consiglio di Stato, dopo il ricorso presentato dal Comune di Luino.

Le problematiche del mercato “storico” di Luino. Non solo la crisi economica ha inciso in maniera notevolmente negativa sul famoso mercato di Luino, ma a quanto pare anche il rapporto tra le istituzioni e gli ambulanti, da due anni a questa parte, è andato deteriorandosi. Alcuni banchi, infatti, dopo i lavori effettuati nella parte nuova di lungolago sono stati spostati in due zone diverse che, in passato, non erano mai state concepite come aree per il mercato. Ci si riferisce alla zona “Quinta Locale” e all’area ex Svit. Così i banchi presenti nell’ex parcheggio di Palazzo Verbania sono stati spostati, da ormai diverso tempo, in due aree maggiormente decentrate. Il Comune di Luino per tutelare i guadagni di quegli ambulanti è dovuto ricorrere alla segnaletica e a cartellonistica, al fine di attrarre maggiormente i cittadini ed i turisti in queste parti del paese lacustre. Si tratta della “tutela” di ben 62 banchi, 30 presenti alla “Quinta Locale” e 32 all’area Svit.

La sentenza dal Tar della Lombardia, in attesa del Consiglio di Stato. Presi in esame dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardia sono stati due capisaldi tanto combattuti quanto importanti per gli ambulanti. Il primo si riferiva alla zona “Quinta Locale” e ha visto i giudici milanesi riconoscere al Comune di Luino questa come area commerciale, vale a dire spazio idoneo ad ospitare i banchi degli ambulanti durante il mercato luinese. D’altro canto, invece, nel secondo punto, il Tar ha stabilito che il Comune, per la riassegnazione degli spazi dei banchi, non avrebbe dovuto solo coinvolgere i sessanta ambulanti presenti nell’area a lago, ma avrebbe dovuto stilare, invece, una graduatoria tra tutte le bancarelle presenti, quasi quattrocento. Così, il Tar ha dato ragione parzialmente a quei sessantadue ambulanti che pretendono una riassegnazione dei banchi in base a criteri di anzianità. Alcuni di loro, infatti, sono stati costretti ad affittare altri spazi in via XV Agosto o via Vittorio Veneto per incentivare sensibilmente i loro guadagni o le loro vendite.

Gli altri problemi ed il confronto con alcuni paesi lacustri. Gli ambulanti, in confronto ai tanti paesi lacustri in cui si muovono per i vari mercati cittadini, credono che quello peggiore, negli ultimi anni, sia diventato quello di Luino. Non si riferiscono, però, solo ai guadagni, dimezzati dal 2010, ma anche al decoro urbano del mercato stesso, alle tasse del plateatico da pagare e alla sicurezza. “Nelle nuove zone a noi destinate – spiegano alcuni ambulanti -, l’area Svit e la ‘Quinta Locale’, ci sono edifici fatiscenti e poco curati. I turisti che dalla stazione si muovono in centro credono che l’area Svit sia un semplice corridoio”. Ieri, più che un corridoio, il piazzale, usato gli altri giorni come parcheggio, era quasi deserto. “Se vuole le faccio vedere quanto abbiamo incassato oggi – spiegava ieri un ambulante alle ore 13 -. In più di 5 ore di mercato abbiamo staccato solo uno scontrino da dieci euro”. Un altro, interessato, si avvicina e dichiara: “Io invece non ho fatto ancora nessuno scontrino”. Inoltre, in questo contesto alquanto preoccupante, vanno aggiunte anche le tasse del plateatico che ogni ambulante deve pagare alle amministrazioni per lo spazio pubblico: a Luino i prezzi sono molto più cari rispetto a quelli di Cannobbio e Laveno Mombello, escludendo anche la tassa da versare all’EcoNord per i rifiuti.

L’apertura alla discussione da parte del Comune di Luino, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato. Dal canto suo il Comune di Luino, che al momento dell’assegnazione dei nuovi spazi all’area Svit e alla “Quinta Locale” aveva solo informato le associazioni di settore, oggi si dice disposto ad aprire un confronto con gli ambulanti dopo la pronuncia del Consiglio di Stato. “Restiamo convinti della bontà del progetto della Quinta Locale: è un’area commerciale che permette lo svolgimento del mercato senza dover occupare la via XXV Aprile che provocherebbe problemi sia di traffico che di pubblica sicurezza. Abbiamo una precisa idea di mercato. Dopo la pronunzia del Consiglio di Stato, metteremo in atto nuove strategie per valorizzare ulteriormente l’area, cercando di venire incontro alle esigenze di tutti gli ambulanti.” A spiegarlo è il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, sulle pagine della Prealpina.

Di conseguenza, restano in sospeso tutti i problemi evidenziati: la possibile riassegnazione dei banchi tramite graduatoria, aspettando la pronuncia del Consiglio di Stato, ed i miglioramenti delle zone ex Svit e “Quinta Locale”, sia in termini di decoro urbano che di sicurezza. Queste ultime sono di competenza del Comune di Luino.

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