16 Luglio 2014

Crisi, sarà un’estate dura per il turismo di montagna. Sale la preoccupazione degli operatori

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Si preannuncia un’altra estate difficile per il turismo in montagna, che soffre soprattutto un calo delle presenze italiane (in flessione tra i 7 e i 10 punti percentuali) a causa della crisi. E in montagna come altrove chi parte risparmia, riduce il budget e la durata del soggiorno. Secondo l’Osservatorio turistico della montagna in uno studio elaborato da Trademark Italia si prevedono performance più basse che alte e la contrazione di giro d’affari e posti di lavoro preoccupa non poco gli operatori turistici. In particolare le località che non hanno significative quote di domanda straniera vedono crescere la congiuntura negativa con un calo del movimento turistico quantificabile tra il 3% e l’8%. La costante di ogni stagione dal 2005 in poi è la conferma delle località dell’Alto Adige che nel 2014 salgono ai vertici delle richieste dei turisti stranieri.

(turistipercaso.it)

(turistipercaso.it)

L’andamento critico sotto la media stagionale. Gli operatori turistici intervistati definiscono la stagione 2014 “piuttosto critica” e sono più o meno tutti sulla stessa lunghezza d’onda: in quasi tutti i comparti oltre la metà degli intervistati (media 51,4%) sono pessimisti, dalla Valle d’Aosta al Friuli, dal Piemonte al Veneto passando per il Trentino. Solo in Lombardia (66,7%) e in Alto Adige (46,7%) prevalgono le previsioni di stabilità. Crolla invece il numero di coloro che si attendono una stagione di crescita: solo 2 su 100. Voci fuori dal coro quelle di alcuni operatori altoatesini: il 9,5% di loro è certo di chiudere la stagione in crescita rispetto allo scorso anno.

La previsione della flessione dell’offerta turistica. Le elaborazioni di Trademark Italia per l’estate 2014 indicano una flessione complessiva del 6% che in alcune aree potrà superare il 10% (si tratta di indicatori di presenze e in misura minore di ricavi). In particolare si prevede diminuzione tra il 5 e il 10% in Friuli Venezia Giulia, leggero calo tra 1 e il 5% in Valle d’Aosta, Trentino e Veneto, stabilità in Piemonte, Lombardia e Alto Adige.

Prezzo, web e nuove declinazione della vacanze in montagna. Almeno 2 turisti su 3 puntano su un acquisto conveniente e sono alla ricerca del miglior rapporto prezzo-qualità, non di “emozioni”. La rete poi ha accentuato la concorrenza tra gli operatori, che sempre più frequentemente competono sul fronte dei prezzi ma – secondo lo studio – spesso lo fanno tagliando comfort, servizi, garanzie e qualità. La vacanza estiva in montagna da un triennio almeno è diventata un patchwork di proposte di vacanza attiva e dinamica, molto distante dai tradizionali ace. Cercando di attrarre i più giovani, le comunità e gli enti di promozione alpini investono in nuove attività: cicloturismo, mountain bike, cross country, downhill, rafting, nordic walking, etc. introducendo ritmi, rumori e agonismi incoerenti con la tradizionale vacanza montana di pace e silenzio. Ma per 3 turisti adulti su 10 proprio queste violazioni producono serie perdite di appeal della montagna.

I numeri del turismo di montagna durante l’estate 2014. Secondo l’Osservatorio turistico della montagna gli arrivi complessivi (alberghiero ed extralberghiero) si attesteranno sui 3,7 milioni con 2,8 milioni di italiani e 900 mila stranieri. Le presenze complessive saranno di 17,5 milioni (alberghiero ed extralberghiero) di cui 13 milioni di italiani e 4,5 milioni di stranieri. Il fatturato diretto sarà di 1,70 miliardi di euro e il giro d’affari complessivo si aggirerà sui 2 miliardi. (ANSA)

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