20 Giugno 2014

“Caos” corruzione nelle carceri: perquisiti gli uffici del dipartimento, tangenti per appalti

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Bufera sugli appalti per le carceri italiane. Il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza sta effettuando una serie di perquisizioni presso il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e presso l’ufficio del Commissario al piano carceri nell’ambito di due filoni di indagine, che procedono in parallelo, coordinate dai pm romani Mario Palazzi e Paolo Ielo. La prima, in cui si ipotizza il reato di corruzione, riguarda presunte irregolarità negli appalti per i lavori di ristrutturazione di alcune carceri. La seconda, aperta per falso e abuso d’ufficio, fa riferimento all’attività del Commissario incaricato di redigere il piano carceri. 

(bologna.repubblica.it)

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Le perquisizioni in corso da parte del Nucleo di polizia tributaria al Dap. Le hanno disposte i pubblici ministeri Mario Palazzi e Paolo Ielo che procedono per l’ipotesi di corruzione relativa ad appalti per la ristrutturazione di carceri. Perquisizioni anche nell’ufficio del commissario straordinario per l’attuazione del piano carceri sempre disposte dai due magistrati che procedono per i reati di abuso d’ufficio e falso.

L’indagine ed i coinvolti. L’indagine coinvolge 9 persone e tra queste Angelo Sinesio, commissario straordinario al piano carceri. A fornire lo spunto per avviare l’inchiesta è stato Alfonso Sabella funzionario al ministero della Giustizia e già pubblico ministero a Palermo all’antimafia. Fu lui con un esposto a sottolineare le irregolarità nel piano per la ristrutturazione delle carceri presentato da Sinesio il 21 novembre 2013 alla Camera.

Le ipotesi di falso e abuso di ufficio. Ipotizzando i reati di falso e abuso d’ufficio i pubblici ministeri Palazzi e Ielo ritengono che nell’assegnazione delle gare d’appalto Sinesio abbia compiuto irregolarità anticipando le gare stesse e impedendo che a queste potessero partecipare altre ditte oltre a quelle prescelte. Un’altra contestazione è quella d’aver fatto in modo che il valore delle gare non superasse i 5 milioni di euro. In tal modo attraverso questo limite fu possibile superare la normativa europea che consente così di affidare i lavori a più di un’impresa. Al centro dell’indagine per quanto riguarda l’ipotesi di corruzione ci sono i lavori fatti per le carceri di Voghera, Lodi e Frosinone.

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