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11 Maggio 2014

Cantone a “Che Tempo Che Fa”: “Per la corruzione la politica ha fatto poco e niente”

Tempo medio di lettura: 3 minuti

In tema di corruzione “sono cambiate molte cose, si è persa l’occasione di evitare che i fenomeni si ripetessero. Non si è fatto nullo o si è fatto poco per mettere nel sistema anticorpi per evitare che sistemi di corruzione si verificassero”.

Raffaele Cantone, (giornalettismo.com)

Raffaele Cantone, presidente Autorità anticorruzione (giornalettismo.com)

Lo ha detto Raffaele Cantone, magistrato anticamorra e fresco presidente, dal 28 aprile, dell’Autorità anticorruzione, intervistato da Fabio Fazio ieri sera a “Che tempo che fa”, su Rai3. Cantone ha sostenuto che anzi è intervenuta nel tempo “una serie di norme che hanno finito per favorire la corruzione”. Aggiungendo che la situazione è tale che oggi “molte delle attività delle pubbliche amministrazioni non le fanno più loro ma società private”.

La stessa normativa anticorruzione è stata approvata nel 2012 e “pero’ sta partendo da pochissimo”. Per Cantone, “troppo sottovalutato” il problema corruzione. “La società non si scandalizza più di tanto, e questo ci deve far riflettere”. E le vicende Expo 2015 confermano tutto questo. Il meccanismo della corruzione “è molto cambiato rispetto al passato. La mazzetta è uno dei passaggi. C’è un gruppo di persone che si mette a disposizione del mondo imprenditoriale, a prescindere dalla mazzetta, perchè quel soggetto fa già parte del comitato d’affari. La domanda vera è come si scelgono certi amministratori e chi garantisce per il soggetto prescelto”.

Il magistrato ha anche sottolineato che “se una persona è stata condannata per corruzione e torna ad agire vuol dire che la gente non la considera pericoloso, e invece dovrebbe essere espulsa dal contesto. E allora perchè questi soggetti ritornano?”. Oggi poi “è più facile corrompere perchè paradossalmente si sono ridotte le possibilità di fare indagini. Se guardassimo le condanne passate in giudicato per corruzione troveremmo una situazione pari a quella degli Stati del nord Europa, ma se guardiamo le classifiche internazionali siamo agli ultimi posti, terz’ultimi in Europa, davanti a Grecia e Bulgaria”.

Tornando all’Expo, Cantone ha detto che essa “è l’opera pubblica più importante in Italia e che qualifica l’Italia dal punto di vista dell’immagine sul piano internazionale. Ci vuole una magistratura capace, come pure le forze investigative. Ma perchè ogni volta che ci sono grandi opere si verificano grandi episodi di corruzione? Forse la parola grandi opere porta un pò sfiga…”, ha commentato il presidente della Autorità anticorruzione, il quale ha parlato anche della relazione tra crimine organizzato e corruzione. “Le organizzazioni operano sul territorio con la logica del consenso e non solo della violenza, che è l’ultima arma utilizzata. Il consenso si verifica soprattutto attraverso il controllo delle strutture burocratiche, controllo degli appalti, degli uffici degli enti territoriali. Laddove c’è un’amministrazione permeabile, questa diventa ancor più permeabile nei confronti della criminalità. Le amministrazioni permeabili sono quelle dove i clan si inseriscono più facilmente”.

Le mafie hanno il controllo del territorio e “hanno interesse ad avere rapporti stretti con gli enti del territorio, Comuni e regioni, che sono quelli che erogano i servizi principali per i cittadini e che servono alle mafie per creare consenso. E’ piu utile un assessore comunale – ha detto Cantone – che un parlamentare che spesso non ha potere reale. L’assessore è quello che interviene sul piano regolatore, fornisce appalti, è parte di un sistema di favori che alle mafie serve. Le organizzazioni provano di più a essere presenti nelle strutture politiche e burocratiche locali”.

Cantone reputa che occorra rafforzare i poteri della nuova Autorità anticorruzione. “Nostro compito dev’essere quello di prevenire i meccanismi della corruzione. E’ un paradosso che possiamo controllare ma non possiamo sanzionare. E’ un paradosso e occorre intervenire”. Il magistrato ha parlato di ottimo rapporto con il ministro Madia e con il premier Renzi, ovvero ha ricevuto garanzie sull’operatività della struttura, “mi auguro di potermi fidare della politica”.

(agi.it)

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