11 Aprile 2014

Un castello, un ex convento e l’isola di Poveglia. Il demanio mette in vendita i “suoi” beni

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Al via, attraverso l’Agenzia del Demanio, la dismissione di alcuni “gioielli” pubblici, tra i quali un castello, un ex convento e il diritto di superficie di un’isola veneziana. Le vendite sono illustrate in un tour partito da Mestre e che farà tappa l’11 aprile ad Ancona, il 14 a Milano e il 16 a Bari.

Uno scorcio dell'Isola di Poveglia, in provincia di Venezia

Uno scorcio dell’Isola di Poveglia, in provincia di Venezia

“E’ un piano di vendita – ha detto il direttore centrale gestione patrimonio immobiliare dello Stato, Paolo Maranca – secondo un piano articolato e non solo per fare cassa, ma per favorire lo sviluppo dei territori” e volto “ad un’imprenditoria capace e illuminata che capisca questo progetto” chiamato “Valore Paese”. Non solo vendite, ma anche concessioni riunite sotto la voce ‘Valore Paese e dimore’ che ha il suo primo step la cessione di 5 beni di pregio del valore sopra i 400 mila euro, e che avverrà solo attraverso l’online e senza una base d’asta, cioè ad offerta libera “ma che deve essere congrua” chiarisce Maranca.

Ne fanno parte un castello del 1400 a Gradisca d’Isonzo (Gorizia), un complesso costituito da sei edifici dal grande valore storico-architettonico (11.500 mq, di cui 7.200 mq coperti); una palazzina nel centro di Trieste (24 mila mq di cui 3.000 coperti); l’ex convento del 1600 a San Domenico Maggiore Monteoliveto (Taranto), la “Casa Nappi” a Loreto (Ancona). Si parla invece di vendita di diritto di superficie per 99 anni per l’isola di Poveglia a Venezia, costituita da tre isole molto vicine, due delle quali collegate da un ponte (72 mila mq, di cui 7.200 coperti), di fronte al Lido e vicino alla bocca del porto di Malamocco.

Per questi beni l’asta si chiude il 6 maggio e il giorno dopo le 5 offerte migliori per ciascun “oggetto” gareggeranno con i rilanci, sempre elettronici, per l’aggiudicazione. Entro maggio si chiuderanno invece le vendite con le consuete procedure d’asta (base complessiva per 9.400.000 euro) di 148 beni del valore inferiore ai 400 mila euro, sparsi per la penisola: 15 immobili (base 1.718.000 euro) e 37 terreni (237.000) in Friuli Venezia Giulia, 47 in Veneto (2.150.000), 7 in Liguria (820.000),  8 in Puglia e Basilicata (658.000), 12 in Lazio (2.000.000) e 22 in Lombardia (1.800.000). Ci sono altri 208 beni pubblici (97 dello Stato e 111 di altri enti) che andranno sul mercato in un secondo momento e che comprendono castelli, conventi, borghi e fari: il pacchetto di questi ultimi, che avrà in portafoglio 10 “guardiani” del mare, sarà messo all’asta a settembre e si potrà fare un’offerta unica per tutti o per singoli “pezzi”.

Nel progetto, l’Agenzia del Demanio ha anche stabilito la concessione di valorizzazione che prevede di ‘affittare’ il bene per 50 anni all’aggiudicatario che ha presentato un progetto di recupero e riqualificazione, offrendo un canone soddisfacente. Per il momento c’è un solo bene, le cui trattative sono già avviate, e riguarda il borgo della Cittadella di Alessandria.

(ansa.it)

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