Si è tenuto ieri pomeriggio alle ore 18.45 il consiglio comunale di Luino che ha visto l’approvazione all’unanimità della mozione di maggioranza riguardante la tutela dell’Ospedale di Luino. Primo cittadino e giunta continueranno a vigilare come stanno facendo in questi mesi, ma convocheranno anche i rappresentanti degli enti sanitari e i sindaci del distretto di Luino per pianificare strategie condivise e continuare a garantire il diritto alle cure sanitarie di tutta la popolazione. Bagarre in aula, visto che le due mozioni presentate dalle minoranza, eccezione fatta per Taldone, che ha provato a mediare per lavorare ad una mozione condivisa, sono state bocciate dai consiglieri guidati dal sindaco Andrea Pellicini.

Luino, approvata all’unanimità la mozione pro Ospedale della maggioranza. Bocciate le due della minoranza. Dopo un minuto di raccoglimento in solidarietà alle vittime del Bangladesh, di Nizza e del disastro ferroviario in Puglia, il sindaco Pellicini ha dato un riconoscimento alla carriera del professor Emilio Rossi che approfondiremo nei prossimi giorni. Il consiglio ha poi approvato, con il voto contrario de “L’altra Luino” e l’astensione di Taldone, i due punti all’ordine del giorno: “Verifica del permanere degli equilibri generali di bilancio (art. 193, comma 2, D.Lgs. 267/2000) e “Variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2016/2018 (art. 175, comma 8, D.Lgsl. 267/2000). Cavilli finanziari riguardanti l’ente per la modifica del quadro di bilancio su prerogative stabilite dal ministero e da alcune variazioni della spesa comunale.
Le due mozioni di minoranza per la tutela della salute dei cittadini sono state bocciate dal consiglio comunale. Il culmine del consiglio comunale, però, come era prevedibile, è arrivato con le tre mozioni per la tutela dell’ospedale di Luino e della salute dei cittadini, due della minoranza ed una della maggioranza. A prendere la parola è il capogruppo Taldone, l’unico a non aver presentato nessun documento: “Invito tutti a cercare una via condivisa, a ritirare le varie mozioni e tentare, con buona volontà, di scriverne una sola da votare all’unanimità. Non so se questo sia possibile ma almeno avrò fatto la mia parte per evitare inutili distinguo che spezzano ciò che dovrebbe essere un fronte compatto a tutela dei nostri interessi. Dico ciò per rispetto soprattutto di tutti quei cittadini che credono ancora nell’agire intellettualmente onesto dei loro rappresentanti istituzionali. Un documento unico e condiviso sarebbe sicuramente più utile ed incisivo anche nei confronti dell’azienda ospedaliera, che sull’argomento ha notoriamente un suo preciso punto di vista. [….] Laddove ciò non fosse possibile, con tutte le riserve e le perplessità esposte, avendo troppo a cuore il destino del nostro presidio ospedaliero e non volendo incorrere in fraintendimenti, il mio voto sarà favorevole a tutte le mozioni”. A questo punto si alternano al microfono sostenendo ognuno le proprie tesi non solo i consiglieri di minoranza e quelli di maggioranza, ma anche il vicesindaco Casali ed il sindaco Pellicini.
Il dibattito sul tema delle mozioni. Se il primo ad intervenire è stato l’avvocato Pellicini, che plaude alla “saggia proposta di Taldone”, allo stesso modo fa il dottor Compagnoni che, seppur con qualche riserva di forma, apprezza il tentativo del capogruppo de “La Grande Luino” che invita al buonsenso e all’unità di intenti. Secondo Compagnoni, però, la mozione della maggioranza è “stata fatta di rincorsa e sicuramente nei contenuti è meno puntuale di quella della maggioranza che, nonostante sia condivisibile, non centra il punto nella sua essenza e praticità d’azione. Per questa ragione – continua Compagnoni – non abbiamo intenzione di ritirare la nostra mozione e porteremo avanti la nostra iniziativa”. Così ne consegue un dibattito, a tratti acceso, con gli interventi della capogruppo di “Nuova Frontiera”, Simona Ronchi, e del capogruppo della “Lega Nord Luino”, Antonio Palmieri, entrambi firmatari della mozione di maggioranza. In Commissione proprio loro avevano aperto uno spiraglio per lavorare ad una mozione condivisa, ma la minoranza che aveva già presentato il proprio documento nella scorsa seduta consiliare cercava un sostegno da parte della giunta Pellicini. A questo punto è il consigliere Petrotta a chiarire che il problema non è tecnico, ma prettamente politico e così interviene anche il vicesindaco Casali, esprimendo critiche nei confronti dei tagli del Governo Renzi, che ha costretto Regione Lombardia a diminuire i fondi sanitari di ben 2 miliardi di euro. A riportare l’attenzione sul territorio è Compagnoni che, prendendo la parola per la seconda volta, spiega come la loro mozione non può che essere votata da tutti, per i nobili contenuti condivisibili che ha al suo interno, dichiarando formalmente che il suo gruppo avrebbe votato favorevolmente, in ogni caso, a tutte e tre le mozioni. Se Pellicini, infine, critica alcuni punti della mozione della minoranza, esprimendo il suo voto contrario in merito alla questione, la consigliera Nogara prova a convincere gli antagonisti politici a riflettere poichè “due mozioni potrebbero rafforzare il nostro operato”.
Il consiglio si chiude con la votazione delle tre mozioni: passa all’unanimità quella della maggioranza, mentre le due della minoranza vengono bocciate con i voti favorevoli dei soli consiglieri Franco Compagnoni, Enrica Nogara, Giovanni Petrotta e Giuseppe Taldone. Il dato politico è uno, il voto unanime del consiglio comunale luinese su una questione così spinosa. Resta però l’aspetto informale, legato al valore pratico che avrà tale mozione. Un primo punto di partenza, come riconferma il vicesindaco Casali, per un maggior confronto tra le parti, potrebbe essere quello degli Stati Generali della Sanità che si terranno a Luino nel mese di settembre e vedrebbe la partecipazione dei dirigenti sanitari e dei politici locali, per continuare a difendere e tutelare il nosocomio luinese ed il diritto alla cura di migliaia di cittadini.
Ecco il testo della mozione di maggioranza in merito alla tutela dei servizi dell’Ospedale di Luino, approvata oggi dal consiglio e presentata dai Capigruppo consiliari della maggioranza, Antonio Palmieri e Simona Ronchi.
“Il comprensorio delle Valli del Verbano sono caratterizzate dalla presenza di numerosi centri abitati situati in un contesto prettamente montano e particolarmente vasto, mentre il resto del territorio costituisce un’are di fondo valle più omogeneo. Questo territorio oggi conta circa 110mila abitanti, dei quali oltre 55mila appartenenti alle Valli del Luinese con la Valganna e la Val Marchirolo. Si tratta di un territorio di transizione, con obiettive difficoltà rappresentate dalla tormentata orografia, che hanno determinato vie di comunicazioni articolate dalle percorrenze, anche in modernità, non agevoli e non veloci negli spostamenti da un luogo all’altro. Da cornice le sponde del lago Maggiore e del lago Ceresio, zone ad alta valenza turistica, che porta ad un notevole aumento della popolazione durante alcuni periodi specifici dell’anno, con conseguente aumento degli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale. Il nosocomio luinese appartiene insieme alla struttura di Cittiglio, al Presidio Ospedaliero del Verbano ed è parte integrante e ‘periferica’ della neonata ASST Sette Laghi, ed è l’ospedale più a nord della Provincia. Dal 1997 l’Ospedale di Luino ha subito una riorganizzazione che ha modificato profondamente le offerte sanitarie con l’eliminazione anche di alcuni reparti come l’ostetricia-ginecologia, la pediatria e la rianimazione, nonchè la riduzione posti letto complessiva nell’area medica e chirurgica, arrivando a dimezzarne il numero.
Anche recentemente, nonostante significativi investimenti che hanno interessato l’infrastruttura ospedaliera, il sindaco Andrea Pellicini è dovuto intervenire nei confronti di Regione Lombardia e ASST Sette Laghi affinchè venissero salvaguardati alcuni servizi fondamentali tra cui quelli offerti dal polo ortopedico-traumatologico, potendo vantare l’ospedale di Luino, oltre ad ottimi specialisti ed infermieri, anche un reparto di riabilitazione ortopedica tra i migliori a livello regionale; quelli offerti dalla chirurgia che, per evidenti ragioni di sicurezza per le persone ricoverate non può essere privata dell’urgenza notturna. Pur nella consapevolezza della necessità di un processo di riorganizzazione della sanità lombarda è necessario, a nostro avviso, considerare la centralità della persona e l’impegno deve essere indirizzato alla ricerca di un equilibrio tra l’esigenza di tutelare e di promuovere la salute e la necessità di rendere più efficiente il sistema a fronte della contrazione delle risorse finanziarie. Proprio grazie alla legge approvata da Regione Lombardia, infatti, gli ospedali devono continuare a mantenere una funzione importante e devono continuare a dare risposte convincenti al diritto alla salute della popolazione. Il depauperamento delle strutture territoriali periferiche aggraverebbe il peso che le popolazione più lontane, soprattutto quelle residenti nel territorio montano, dovrebbero sostenere per avere accesso alle cure cui hanno diritto, nonchè andrebbe a sovraccaricare il lavoro delle strutture ospedaliere centrali. Il diritto di accesso alle prestazioni mediche, soprattutto se d’urgenza, non può essere negoziato e l’amministrazione comunale ha il diritto-dovere di esprimere il bisogno socio-sanitario delle comunità locali.
Così facendo, il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta comunale a proseguire nell’azione di difesa dell’Ospedale di Luino e dei suoi servizi, quindi ad agire in tal senso nelle sedi più opportune, quali Regione Lombardia, Direzione ATS (Agenzia di Tutela della Salute), Direzione Generale dell’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale”, invitando a Luino, nel termine dei sessanta giorni da oggi, i rappresentanti dei predetti enti, unitamente ai sindaci del Distretto, al fine di definire strategie condivise per continuare a garantire il diritto alle cure sanitarie della popolazione delle Valli del Luinese e più in generale del Nord della Provincia“.
Clicca qui per consultare la mozione della minoranza presentata da Franco Compagnoni, Enrica Nogara, Giovanni Petrotta e Pietro Agostinelli, e bocciata dalla maggioranza.
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