Siamo andati ad intervistare l’ultimo dei tre candidati sindaci per le elezioni amministrative del prossimo 5 giugno a Cremenaga. Idee chiare quelle di Federico Russo, esponente di Forza Nuova sul territorio, che parla di lavoro, di priorità agli italiani e di “fare barricate qualora arrivassero migranti a Cremenaga”. Ecco le sue parole.

Federico Russo, candidato sindaco “Forza Nuova” a Cremenaga
Per quale ragione hai deciso di candidarti?
Ho deciso di candidarmi a Cremenaga per importare anche in ambito locale le nostre storiche battaglie/iniziative politiche: la tutela, sia assistenziale che normativa, degli italiani in difficoltà, la promozione del volontariato, il protezionismo del patrimonio ambientale, la promozione della delle tradizioni, dei prodotti locali.
Quali sono gli obiettivi del vostro partito “Forza Nuova” sul territorio di Cremenaga?
Nessuno si cimenterebbe in una qualsiasi competizione con l’ambizione di arrivare secondo (o terzo). Vincere le elezioni per poter realizzare a pieno il nostro programma.
A proposito, quali problematiche riscontri a Cremenaga? Quali le critiche che muovete all’attuale amministrazione?
Cremenaga è un paese tranquillo, ordinato, pulito, sicuro. A mio avviso le problematiche locali sono imputabili non tanto all’amministrazione comunale, ma alle istituzioni superiori che per le solite logiche politico/economiche tendono a privare il paese del supporto necessario.
Quali i punti di forza di Cremenaga?
Le aree verdi, boschive e torrentizie, che intendiamo tutelare e promuovere; la sicurezza, la quiete e la tranquillità abitativa; la struttura sportiva e l’area feste ove tuttavia intenderemmo operare con più dinamismo e intraprendenza.
Da chi è composta la lista? Ci puoi presentare i candidati?
La Nostra Lista è composta da 5 uomini e 4 donne disposti in tale ordine: Smirne Salvatore, Macrì Arianna, Gorni Marzia, Tedesco Mattia, Simonelli Alessandro, Smirne Chiara, Caliri Franco, Pranta Edoardo, Trabattoni Cristiana; operai, impiegati, studenti universitari residenti o impiegati in attività della zona. Accomunati dalla fede forzanivista e dalla volontà di contribuire attivamente alla causa della comunità cremenaghese.
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Quale la vostra posizione sui frontalieri?
In merito a tale tematica dedichiamo un intero punto programmatico: intendiamo aprire un ufficio comunale preposto al disbrigo delle problematiche lavorative ed al collocamento con un occhio particolare verso il mercato del lavoro ticinese. Un ente collegato ad una struttura multimediale che sappia orientare i cittadini, spesso abbandonati a se stessi, nella “giungla” del precariato, delle agenzie interinali, della fiscalità.
E sull’Ospedale di Luino, così tanto importante su tutto il territorio?
In questo ambito le concrete potenzialità operative di un piccolo centro come Cremenaga sono abbastanza limitate, ma l’ente comunale può (ed ha il dovere di) esprimersi anch’esso verso un cambio netto nella filosofia della gestione della struttura, orientato a coinvolgere maggiormente le autorità locali e a potenziare i reparti e servizi offerti, pronto soccorso in primis.
E quella sui migranti, così tanto discussa negli ultimi mesi?
Senza inutili vanti posso dire di far parte del movimento politico più attivo in ambito provinciale contro la cosiddetta “Falsa Accoglienza” ed il business ad esso legato. In pillole: oltre il 95% dei richiedenti asilo viene bocciato all’esame di riconoscimento della protezione internazionale; tale procedura permette allo straniero di essere mantenuto per anni sulle spalle della collettività ed una fallimentare legge sulle politiche migratorie di fatto permette ad ogni clandestino di permanere entro i confini nazionali ben oltre l’espulsione. Le associazioni che si occupano dell’assistenza dei “migranti” sono enti costituiti “ad hoc”, spesso per stessa ammissione dei vertici, proprio per trarre benefici dalla cosiddetta “economia di immigrazione”. I governi stanziano ingenti somme di denaro per tali attività e contemporaneamente tagliano i fondi a tutti gli altri comparti. Se anche in paese si dovesse palesare anche la minima possibilità di apertura di una struttura di accoglienza per clandestini… faremo le barricate.
Non pensi che una lista così esplicita, nel vostro credo politico, possa giocare a vostro svantaggio?
Le maschere non mi sono mai piaciute e la sincerità e la trasparenza sono costanti dell’agire politico forzanovista. Il “civismo” non è altro che il “cambiamento dell’offerta” a seguito del fallimento della partitocrazia. Questo problema non ci tange anzi è nostra più ferma volontà diffondere e difendere sempre e comunque il nostro simbolo, i nostri valori, la nostra identità.
Quali le prime decisioni che prenderete qualora veniste eletti dalla cittadinanza?
Non faremo altro che metterci immediatamente al lavoro per la realizzazione del programma: una priorità sul progetto dello sportello/portale sul disbrigo delle problematiche lavorative e del gruppo di volontariato a sostegno delle fasce più deboli.
Continueremo nei prossimi giorni le interviste agli altri candidati sindaci tra Brezzo di Bedero, Montegrino Valtravaglia e Lavena Ponte Tresa.
Per approfondire:
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