8 Aprile 2016

Maccagno con Pino e Veddasca, Sel: “Uno statuto congelato e non condiviso è una sconfitta per la democrazia”

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Poco meno di un mese fa, il 10 marzo scorso, il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca aveva messo online la bozza di Statuto. Fino a lunedì prossimo, l’11 aprile, tutti i cittadini e i portatori di interessi diffusi possono presentare proposte di modifica e/o integrazione rispetto agli articoli della bozza di Statuto depositato. A pochi giorni dal termine ci è arrivato un comunicato stampa firmato da Antonio Azzarito e Diego Intraina, del Circolo di Luino e Maccagno con Pino e Veddasca di Sinistra Ecologia Libertà. Ecco il testo.

(informazionecorianese.net)

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Maccagno con Pino e Veddasca, Sel: “Uno statuto congelato e non condiviso è una sconfitta per la democrazia”. “Dopo quasi due anni di silenzio, interrotto solo parzialmente da inopportune anticipazioni strategiche dal chiaro fine elettorale, siamo arrivati alla pubblicazione della bozza dello Statuto del nuovo Comune di Maccagno con Pino e Veddasca – si legge nel comunicato stampa firmato da Antonio Azzarito e Diego Intraina -. In questo tempo, come gruppo politico, abbiamo più volte richiesto incontri al fine di verificare eventuali comportamenti da tenere, in modo che l’elaborazione della scrittura si trasformasse in un’opportunità. L’obiettivo degli incontri era la richiesta di un avvicinamento di buon senso: un’agenda coraggiosa e possibile capace di strutturare un percorso di condivisione che, non solo avrebbe portato ad una scrittura partecipata dello Statuto, ma avrebbe contribuito a ristabilire un clima di serenità politica e civile alterato nelle due campagne elettorali: fusione e elezioni amministrative. Un percorso che avrebbe coinvolto attivamente la popolazione, in modo da cercare di ristabilire quelle relazioni individuali interrotte che stanno addirittura contaminato i differenti e sensibili ambienti maccagnesi.

Alle nostre continue richieste il Sindaco ha risposto nominando un referente interno. Il referente avrebbe dovuto tenere i contatti in modo da riportare all’interno della Giunta le considerazioni e le soluzioni coerenti con l’obiettivo, che sembrava condiviso, di tessere le diverse e differenti aspettative politiche.
La soluzione era parsa credibile e forte, la decisione presa dal Sindaco, di nominare un referente, pescava e metteva in campo un’area politica importante: il Partito Democratico maccagnese. La decisione c’era sembrata quella giusta, finalmente una decisione politica-partitica sicuramente importante, perché riconosceva un ruolo forte, chiaro e concreto ad una forza politica di centro-sinistra; forza che ha permesso di spostare quei sufficienti consensi e che, a loro volta, hanno permesso una vittoria all’attuale lista civica. Il coinvolgimento diretto del Partito Democratico, proprio per la sua storia e i suoi molteplici appelli alla democrazia applicata, sembrava dare delle garanzie alla buona riuscita degli intenti.

Il silenzio ha però fatto da padrone. Le discussioni, se discussioni ci sono state, sono state consumate al proprio interno e non con le forze politiche di minoranza. L’opportunità di stabilire un processo virtuoso di condivisione è stato per l’ennesima volta negato e costretto alla banale forma burocratica delle sole osservazioni individuali. Il sistema delle osservazioni che non solo è deficitario, per la loro scarsa capacità di creare relazioni e dunque nascita di nuove intuizioni, è stato anche ulteriormente limitato dall’unico messaggio comunicato nel solo incontro di pochi giorni fa: nelle modifiche da apportare allo Statuto si può discutere tutto fuorché l’idea dei Municipi.

Queste significative strutture sono pertanto da ritenersi congelate così come sono state anticipate e deliberate a colpi di maggioranza in Consiglio Comunale. Dunque, lo Statuto può recepire alcune implementazioni ma non può sfiorare il vero cuore della riforma statutaria: i Municipi. I Municipi, da considerare possibile anima motrice e strutturante dello spirito democratico del nuovo Comune, non possono essere rivisitati nella loro utilità, adattabilità e garanzia democratica a svolgere il ruolo di intercettatori dell’espressione democratica dei precedenti territori amministrativi. Di fronte a questo ingiustificato autoritarismo, che di fatto conferma l’accentramento del vecchio sistema di governo degli Enti locali divisi, non si riesce a capire il motivo per cui si è perso così tanto tempo, visto che il rimanente testo è un esercizio semplice ‘taglia-incolla’ di altri Statuti Comunali pubblicati online.

L’unica parte, che di fatto interessava e poteva dare una caratteristica d’innovazione garantista e democratica, alla complessa configurazione territoriale, è stata liquidata con una conferma assoluta del potere del Sindaco che, non solo nomina a suo piacimento i Municipi, li usa e li convoca a sua sola discrezione (salvo qualche possibile e futuro regolamento che andrebbe perlomeno anticipato dato l’importanza strategica dell’argomento), ma addirittura, non introduce nessuna prescrizione che garantisca alla minoranza politica e, ad organizzati cittadini, la possibilità di convocarli o consultarli. A questo punto, non si può fare altro che chiedersi se il termine ‘municipi’ sia la parola corretta, visto che questa descrive, nel consueto gergo letterario, una forma organizzata della rappresentanza. Non era forse meglio, per evitare le solite confusioni e abusi ideologici, chiamarli semplicemente consulenti del Sindaco, considerando che, oltretutto, non esiste nessun divieto di consulenza collettiva gratuita?

Altra considerazione che conferma i forti dubbi è l’avvenuto scarso utilizzo dei municipi in questi mesi. Salvo i momenti di passerella dei Pro-Sindaci, presenti nelle diverse manifestazioni dove si sono limitati a sfoggiare la fascia blu e rossa, visto che il Sindaco se ne guardava bene di lasciare il centro del palcoscenico, non si è saputo più nulla. Tanto è vero: alla popolazione non è mai stata riconosciuta la facoltà di poterli incontrare tutti assieme, magari solo per conoscerli, in modo collegiale. Questi Municipi, e questo lo dovrebbe capire il Partito Democratico maccagnese, sono una chiara degenerazione democratica dei vecchi (ma democratici) Comitati di Quartiere. Queste furbizie elettorali, non potranno sicuramente contribuire a quel miglioramento tanto osannato e tanto richiesto, in differenti momenti dal loro partito, in merito ad un qualitativo e attivo coinvolgimento della popolazione alla gestione della ‘Cosa Pubblica’ e, pertanto, ad un ritorno di fiducia nei confronti della politica e soprattutto dei partiti.

Per quanto riguarda invece i comportamenti istituzionali e le aspettative del Sindaco lasciamo i commenti al Vostro attento giudizio di lettori. Però vogliamo sottolineare che: una politica virtuosa la si deve valutare e giudicare più sulle opportunità perse, che non su quelle che ci si trova gratuitamente grazie alla buona volontà e il contributo di molti altri cittadini. Quella dello Statuto è stata un’importante opportunità persa. Riteniamo pertanto inutile, in un clima così anti-democratico, esercitare la facoltà di consegnare delle osservazioni; anche perché siamo certi che non verrebbero nemmeno considerate seriamente, come spesso è successo con i documenti consegnati. Il tempo per noi, come giustamente per il signor Sindaco, è prezioso”.

Si chiude così il comunicato stampa firmato da Antonio Azzarito e Diego Intraina, del Circolo di Luino e Maccagno con Pino e Veddasca di Sinistra Ecologia Libertà.

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