22 Dicembre 2015

Cinema: recensione e trailer di “Desde Allá”, film tra amore gay e solitudine

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Recensione di Maria Vittoria Novati per “storiadeifilm.it“) – “Desde Allá” è un film venezuelano di Lorenzo Vigas, con Alfredo Castro, Luis Silva, Jericó Montilla, Catherina Cardozo e Jorge Luis Bosque. E’ stato presentato in anteprima e in concorso alla 72esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il 10 settembre 2015, vincendo il Leone d’Oro, mentre quattro giorni dopo al Toronto International Film Festival.

Fol­go­ran­te rac­con­to di un in­con­tro tra due so­li­tu­di­ni, due ab­ban­do­ni, che sfo­cia in un amore proi­bi­to, ma che na­scon­de un se­gre­to…

Nella let­te­ra­tu­ra esi­sto­no solo tre per­so­nag­gi che non mu­ta­no mai nel corso della loro sto­ria: Don Chi­sciot­te, Don Gio­van­ni e Oblo­mov. Alla fine tutti e tre per­so­nag­gi muo­io­no. Chi non muta è de­sti­na­to a mo­ri­re. Que­st’an­no il Leone d’Oro di Ve­ne­zia ha in sé qual­co­sa di spiaz­zan­te. Lo­ren­zo Vigas porta sullo scher­mo una sto­ria for­te­men­te in­ti­ma e dalle sfu­ma­tu­re edi­pi­che. Ar­man­do (Al­fre­do Ca­stro) è un uomo gri­gio di estra­zio­ne bor­ghe­se. Fa l’o­don­to­tec­ni­co, tra­scor­re una vita so­li­ta­ria senza af­fet­ti e fatta di rap­por­ti oc­ca­sio­na­li con ra­gaz­zi dei quar­tie­ri più di­sa­gia­ti di Ca­ra­cas.

Un gior­no si im­bat­te in Elder (Luis Silva), un ra­gaz­zo di estra­zio­ne so­cia­le molto bassa, che ini­zial­men­te lo re­spin­ge­rà ma con il quale pian piano verrà a crear­si un rap­por­to pro­fon­dis­si­mo. Vigas ha fatto un la­vo­ro straor­di­na­rio con gli at­to­ri ed è in grado in que­sto film di rac­con­ta­re ogni loro pen­sie­ro pu­ra­men­te at­tra­ver­so i loro gesti e sguar­di. Il modo in cui la mac­chi­na da prese segue la tor­men­ta­ta evo­lu­zio­ne di Elder ed in­fi­ne l’ac­cet­ta­zio­ne di sé stes­so, ri­cor­da molto lo stile di Ke­chi­che in La Vie d’A­dè­le. Ma se da una parte Elder ha un mu­ta­men­to, ha il co­rag­gio di guar­dar­si allo spec­chio, ciò non av­vie­ne in Ar­man­do, il quale non riu­sci­rà mai ad af­fron­ta­re un rap­por­to ir­ri­sol­to con suo padre e ri­mar­rà bloc­ca­to in un limbo di so­li­tu­di­ne e gri­gio­re. Unica pecca di que­sto film (sep­pur con di­fet­ti è un’ec­cel­len­te opera prima) è forse un fi­na­le estre­ma­men­te spiaz­zan­te che… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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