La lettera del 3 novembre dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) è il messaggio che il Presidente Nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, invia tradizionalmente ai Presidenti sezionali e a tutti i Gruppi Alpini d’Italia.
Tale scritto viene letto la sera del 3 novembre (o nelle giornate immediatamente precedenti alla festa) davanti ai Monumenti ai Caduti di ogni municipalità, in concomitanza con le celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate.
Anche a Luino, martedì 3 novembre sera, lo scritto è stato divulgato in piazza Risorgimento, davanti al Monumento ai Caduti, alla presenza del capo gruppo di Luino Pier Marcello Castelli e dell’assessore al Bilancio Vincenzo Liardo che ha portato il saluto del sindaco Andrea Pellicini e di tutta l’amministrazione comunale.
«Ci siamo raccolti per onorare la memoria di tutti i Caduti, ricordando non solo i soldati ma anche tutti gli uomini e le donne le cui vite furono spezzate dalla guerra. Dietro ogni nome inciso sui monumenti, infatti, ci sono una famiglia, una speranza e un futuro interrotto», ha affermato Pier Marcello Castelli nel suo discorso.
«A queste persone rivolgo il mio pensiero e il mio silenzio per rinnovare il valore della memoria nella Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate e ringraziare chi, anche oggi, serve il Paese e protegge la nostra comunità. Ricordare significa assumersi la responsabilità di costruire ogni giorno la pace e trasmettere ai giovani il rispetto della dignità umana, della libertà e della solidarietà», sostiene.
Di seguito anche alcune delle parole del messaggio di Sebastiano Favero, con la possibilità di leggerne la versione integrale cliccando qui. «Per noi è l’occasione per ribadire il nostro attaccamento ai valori che proprio nel nome dell’Italia hanno fatto e fanno grande la nostra Associazione, indissolubilmente legata da 107 anni alla storia delle Truppe Alpine, che dal 1872 sono lo specchio luminoso di una tradizione di fedeltà alla Patria, in guerra come in pace».
«Perciò, uniti nel ricordo e nel nome di tutti i Caduti, proseguiamo il cammino sulla via che ci hanno indicato i nostri “vèci”, impegnandoci a essere sempre testimoni dei valori che ispirano le nostre azioni».
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