La poesia che nasce sulle rive del Lago Maggiore e da Luino si apre al mondo. È questo il filo conduttore dell’incontro con Claudio Comini, in programma sabato 31 ottobre alle 16 a Palazzo Verbania, dove il poeta presenterà due sue recenti opere: “Primi albori mattutini a Luino” e “Da Luino al mondo”.
Autore di una cinquantina di raccolte poetiche in oltre trent’anni di attività letteraria, Comini è conosciuto come il “Cantore del Lago Maggiore”, un appellativo che riflette il legame profondo tra la sua produzione e il territorio in cui vive. Il lago, nei suoi versi, non è soltanto uno scenario naturale, ma una presenza viva, capace di accompagnare la riflessione personale e di trasformare luoghi quotidiani in occasioni di scoperta e meraviglia.
L’appuntamento offrirà l’opportunità di approfondire il percorso letterario dell’autore luinese attraverso due volumi differenti per contenuti e impostazione, ma uniti dal desiderio di valorizzare le proprie radici e costruire relazioni oltre i confini locali.
All’incontro interverrà il sindaco di Luino Andrea Pellicini. Saranno relatori il professor Giovanni Peduzzi di Milano e l’editore Stefano Valentini di Padova, mentre l’attrice Claudia Premoselli leggerà alcuni testi. L’ingresso è libero.
“Primi albori mattutini a Luino”, arricchito da una serie di fotografie storiche, intreccia l’amore per i luoghi natii con quello per la moglie Maria Letizia. Due dimensioni affettive che si rispecchiano reciprocamente, dando vita a una poesia in cui il sentimento personale incontra la bellezza della natura.
I testi di Comini si distinguono per brevità e concisione. Dietro una scrittura apparentemente semplice e immediata si nasconde uno sguardo attento ai particolari, capace di cogliere nei gesti e nelle immagini della quotidianità significati più profondi.
Tra le immagini ricorrenti emerge quella dei primi albori, il momento in cui le cose sembrano mostrarsi sotto una luce nuova. Il mattino che si distende sulle acque del Verbano, i colori del cielo e i mutamenti del paesaggio diventano così occasioni per riconoscere una bellezza che rischia di sfuggire a uno sguardo distratto.
In questa prospettiva, Luino non rappresenta un confine geografico o un limite, ma il punto di partenza di un viaggio interiore. È dalle rive del lago che il pensiero prende il largo, trasformando il legame con la propria terra in un’apertura verso orizzonti più ampi.
Di natura diversa è “Da Luino al mondo”, un volume che non raccoglie componimenti poetici, ma centinaia di lettere, risposte e ringraziamenti ricevuti da Claudio Comini nel corso degli anni dopo aver inviato in omaggio le proprie raccolte a personalità e autorità istituzionali italiane e internazionali.
La corrispondenza documenta i contatti dell’autore con esponenti della politica, della Chiesa e delle istituzioni, fino a governanti e membri delle famiglie regnanti europee. Ne emerge una testimonianza del percorso attraverso cui la poesia può superare le distanze geografiche e culturali, diventando occasione di incontro e dialogo.
In questo secondo libro, Comini affianca alla figura del poeta quella di un ambasciatore ideale della propria terra. I versi diventano uno strumento per raggiungere interlocutori lontani, costruire collegamenti e proporre un linguaggio capace di parlare a persone e comunità differenti.
Il titolo stesso suggerisce il senso dell’opera: partire da Luino per raggiungere simbolicamente il mondo, dimostrando come anche una realtà locale possa diventare il punto d’origine di una rete di relazioni internazionali.
I due libri raccontano dunque due aspetti complementari della ricerca letteraria di Claudio Comini. Da una parte, la dimensione intima e contemplativa di una poesia profondamente legata al Lago Maggiore; dall’altra, la volontà di portare quella stessa voce oltre i confini del territorio, attraverso il dialogo con personalità e istituzioni.
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