(di Roberto Bramani Araldi) La gara regionale che è andata in scena venerdì 23 ottobre a Bedero, onusta di gloria – 22a edizione del Trofeo Cesare ed Emilia Donà – ha registrato un notevole successo di partecipazione, essendosi specchiata nel perfezionamento di diciannove eliminatorie, corrispondenti a teorici 152 iscritti.
Prefinali posizionate non solo a Bedero, ma anche a Creva e Cuvio, come sempre disponibili, oltre naturalmente a Vergiate, sede alternativa per le prime fasi trattandosi di competizioni a settori.
La brigata locale, logicamente numerosa, decideva di farsi notare, con l’intento di trascinare alcuni dei suoi esponenti verso il traguardo terminale della manifestazione: ben cinque erano i vincitori delle batterie che avrebbero avuto l’opportunità di accedere agli ultimi sussulti della gara.
Infatti a Creva prevaleva Finali e a Cuvio Boscaro, per cui alle semifinali avrebbero avuto accesso sicuramente due bederesi.
Nelle accese battaglie sui campi locali, invece, l’unico difensore delle sorti era Domenico Tartaglia, che sbaragliava senza indugi Dino Monti della Lainatese per presentarsi, pimpante e sostenuto dal tifo lacustre al confronto con Michael De Angelis, vessillifero dell’Ottaga di Como. Dopo alterne vicende iniziali, Michael, reduce da un confronto altamente spettacolare con Monfardini della Ternatese risolto alle ultime bocce, decideva di andarsene abbandonando uno sconcertato e stranamente falloso Tartaglia che doveva rassegnarsi alla resa e a rinunciare ai sogni di portare tre semifinalisti su quattro a giocarsi il titolo.
Intanto il cuviese Daniele Biancotto, rientrato da poco alle competizioni, dopo essere stato campione italiano di terna, se la prendeva con i rappresentanti della bocciofila Stella, superando prima, a fatica, uno spettacolare Gironzini, maltrattando, poi, Aralossi, per approdare allo scontro con De Angelis.
Anche in questo caso confronto feroce, Michael voleva vincere, Daniele di certo non desiderava cedere di un millimetro, per cui per designare il finalista esplodevano i fuochi artificiali con ripetute variazioni di punteggio, fino allo scatto decisivo di Biancotto che prevaleva per 12-7.
Nell’incontro fratricida fra Boscaro e Finali non c’era storia: Umberto partiva spedito, Giovanni arrancava con la bocciata, infine 12-3.
Anche Michael dava per scontata la vittoria del Biancotto, ma ignorava l’aforisma, o se meglio si preferisce il brocardo, che a Bedero, con il Trofeo Donà, vige l’espressione riferita a Socrate, ma inserita nel Digesto di Giustiniano, “Dura lex, sed lex” che non permette ad altri che non siano bederesi di spadroneggiare sui campi dell’amena località abbarbicata sulle pendici del Lago Maggiore.
Così, incredibilmente, inattesamente, inverosimilmente, uno straordinario, praticamente perfetto in ogni fase di gioco, si trattasse di accosti o di bocciate, Umberto Boscaro si metteva sulla corsia di sorpasso e non la lasciava più.
Per l’esterrefatto Daniele neppure una larvata speranza: veniva travolto con uno spietato 12-0.
La sobria cerimonia di premiazione, officiata da Claudio Donà, dal vice sindaco di Brezzo di Bedero Giuseppe Di Rocco e dal delegato di Varese Enzo Boschin, celebrava, fra convinti applausi, una serata veramente indimenticabile.
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