Luino | 21 Ottobre 2026

Ospedale di Luino, l’UDC: «Bene i fondi, ma serve la climatizzazione dei reparti»

Marco Massarenti accoglie positivamente gli 1,8 milioni destinati alla sicurezza antincendio, ma chiede nuovi investimenti per migliorare le condizioni di pazienti e personale sanitario

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Gli investimenti destinati all’Ospedale di Luino rappresentano un segnale positivo per il futuro del presidio sanitario, ma resta aperta la questione della climatizzazione delle stanze di degenza e dei reparti. A richiamare l’attenzione su questo tema è Marco Massarenti, esponente dell’UDC Varese, che interviene dopo lo stanziamento regionale di 1,8 milioni di euro per gli interventi di sicurezza antincendio del quartiere operatorio e della terza sala operatoria.

La posizione espressa dall’UDC parte da una valutazione favorevole delle risorse messe a disposizione da Regione Lombardia, considerate un passaggio importante nel percorso di ammodernamento dell’ospedale luinese. Allo stesso tempo, Massarenti sottolinea la necessità di affrontare anche le altre criticità strutturali che interessano il presidio.

«Accogliamo con favore le risorse messe in campo da Regione Lombardia per il nostro ospedale. L’ultimo stanziamento da 1,8 milioni di euro per la sicurezza antincendio del quartiere operatorio e per la terza sala di Luino rappresenta un traguardo importante e un segnale di attenzione, frutto del lavoro sinergico di chi ha a cuore il territorio. Proprio per questo valore, tuttavia, è fondamentale guardare al quadro d’insieme e a ciò che ancora merita di essere completato».

Al centro dell’intervento politico c’è soprattutto il problema delle temperature elevate nei reparti durante i mesi estivi. Secondo Massarenti, l’assenza di un sistema strutturale di condizionamento può rendere particolarmente difficoltosa la permanenza in ospedale, soprattutto per i pazienti più vulnerabili e per coloro che stanno affrontando un percorso di recupero dopo un intervento chirurgico. «Il tema della climatizzazione delle stanze di degenza e dei reparti resta infatti una priorità da non sottovalutare».

L’esponente dell’UDC richiama quindi le possibili conseguenze delle condizioni microclimatiche sul benessere dei ricoverati, con particolare riferimento agli anziani, alle persone fragili e ai pazienti nel periodo post-operatorio. La richiesta è quella di considerare il controllo delle temperature una componente importante della qualità dell’assistenza ospedaliera.

«Durante i periodi più caldi, l’assenza di un condizionamento strutturale trasforma i reparti in ambienti difficili, esponendo i pazienti in particolare quelli più fragili e anziani nel delicato decorso post-chirurgico a un maggiore disagio e a fattori di rischio clinico da non ignorare, come lo stress termico che può incidere negativamente sulla guarigione delle ferite e sulla prevenzione delle infezioni. Accanto ai pazienti, c’è il personale sanitario medici, infermieri e operatori che affronta turni impegnativi in condizioni microclimatiche spesso gravose».

Il problema, secondo Massarenti, non riguarda dunque soltanto il comfort dei degenti, ma anche le condizioni di lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari, chiamati a svolgere le proprie attività quotidiane anche durante i periodi caratterizzati dalle temperature più elevate.

Nel suo intervento, l’UDC richiama inoltre il piano complessivo di investimenti elaborato da ASST Sette Laghi, che prevede risorse per oltre 30 milioni di euro destinate ai presidi ospedalieri di Luino, Cittiglio e Angera. Un programma di interventi nel quale, secondo il movimento politico, dovrebbe trovare spazio anche il miglioramento degli impianti di climatizzazione.

«L’ASST Sette Laghi ha elaborato un piano complessivo da oltre 30 milioni di euro per i presidi di Luino, Cittiglio e Angera. Il nostro auspicio, come UDC Varese, è che questo percorso di ammodernamento possa proseguire con la stessa determinazione anche sul fronte della climatizzazione».

La proposta avanzata da Marco Massarenti è quindi quella di avviare un confronto tra Regione Lombardia e le istituzioni del territorio per individuare le risorse economiche necessarie a realizzare gli interventi ancora mancanti, affiancandoli ai lavori già finanziati per la sicurezza antincendio.

«Chiediamo a Regione Lombardia e alle istituzioni territoriali di aprire un tavolo di programmazione per reperire le risorse necessarie a completare quest’opera fondamentale. La nostra sanità merita strutture all’avanguardia sotto ogni punto di vista, per garantire a tutti i cittadini cure sicure e una vera qualità dell’accoglienza».

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