Varesotto | 5 Ottobre 2026

Medici di base, «22 incarichi vacanti nella Zona Nord del Varesotto»

Il Movimento Alternativo, partendo dalla segnalazione della consigliera di Brissago Valtravaglia Adriana Camporese, ha verificato i dati di ASST Sette Laghi e chiede un quadro

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22 incarichi vacanti di medico di medicina generale nei cinque ambiti territoriali del Distretto di Luino. È il dato più recente di ASST Sette Laghi su cui il Movimento Alternativo ha concentrato una verifica sulla situazione della medicina territoriale nella Zona Nord della provincia di Varese, dopo la segnalazione arrivata dalla consigliera comunale di Brissago Valtravaglia Adriana Camporese.

La distribuzione degli incarichi ancora da coprire è diversa nei vari ambiti: nove risultano vacanti a Luino 1, sei a Luino 2, due a Luino 3, tre a Luino 4 e altri due a Luino 5.

Il dato, sottolinea però il Movimento Alternativo, va letto correttamente: 22 incarichi vacanti non equivalgono a 22 Comuni privi di un medico di base. Il numero fa riferimento agli ambiti territoriali e, da solo, non permette di stabilire quanti siano effettivamente i cittadini senza medico e come sia distribuita la situazione nei singoli Comuni.

È proprio su questo livello di dettaglio che il movimento chiede alle istituzioni di fornire risposte. «La segnalazione della consigliera Adriana Camporese ci ha permesso di approfondire una situazione che non riguarda soltanto Brissago Valtravaglia, ma che coinvolge un territorio molto più ampio – spiega Elena Nicolini, responsabile provinciale Zona Nord del Movimento Alternativo –. Abbiamo deciso di partire dai dati ufficiali per capire quale sia realmente la situazione Comune per Comune».

Per il Movimento Alternativo, la questione non riguarda soltanto la possibilità di ottenere una visita o una ricetta quando il proprio medico non è disponibile. Al centro della richiesta c’è anche la continuità del rapporto tra paziente e medico di medicina generale.

«Un ambulatorio medico temporaneo o un medico che non conosce abitualmente il paziente non può avere la stessa conoscenza della sua storia clinica, delle patologie, delle terapie in corso e del percorso specialistico già intrapreso dal proprio medico di base», sottolinea Nicolini.

In queste situazioni il paziente può essere chiamato a presentare ogni volta la documentazione sanitaria, gli esami già effettuati, le terapie seguite e i referti delle visite specialistiche, così da permettere al medico temporaneo di ricostruire il quadro complessivo.

Una difficoltà che, secondo Nicolini, può diventare rilevante per anziani, persone fragili e pazienti con patologie croniche. «Il cittadino debba ogni volta ricostruire la propria situazione sanitaria, spiegare nuovamente quali patologie presenta, quali farmaci assume e quali indicazioni ha ricevuto dagli specialisti. Per una persona anziana, fragile o affetta da patologie croniche, tutto questo può rappresentare una difficoltà concreta».

Da qui la posizione del Movimento Alternativo: gli ambulatori temporanei possono rappresentare una risposta alle situazioni di emergenza, ma non dovrebbero sostituire stabilmente il rapporto con un medico di medicina generale assegnato al territorio.

Sul tema interviene anche Max Nicoletti, cofondatore del Movimento Alternativo. «Il problema non è soltanto avere qualcuno che, nel momento del bisogno, possa fare una ricetta o visitare un paziente. Il medico di base deve conoscere la persona che ha davanti, la sua storia sanitaria, le terapie che segue e il percorso che sta affrontando. Deve essere un punto di riferimento stabile».

Nicoletti contesta inoltre la necessità, per il paziente, di farsi carico della ricostruzione della propria storia clinica ogni volta che si rivolge a un medico temporaneo. «Non possiamo pensare che il cittadino debba trasformarsi ogni volta nel tramite tra il medico temporaneo e gli specialisti che lo hanno seguito».

Per il cofondatore del movimento, la medicina generale dovrebbe mantenere una visione complessiva del paziente, pur nel rispetto delle competenze degli specialisti. «Il medico di medicina generale deve essere il referente del paziente, non il semplice esecutore delle indicazioni ricevute da altri specialisti».

Per ottenere un quadro più preciso, il Movimento Alternativo ha inviato tramite Pec una richiesta ad ASST Sette Laghi, ATS Insubria e Regione Lombardia. L’obiettivo è avere informazioni aggiornate per ogni Comune della Zona Nord.

In particolare, il movimento chiede di conoscere il numero dei medici di medicina generale effettivamente operativi e il numero massimo di assistiti previsto per ciascuno, insieme al numero degli assistiti attualmente iscritti e ai posti ancora disponibili per la scelta del medico.

La richiesta comprende inoltre il numero dei cittadini eventualmente privi di medico, gli incarichi vacanti ancora da assegnare, quelli temporanei già attivati e la presenza di eventuali Ambulatori Medici Temporanei, con relative sedi, orari e durata. Infine, vengono chieste indicazioni sui tempi previsti per la copertura definitiva degli incarichi ancora scoperti.

«La segnalazione di Adriana Camporese dimostra quanto sia importante che le problematiche locali vengano ascoltate e trasformate in richieste precise alle istituzioni – conclude Nicolini –. Il nostro obiettivo è ottenere dati chiari e aggiornati, Comune per Comune, affinché i cittadini possano sapere quale sia realmente la situazione del servizio sanitario sul proprio territorio».

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