«Ringrazio di cuore le tante persone che ieri pomeriggio hanno riempito la Biblioteca di Villa Hussy per “Parliamo di futuro. Parliamo del nostro territorio”. Ringrazio anche i dirigenti locali, regionali e nazionali di Futuro Nazionale che hanno voluto essere presenti. Una sala così piena di sabato pomeriggio vale più di qualsiasi sondaggio: i luinesi vogliono risposte concrete, non promesse».
Con queste parole l’avvocato Furio Artoni, capogruppo degli “Stati generali del centrodestra per Luino”, si esprime a margine dell’incontro tenutosi sabato 17 ottobre nella biblioteca cittadina durante il quale, oltre ad affrontare una serie di tematiche, ha ufficializzato la sua adesione al partito del generale Vannacci, Futuro Nazionale.
«Entro in un partito nazionale con una condizione precisa: – spiega – rispettare Luino e tutta la fascia di frontiera. Portare idee e progetti a livello nazionale. Il pubblico è intervenuto con spunti interessanti e proclamando la condanna dell’impoverimento di risorse nazionali per finanziare una guerra non nostra», afferma, facendo riferimento al conflitto russo-ucraino.
Cinque i punti sui quali intende concentrare la sua nuova esperienza politica: cura, ovvero «migliorare le condizioni di medici e infermieri, per fermare la fuga verso il Ticino»; carburante: «Accise mobili subito. Il gasolio raffinato a Priolo costa 1,21 euro a Malta e 2,24 a Luino. Non lo decide il petrolio, lo decide lo Stato»; capannoni, cioè «una fiscalità di vantaggio per le imprese della fascia di confine»; classi, guardando alla continuità didattica e alla tutela delle scuole, con il «rispetto per il lavoro dei docenti contro un precariato eterno»; confine, ovvero «l’abolizione della tassa sulla salute, che è già costata alla Lombardia 50 milioni di franchi di ristorni bloccati».
«Sulle tensioni di questi giorni nei cortei studenteschi voglio essere chiaro – conclude Artoni – Esprimo piena solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno subito violenze da parte di facinorosi. Chi arriva in piazza con spranghe e volto coperto non rappresenta gli studenti e va punito. Allo stesso tempo sarebbe sbagliato non ascoltare la parte sana dei ragazzi. Protestano contro una scuola senza risorse, con classi che chiudono e supplenti che cambiano in continuazione. Le loro ragioni sono anche le mie. La violenza va isolata, il disagio va ascoltato».
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