Si intitola “Poesia” il primo disco ufficiale di Giostra, nome d’arte di Lucio Perrone, 36 anni, originario di Galatina, nel Salento, e residente a Luino. Un progetto composto da sei brani che intrecciano rap, cantautorato, recitazione e teatro, mettendo al centro la sensibilità e l’autenticità di un artista che negli anni ha costruito un percorso personale nel panorama musicale del Luinese e del Varesotto.
Conosciuto sul territorio per i singoli pubblicati, i videoclip e i contenuti comici e di intrattenimento condivisi sulla pagina Giostra\cantattore, Perrone arriva al suo primo album ufficiale dopo un percorso di circa due anni, tra scrittura, registrazioni, sperimentazione, pause e ripartenze.
Il titolo richiama la Grotta della Poesia, luogo simbolico del Salento e legato alle origini dell’artista. «Ho scelto Poesia perché penso che questo disco abbia qualcosa di poetico. Volevo un titolo che lo rappresentasse senza svelarne troppo il contenuto», racconta Giostra.
Nato come rapper, con questo lavoro Giostra ha deciso di mettersi alla prova anche con la melodia e il cantautorato, affrontando una sfida nuova, mai sperimentata fino in fondo. Per farlo ha ripreso le conoscenze musicali maturate durante i corsi con Simone Pontini, cercando di valorizzare una voce particolare e riconoscibile.
Fondamentale anche il confronto con Mr. Dailom, amico di lunga data e artista che ha iniziato a fare rap prima di lui, conosciuto anche grazie a Fabio Kaso, educatore e figura di riferimento per la scena hip hop varesina. Da Mr. Dailom, Giostra racconta di aver imparato soprattutto la costanza e l’attitudine.
Il disco è stato realizzato nell’home studio dell’artista, con il contributo di Pietro Azzarito, in arte Petteri, musicista di Luino. Dal lavoro condiviso è nato un sodalizio artistico e umano che ha accompagnato la realizzazione del progetto.
“Poesia” comprende sei tracce, senza featuring, che attraversano temi e atmosfere differenti, dall’introspezione ai legami familiari, dalle relazioni sentimentali all’ironia, fino al ritorno alle origini rap.
Si parte con “Sono sensibile”, un monologo che mette subito in evidenza l’esperienza teatrale e recitativa di Giostra, affidando alla parola il compito di introdurre il disco. Con “E tengo botta” tornano invece in primo piano le radici hip hop dell’artista, tra melodie e rap extrabeat.
“Mamma Lucy” è dedicata alla famiglia e al ricordo di un tempo in cui, forse, si riusciva a essere felici anche con poco. Roma fa da sfondo a due brani: “Lassame perde”, che rende omaggio alla città attraverso il dialetto e le sue inflessioni, e “Mi ripeti che”, una storia d’amore finita male che diventa occasione per raccontare esperienze personali. “Lassame perde” è anche il primo singolo accompagnato da un videoclip ufficiale, diretto da Cristiano Martinez.
Chiude il progetto “Alberto Genovese”, la traccia più ironica e provocatoria, che gioca con l’immaginario della Milano bene e con i riferimenti alla figura di Alberto Genovese e alla “Terrazza Sentimento”.
Il disco è stato presentato venerdì 9 ottobre allo Spazio Materia di Varese News, insieme a Mr. Dailom, nell’ambito di un Hip Hop Talk dedicato alla musica, alla cultura hip hop e ai percorsi artistici.
Il nome Giostra, del resto, nasce da una definizione che gli altri gli hanno attribuito nel tempo: quella di una persona che non sta mai ferma. Oltre alla musica, Perrone si dedica infatti alla recitazione, al teatro, all’intrattenimento e alla scrittura. Prima di “Poesia” ha pubblicato diversi singoli e altri lavori, alcuni dei quali confluiti in una raccolta distribuita a offerta libera, consolidando una presenza riconoscibile soprattutto nel territorio del Luinese e di Varese.
Un percorso che trova nel primo album una sintesi delle diverse anime artistiche di Giostra, senza la pretesa di rientrare in un genere preciso. «Se dovessi descrivere Poesia con tre parole, direi: autentico, sensibile e un po’ pazzo, fuori da ogni canone», conclude l’artista.
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