È finito sul banco degli imputati – con l’accusa di aver diffuso «notizie false, esagerate o tendenziose» turbando l’ordine pubblico – il consigliere comunale di Masciago Primo Matteo Bariani, personaggio noto sul territorio e sui social, oltre che in tv, per le sue “crociate” contro lo spaccio nei boschi dell’alto Varesotto.
Lo riporta il quotidiano La Prealpina, raccontando che l’udienza si è svolta ieri mattina, al Tribunale di Varese, davanti al giudice Letizia Bibbiani e che il suo avvocato Franz Sarno ha optato per il rito ordinario.
Le contestazioni a suo carico coprono un arco temporale che va dalla fine del 2023 all’estate del 2024 e fanno riferimento proprio al fenomeno dello spaccio di stupefacenti nelle aree boschive dell’alta provincia.
Andando in ordine cronologico, la prima di queste riguarda un video del 21 novembre 2023, pubblicato sulla pagina Facebook “Siamo di Cuveglio”, in cui Bariani sosteneva – mostrando un giubbotto, due bilancini e delle lattine vuote – che sotto il ponte tra Luino e Germignaga si svolgesse un’attività di spaccio.
Poi, il 7 marzo 2024, è stato ospitato dalla trasmissione “Fuori dal coro” in onda su Rete 4: in quella puntata avrebbe fatto cenno a gruppi di spacciatori magrebini che avrebbero “colonizzato” 50mila ettari di bosco, con tanto di aree adibite al tiro con armi da fuoco, un bunker costruito dagli stessi e ordigni esplosivi collegati a un furto di azoto da un maneggio.
Sul piatto – riferisce il quotidiano – sono finiti anche tre post pubblicati sulla pagina Instagram “Notizielocali”, amministrata proprio dal consigliere comunale di Masciago. A partire da quello del 6 giugno di due anni fa, in cui Bariani avrebbe mostrato le presunte zone di spaccio di Masciago Primo, riprendendo un bunker e un’auto con lampeggianti.
Il 18 luglio, invece, commentando l’arresto di due carabinieri per dei fatti avvenuti a Castiglione Olona, avrebbe scritto “Fuori pericolo il marocchino trentenne vittima di un accoltellamento da parte dei carabinieri non in servizio”. Il 1 agosto, infine, dopo alcuni spari che sono stati poi ricondotti a una battuta di caccia al cinghiale, avrebbe parlato di spacciatori, aggressioni, furti e boschi dati alle fiamme, accusando le forze dell’ordine di non intervenire.
L’avvocato Sarno, come riferisce in chiusura La Prealpina, ha dichiarato di voler dimostrare che Bariani non ha commesso alcun reato, «perché tutto quello che ha raccontato è vero e ci sono le prove. Controesaminerò tutti i testimoni portati in aula dalla Procura e porterò al giudice documenti per far emergere la verità», ha puntualizzato il difensore, descrivendo il suo assistito come una persona con «magari un pessimo carattere, ma di assoluta onestà», che ha denunciato fatti con «un fondamento nella realtà dei boschi di cui si parla, come mostrano del resto innumerevoli articoli giornalistici e trasmissioni televisive».
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