Come previsto dal Codice di diritto canonico, al compimento del settantacinquesimo anno di età, avvenuto lo scorso 29 luglio, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha rimesso nelle mani di Papa Leone XIV il governo pastorale dell’Arcidiocesi ambrosiana.
Si tratta di un atto dovuto imposto a tutti i vescovi al raggiungimento di quella soglia anagrafica, e che non comporta di per sé una cessazione immediata dall’incarico.
A distanza di alcune settimane, è arrivata la risposta della Santa Sede, con il nunzio apostolico in Italia, monsignor Edgar Peña Parra, che ha comunicato direttamente a monsignor Delpini che il Pontefice ha «accettato detta rinuncia con la formula nunc pro tunc, prorogando l’incarico per un anno».
La notizia è stata resa nota dalla Diocesi di Milano attraverso i propri canali ufficiali di comunicazione. Nella stessa comunicazione, il nunzio apostolico ha precisato i passaggi successivi che regoleranno il processo di successione: al termine del periodo di proroga, dopo il mese di luglio 2027, la Nunziatura apostolica «darà inizio alla consueta indagine per la provvista di codesta Sede». Si tratta della procedura canonica con cui la Santa Sede raccoglie informazioni e valuta i candidati più idonei a guidare una diocesi vacante o in procinto di diventarlo.
Nel frattempo, monsignor Delpini continuerà a esercitare pienamente le proprie funzioni pastorali. Come precisato nella comunicazione ufficiale, l’arcivescovo «rimarrà, pertanto, in carica fino alla pubblicazione della nomina del Suo successore», una formula che lascia aperta la finestra temporale effettiva della transizione, vincolando la fine del mandato non a una data prestabilita, ma all’atto formale con cui Roma annuncerà il nome del nuovo pastore per Milano. (foto di Francesco Marmino)
© Riproduzione riservata






Vuoi lasciare un commento? | 0