Il 25 luglio di ogni anno, in tutta Italia, chi si riconosce nei valori di libertà e democrazia si ritrova attorno a un semplice piatto di pasta in un gesto carico di un significato storico e simbolico preciso: l’antifascismo.
E anche quest’anno la Sezione ANPI di Laveno Mombello ha voluto essere parte di questa tradizione, celebrando con grande partecipazione la seconda edizione della “pastasciutta antifascista”, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, la collaborazione del Circolo di Mombello, la musica del gruppo dei Trilogies e la presenza del banchetto di Emergency.
Le radici di questa ricorrenza affondano in una notte d’estate di oltre ottant’anni fa: tra il 24 e il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Fascismo decretò la fine del regime, Mussolini fu destituito e, nel giro di poche ore, arrestato. La famiglia Cervi scelse di celebrare quella notizia in modo semplice e generoso: cucinò una grande pastasciutta presso la latteria di Caprara, la caricò in contenitori per il latte su un carretto e la portò a Campegine, offrendola a tutta la popolazione. Nessuno fu escluso: il cibo arrivò anche ai carabinieri e persino a un fascista in camicia nera. Come ricordò Alcide Cervi, fu la volontà di papà Alcide a dare il tono di quella giornata: «Nessuna vendetta, solo allegria».
A Laveno Mombello quella memoria è stata celebrata con entusiasmo: sono stati serviti più di 130 piatti di pasta, a testimonianza di una risposta della popolazione. Un risultato che la Sezione ANPI locale considera non solo un successo organizzativo, ma un segnale civile: la capacità di una comunità di ritrovarsi attorno a valori condivisi, di celebrare la storia senza retorica, attraverso un gesto conviviale e aperto a tutti.
«Oggi – commenta il Direttivo dell’ANPI locale – noi sappiamo che la guerra non era finita, sarebbero seguiti i mesi duri, per certi aspetti tragici, ma comunque esaltanti della Resistenza, ma quello era il momento della festa e noi lo onoriamo ricordando tutte le donne e gli uomini che combatterono allora per darci la libertà che tocca a noi ora difendere!».
© Riproduzione riservata



