Lombardia | 12 Luglio 2026

Lupi in aumento in Lombardia: salgono i branchi, calano i danni grazie alla prevenzione

Il Rapporto Grandi Carnivori 2025 registra almeno 40 unità riproduttive sul territorio regionale. Regione Lombardia investe in recinzioni, sostegno agli allevatori e monitoraggio

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Il Rapporto Grandi Carnivori 2025, presentato da Regione Lombardia, fotografa la situazione di lupi, orsi, linci e sciacalli dorati sul territorio regionale.

Secondo il monitoraggio coordinato dalla Struttura Natura e Biodiversità di Regione Lombardia con il supporto di Ersaf e la collaborazione di Polizie Provinciali, Carabinieri Forestali, Enti Parco, Università e associazioni, nel 2025 sono state censite almeno 40 unità riproduttive di lupo, rispetto alle 28 registrate l’anno precedente.

Il dato comprende 32 branchi e quattro coppie, oltre ad altri due branchi e due coppie ancora in fase di accertamento.

In parallelo è proseguita l’attività di prevenzione a sostegno degli allevatori. Le Wolf Prevention Intervention Unit (WPIU) hanno effettuato 49 interventi, il 90% dei quali nelle aree alpine e prealpine, mettendo inoltre a disposizione gratuitamente 29 recinzioni elettrificate.

Regione Lombardia ha inoltre finanziato 108 domande per l’acquisto di recinti e sistemi di elettrificazione, per un investimento complessivo superiore ai 375 mila euro.

«I dati contenuti nel Rapporto – commenta l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi – certificano che con una gestione attenta del fenomeno è possibile garantire la coesistenza tra attività umane e grandi carnivori. L’aumento delle misure di prevenzione e il lavoro svolto sul territorio hanno contribuito a ridurre i danni da predazione, come dimostra l’esperienza della Valchiavenna».

L’assessore ha ribadito che la Regione continuerà a sostenere le comunità montane e rurali, promuovendo al tempo stesso la tutela della fauna selvatica e della biodiversità.

Per quanto riguarda gli indennizzi, nel 2025 sono state presentate 157 richieste di risarcimento per oltre 80 mila euro: circa 66 mila euro riguardano danni provocati dai lupi e 14 mila euro quelli causati dagli orsi.

Le province più interessate sono Bergamo, Brescia, Como e Sondrio. Il rapporto evidenzia inoltre che nell’83% degli episodi di predazione non erano presenti sistemi di prevenzione.

Sul fronte degli altri grandi carnivori, le analisi genetiche hanno individuato sei esemplari maschi di orso bruno, prevalentemente nel Bresciano, senza segnalazioni di femmine con cuccioli. Sono stati inoltre documentati quattro segni di presenza della lince e uno dello sciacallo dorato.

Nel corso del 2025 sono stati registrati anche 31 lupi morti, soprattutto a causa di incidenti stradali. Tra gli episodi più significativi figura il recupero di “Nemo”, l’esemplare trovato nel Naviglio a Gaggiano, curato, dotato di radiocollare e successivamente reimmesso in natura, dove oggi si trova lontano dai confini regionali.

Prosegue infine l’attività di contrasto al bracconaggio e all’utilizzo di esche avvelenate. Nel 2025 sono stati effettuati 130 pattugliamenti e 52 interventi urgenti dei nuclei cinofili antiveleno, che in otto casi hanno portato al ritrovamento di esche tossiche.

Dal dicembre 2025 è inoltre operativo il Comitato di indirizzo regionale Grandi Carnivori, istituito nell’ambito del progetto europeo Life NatConnect2030, con l’obiettivo di coordinare le strategie regionali dedicate alla gestione di lupo, orso, lince e sciacallo dorato.

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