Varese | 1 Luglio 2026

Coldiretti Varese: «Non portate piante e frutta dai viaggi extra-UE»

Con la bella stagione, spesso, si viaggia fuori dall'Europa: il consiglio è quello di non introdurre nel nostro Paese prodotti vegetali in quanto possono portare parassiti. Leggi per saperne di più

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Con l’estate e l’aumento delle partenze verso destinazioni extraeuropee, Coldiretti Varese richiama l’attenzione sull’importanza di non riportare in Italia piante, semi, fiori, frutta o verdura acquistati durante i viaggi. Anche un prodotto apparentemente innocuo può, infatti, trasportare organismi nocivi e malattie in grado di mettere a rischio il patrimonio agricolo, forestale e ambientale del territorio.

L’appello si inserisce nell’ambito della campagna europea #PlantHealth4Life, promossa dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che punta a sensibilizzare cittadini e viaggiatori sull’importanza della salute delle piante e sulla necessità di prevenire l’introduzione di specie aliene e nuovi patogeni.

«Per una provincia come Varese, crocevia di mobilità internazionale, turismo, frontalierato e scambi con l’estero, la prevenzione è decisiva – afferma Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese -. Il nostro territorio ha un patrimonio agricolo e ambientale fragile e prezioso: vivai, frutteti, coltivazioni orticole, produzioni florovivaistiche, castagneti, prati stabili, boschi e aree agricole che contribuiscono all’identità del paesaggio prealpino. Anche un semplice frutto o un piccolo seme trasportato inconsapevolmente nel bagaglio può introdurre parassiti o malattie con conseguenze molto gravi».

Le piante costituiscono circa l’80% degli alimenti consumati dall’uomo e sono alla base dell’alimentazione animale, oltre a svolgere un ruolo essenziale per la qualità dell’aria e la tutela della biodiversità. La diffusione di nuovi organismi nocivi, favorita dall’intensificarsi dei commerci e dei viaggi internazionali, rappresenta una delle principali minacce per l’agricoltura europea.

L’Italia conosce già bene gli effetti delle specie aliene invasive. La Xylella fastidiosa ha provocato la distruzione di milioni di ulivi nel Mezzogiorno, mentre insetti come la Popillia japonica, la cimice asiatica e la mosca orientale della frutta hanno creato pesanti danni a numerose colture agricole.

«Il Varesotto è un territorio di laghi, parchi, colline, valli e aree agricole fortemente integrate con il paesaggio – sottolinea Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Varese -. Difendere la salute delle piante significa proteggere le imprese agricole, ma anche il valore ambientale e turistico della provincia. Le nostre aziende vivono in un equilibrio stretto con il territorio: un nuovo parassita può compromettere produzioni, reddito, biodiversità e manutenzione del paesaggio».

Particolare attenzione riguarda le produzioni florovivaistiche e ortofrutticole, i piccoli frutti, il miele legato alla biodiversità vegetale, i castagneti e le coltivazioni locali che caratterizzano molte aree della provincia. Il rischio non riguarda soltanto le grandi colture: semi, talee, bulbi, piante ornamentali, fiori recisi, frutta e verdura fresca possono diventare vettori inconsapevoli di organismi nocivi.

Per questo Coldiretti Varese invita chi rientra da Paesi extra UE a controllare accuratamente valigie e bagagli, evitando di introdurre piante vive, semi, talee, bulbi, fiori recisi, frutta o verdura fresca. Un gesto semplice che contribuisce concretamente a salvaguardare l’agricoltura, gli ecosistemi e il patrimonio naturale della provincia.

«La salute delle piante riguarda tutti – conclude Colombo -. Non è soltanto un tema agricolo: significa sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente, difesa delle aziende e salvaguardia del paesaggio che rende riconoscibile il nostro territorio. Servono comportamenti responsabili, perché un piccolo gesto imprudente può provocare danni destinati a durare a lungo».

«Prevenire è molto più efficace che intervenire quando il problema è già entrato nel territorio – aggiunge Salvadori -. Per questo è fondamentale che cittadini, turisti e viaggiatori conoscano le regole e capiscano che non portare a casa frutta, semi o piante dai viaggi extra UE è una forma concreta di tutela del nostro patrimonio agricolo e naturale».

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