Luino | 8 Giugno 2026

Luino, Artoni: «La democrazia è chiara, Compagnoni dovrebbe essere il vicesindaco»

Nelle prossime ore l'ufficializzazione della giunta, ma probabilmente Pellicini rispetterà gli accordi pre-elettorali. Il consigliere di minoranza: «Il Vento del Verbano spinto dall'usato sicuro»

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«Ammettiamolo: il sottoscritto non ha sfondato. Il pensiero corre, inevitabilmente, a quei trecento delle Termopili — e io ne ho cento in più, che fermarono l’esercito persiano permettendo alla civiltà europea di reggere all’impatto. Certo, non sono Leonida. Ma gli altri non sono neanche Serse. E poi è cosa nota: i giochi cartacei non mi sono mai piaciuti».

Esordisce così, a due settimane dell’esito delle elezioni amministrative, il consigliere comunale di minoranza e capogruppo della lista “Stati Generali del centrodestra per Luino”, Furio Artoni, che commenta la situazione politica locale, con riferimento ad alcune riflessioni sul gruppo maggioranza “Vento del Verbano” guidato da Andrea Pellicini.

«Ringrazio e apprezzo quei oltre quattrocento luinesi che hanno retto all’impatto e mi sono stati a fianco. E se è vero che in democrazia vince il numero, è altrettanto vero che sono i pochi a fare la storia. Le moltitudini seguono l’onda — e questo vale sia per i votanti che per i non votanti», prosegue ancora l’avvocato.

«Il grande successo del mio amico Franco Compagnoni mi rallegra. Un uomo sulla cui probità e dedizione all’altrui bisogno è difficile muovere obiezioni. Non ne apprezzo tutte le scelte politiche, ma all’uomo tributo un grande rispetto. Compagnoni, cardiologo e consigliere provinciale, è risultato il candidato consigliere più votato dell’intera competizione luinese», va avanti Artoni.

«Ora: se la democrazia ha ancora un senso compiuto, l’unico uomo che per merito democratico dovrebbe fare il vicesindaco nella giunta luinese è lui – incalza il consigliere -. Il popolo luinese lo ha designato con chiarezza aritmetica. Sembra invece che così non sarà. Prevale sulla scelta democratica quella delle segreterie di partito e poco importa se i cittadini hanno poi pensato bene di ribaltare la gerarchia con le loro matite».

«Ma allora — e qui il ragionamento si fa inevitabilmente paradossale — se non valgono i numeri delle preferenze personali, anche il sottoscritto, a questo punto, dovrebbe avere qualche titolo per ambire a fare il sindaco. Qualche titolo ce l’ho anch’io. Ma si sa: molte volte pagare da bere, parlare di piccioni e proporre progetti impossibili rende di più dell’onore, del merito e delle capacità. Questa è la democrazia: ogni testa un voto. E non parliamo di quali teste votano», dichiara ancora.

«Tra direttore d’orchestra e direttore del traffico il passo è breve. Lo sarà anche per i luinesi, che potranno godere dei giochi del Verbano spinti da un vento che richiama l’usato sicuro, come recitava una vecchia pubblicità automobilistica», conclude Artoni.

Nel frattempo, da quanto si evince, come da accordi pre-elettorali tra i partiti, non dovrebbero esserci grandi scossoni per quanto riguarda la composizione della giunta e le deleghe che il primo cittadino, Andrea Pellicini, darà alla sua squadra: Alessandro Casali vicesindaco, Vincenzo Liardo, assessore esterno al Bilancio, e gli altri assessori pare siano Paolo Gobbato, Alessandra Brignoli e Roberta Longhi. Nelle prossime ore l’ufficializzazione, con il primo consiglio comunale fissato per giovedì sera.

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