Luino | 10 Maggio 2026

Comi di Luino, una fotografa trasforma il silenzio degli anziani in ritratti da esporre a Milano

Si chiama ""Cosa è stata per te la luce?” l'esposizione di Gessica Longo, che sarà presentata oggi, domenica 10 maggio. Al termine della mostra le opere saranno presenti nella struttura luinese

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C’è un tipo di assenza che non si vede, ma si sente. È quella di chi è fisicamente presente ma vive ai margini del nostro sguardo quotidiano: un vicino di corridoio in una residenza per anziani, un ex professionista che ora trascorre le giornate tra una sedia e una finestra, una madre che attendeva il movimento frenetico di una famiglia e ora aspetta qualcosa di più indefinito.

“L’Oltraggio” è una mostra collettiva che nasce dall’incontro di sguardi diversi, di persone che vivono la vita ai confini del riconoscimento, della visibilità, del tempo e che portano ciascuna il proprio punto di vista su cosa significhi essere presenti in un mondo che spesso non li guarda più.

Tra i contributi, il progetto fotografico di Gessica Longo, fotografa con base a Brenta, che porta il proprio lavoro fatto nella RSA della Fondazione Mons. G. Comi di Luino, partendo da una domanda semplice quanto disarmante, rivolta ai residenti: “Nella tua vita, cosa è stato luce e cosa è stato ombra? E che luce è adesso?”.

Il progetto si costruisce su tre linguaggi visivi che si intrecciano: i ritratti di Gessica, con la loro attenzione particolare alle mani, quelle mani che hanno costruito carriere, cresciuto figli, cullato nipoti; i dettagli degli spazi e degli oggetti di una vita e le fotografie scattate dagli stessi ospiti, ai quali viene affidata una piccola macchina fotografica. “Fotografa quello che per te conta nella tua giornata qui”, viene chiesto loro. Le immagini che restituiscono sono spesso sorprendenti: la luce che entra da una finestra, il volto di un’altra persona, i disegni colorati.

Accanto alle fotografie, un’intervista: ogni ritratto esposto in mostra sarà accompagnato dalla storia del soggetto ritratto, la sua luce e la sua ombra.

Gessica definisce con precisione lo spazio che vuole esplorare: quello tra chi si era e chi si è diventati, tra un passato vissuto pienamente e un presente che sembra sospeso. “Molti di loro sono stati insegnanti, atleti, artigiani, madri attivissime,” racconta. “Portano con sé una sapienza che non riesce a circolare, per mancanza di tempo e di attenzione. Io voglio fermarmi abbastanza da riconoscerla.”

Il progetto non è solo un esercizio artistico: si inserisce in una tradizione documentata di fotografia terapeutica e partecipativa nei luoghi di cura, dove l’atto di essere fotografati, e ancor più di fotografare, restituisce dignità, identità e presenza. “Non voglio raccontare la vecchiaia come una fine,” dice Gessica. “Voglio raccontarla come un luogo abitato, con le sue luci ancora vive.”

La mostra “L’Oltraggio“ verrà  presentata a Milano oggi, domenica 10 maggio. Ogni persona ritratta avrà il suo spazio. Sarà un’occasione, per chi si fermerà davanti a quei volti, di chiedersi quante storie attraversiamo ogni giorno senza accorgercene.

Terminata la mostra, il lavoro di Gessica Longo verrà riproposto presso la RSA della Fondazione Mons. Comi per riportare l’attenzione in quei luoghi dove la luce è ancora presente.

Il Presidente della Fondazione Mons. G. Comi, Gianfranco Malagola, e le educatrici della RSA, Monica Rossi, Gabriela Gimenez e Margherita Parolin, ringraziano Gessica per aver raccontato nelle sue fotografie la vita ed il pensiero dei nostri residenti, evidenziano le luci e le ombre del loro vivere quotidiano.

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