Viriglio Benzi, capogruppo di “Comunità Attiva”, gruppo d’opposizione in consiglio comunale a Porto Ceresio, interviene sul recente incontro tra il sindaco di Porto, Marco Prestifilippo, e il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Un incontro dedicato al tema della cura del territorio, con particolare riferimento alla manutenzione dei torrenti e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Le priorità del gruppo di minoranza rispetto a questo tema, i segnali di rischio che si sono manifestati nel passato e alcune domande circa i contenuti dell’incontro tra il sindaco e il governatore lombardo sono al centro della lettera firmata da Benzi.
Riportiamo di seguito il testo integrale.
Bene ha fatto il sindaco di Porto Ceresio Marco Prestifilippo a chiedere un incontro in Regione Lombardia sul tema del dissesto idrogeologico e delle manutenzioni del reticolo idrico maggiore. Bene che l’incontro è stato definito positivo ma non ci viene detto altro.
La risposta al sindaco parrebbe essere stata solo che sarebbe in dirittura di arrivo l’avvio dei lavori per lo scolmatore sul Rio Ponticelli che il Comune attende da ben 14 anni, da quando sono terminati i lavori di regimazione sul Rio Bolletta.
A riguardo delle manutenzioni periodiche sul reticolo idrico maggiore, Regione Lombardia da diversi anni sollecitata a provvedervi, ha risposto sempre che risorse per questi interventi non ve ne erano. E dopo l’incontro ci saranno?
In merito al dissesto idrogeologico dei versanti montani dove scorrono i torrenti, anch’esso portato alla attenzione della Regione, non ci sono informazioni.
Se il completamento dei lavori per la mitigazione del rischio alluvionale nella piana è decisivo, dato che il Comune è inserito ancora oggi nelle tre aree a maggior rischio della Provincia, altrettanto decisiva è la mitigazione del rischio dai versanti montani. Forse abbiamo dimenticato l’enorme massa di detriti giunti sino al centro dell’abitato e sulla Statale nel 1996 a seguito dei forti eventi atmosferici abbattutisi sul territorio. Gli interventi effettuati riguardarono la messa in opera di briglie di trattenimento dei detriti e la nuova arginatura con massi a valle. Non sufficienti poiché l’erosione delle valli parte dall’alto dei versanti montani.
Negli ultimi anni ci sono stati segnali di rischio, prima con la frana in via Belvedere e successivamente in via Casamora. Fa meraviglia che la Comunità montana del Piambello a settembre del 2024 ha dato avvio ad uno studio approfondito dei versanti montani di Bisuschio, Arcisate e Induno Olona, ma non di quelli del Comune di Porto Ceresio.
Se Regione Lombardia ha recepito le istanze del sindaco lo vedremo nei fatti, l’iniziativa resta però in capo al Comune di Porto Ceresio. Comunità Attiva da tempo sollecita l’amministrazione comunale a deliberare le risorse per un nuovo e aggiornato studio sul dissesto idrogeologico del territorio montano con un piano di interventi. Un piano costantemente rinviato.
Ancora, abbiamo sollecitato l’amministrazione comunale ad avviare la discussione sullo stato dei boschi abbandonati da mezzo secolo. La loro cura e rigenerazione è complementare alla mitigazione del rischio idrogeologico. Sul tema della cura dei boschi Regione Lombardia dà indirizzi precisi, come favorire la costituzione delle AsFo, Associazioni Forestali. Ci sono diversi esempi in Provincia di Varese, e il primo Comune che ha promosso l’AsFo è il Comune di Luvinate.
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