Varese | 8 Giugno 2025

Nuova luce a Varese, inaugurato ufficialmente Il Faro

Venerdì il taglio del nastro dell’immobile di largo Flaiano, restaurato e destinato a ospitare medici e famiglie dei pazienti dell’Oncoematologia pediatrica

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Il Faro di Fondazione Giacomo Ascoli porta nuova luce alla città di Varese. Inaugurato nel pomeriggio di venerdì 6 giugno, l’immobile un tempo degradato di largo Flaiano è stato oggetto di un’accurata ristrutturazione conservativa, finanziata da grandi e piccoli donatori.

Un regalo alla città, in conformità delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, sancite nello statuto della Fondazione, con particolare attenzione verso la cura dei bambini affetti da patologie oncoematologiche, sostegno all’Oncoematologia pediatrica di Varese e alla ricerca scientifica per debellare le malattie oncologiche specialmente del linfoma pediatrico non Hodgkin.

Troveranno alloggio nella bellissima palazzina di Largo Flaiano le famiglie dei pazienti ricoverati nelle tre camere protette di lunga degenza presso l’Ospedale Del Ponte, al 5^ piano del padiglione Leonardo – progettate e cofinanziate dalla Fondazione, oggi in attesa solo dei collaudi – e anche medici ricercatori e specializzandi dell’Università Insubria, grazie a una convenzione con l’Ateneo che assicura un canone di locazione calmierato rispetto ai prezzi correnti.

«Arrivare a questo traguardo è stata un’impresa lunga, difficile, faticosa ma anche esaltante, perché le preoccupazioni per il dilatarsi dei tempi e dei costi si sono risolte grazie alla grande risposta solidale di coloro che hanno compreso e condiviso l’importanza del progetto, la serietà e la determinazione della Fondazione per portarlo a compimento – ha detto Marco Ascoli, presidente della Fondazione che porta il nome del figlio Giacomo, scomparso a 12 anni per un linfoma non Hodgkin – Un sostegno che ci ha permesso di superare ogni difficoltà ed ostacolo ed allo stesso tempo ci ha stimolato a fare sempre meglio, per portare a Varese cure di eccellenza e migliorare la qualità di vita dei bambini affetti da patologie oncoematologiche e delle loro famiglie impegnate nel percorso di cura».

Un’emozione che ha caratterizzato il taglio del nastro, cui hanno partecipato numerose autorità, a cominciare dal governatore Attilio Fontana, dal sindaco Davide Galimberti, e dal prefetto Salvatore Pasquariello, accompagnati dagli onorevoli Maria Chiara Gadda e Alessandro Alfieri, dal sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo, dai consiglieri regionali Emanuele Monti, Samuele Astuti e Romana Dell’Erba, dal consigliere provinciale Michele Di Toro, dagli assessori comunali Roberto Molinari e Andrea Civati, dal già magnifico rettore e fondatore dell’Università dell’Insubria, Renzo Dionigi.

Dopo la benedizione di monsignor Gabriele Gioia, i partecipanti hanno potuto visitare Il Faro, gli uffici della Fondazione e delle altre associazioni impegnate nel sostegno dei malati al pian terreno, lavanderia e servizi accessori al piano seminterrato, dove sono state conservate le originali volte a botte in mattoni delle cantine e, soprattutto, gli 8 appartamenti, funzionali e luminosi, già completamente arredati, ai piani superiori.

Sei appartamenti bilocali al primo e secondo piano – tre per piano – riservati all’Università, e due appartamenti, i più spaziosi, al piano attico, ricavati recuperando il sottotetto, con un taglio in facciata caratterizzato da grandi vetrate per le famiglie dei bambini ricoverati. «È questa apertura che moltiplica la luce a dare all’edificio le sembianze e le funzioni di un Faro, come approdo dove rigenerarsi. L’ampio panorama sulla città e sulle Prealpi è pura bellezza, che contribuisce a rasserenare e facilita il recupero delle forze di chi affronta il percorso di cura accanto al proprio bimbo», spiega l’architetto Elena Brusa Pasquè, che ha progettato la riqualificazione della struttura e ne ha diretto i lavori.

Una ristrutturazione impegnativa e complessa, partita a dicembre 2021 e in cui le esigenze di conservare le originalità della struttura, dalle possenti mura alle preziose cementine, ha incontrato esigenze di modernità e di efficienza energetica, dall’uso dei led verticali e orizzontali all’inserimento dell’ascensore e di accorgimenti che rendono l’intero stabile completamente accessibile e inclusivo.

Il Faro è una struttura che accoglie e rigenera, nata da un grande lavoro di squadra in cui professionisti, tecnici e maestranze hanno dato il massimo. I ringraziamenti all’architetto e al suo staff si uniscono a quelli riservati a Edil Napoli per la parte edile, a Varese Controlli per la progettazione e la direzione lavori degli impianti elettrici ed idraulici, realizzati rispettivamente da Express service ed Mdr impianti, pure preziosissimi. Ringraziamenti doverosi, da parte della Fondazione Ascoli, anche per gli ingegneri Riccardo Perucchetti e Gabriele Meda per la parte strutturale, Alessandro Vicari per le lavorazioni metalliche interne ed esterne, la Fito Consult che ha donato e curato tutta la parte garden e Arredo più e Tacconi design per gli arredi.

Dopo l’inaugurazione di venerdì pomeriggio e la visita in anteprima riservata, lo scorso 3 giugno, ai cento volontari di Fondazione Giacomo Ascoli, Il Faro, cui ha contribuito anche la Fondazione Cariplo, è stato aperto ai donatori per tutta la giornata di sabato 7 giugno, con visite guidate alla struttura e l’investitura di Capitani e Cavalieri del Faro, i maggiori sostenitori di quest’impresa.

Fra loro l’Arcobaleno di Nichi, in memoria di Nicholas Bertolla, che da anni raccoglie fondi per i due appartamenti all’ultimo piano all’interno del Faro: «Siamo convinti che avere vicino tutto l’amore della propria famiglia aiuti i bambini a salire il primo gradino verso la guarigione – ha ricordato Elena Bertolla – continueremo a lavorare per dare alle famiglie la possibilità di restare unite e vicine al loro bimbo malato durante le cure».

Durante la giornata di ieri sono stati anche consegnati ai donatori i rewards della campagna di crowdfunding, per cui la Fondazione ringrazia Nicora Garden, Mottalini Miele e Pasticceria Bacilieri. Mentre altre visite seguiranno nei prossimi giorni per amici, fondi e sostenitori di Fondazione Giacomo Ascoli.

La Fondazione continuerà il suo lavoro con sempre maggior impegno e determinazione in ogni campo civico e sanitario, offrendo una visione positiva e di speranza ed una strategia mirata ad vivacizzare la cittadinanza varesina, cercando di attirare personalità di rilievo in campo sanitario e culturale, per gettare le basi di una inversione di rotta che consenta a Varese e provincia di risalire la china discendente di questi ultimi anni.

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