L’intervento al convegno Aapi, poi un brindisi con i vini dell’azienda Fornasetti di Azzate e l’incontro con i sindaci, dove l’assessore regionale Alessandro Beduschi – in visita sul territorio della provincia di Varese lo scorso giovedì 30 gennaio – si è soffermato per uno scambio di idee anche con i vertici di Coldiretti Varese (presente il presidente Pietro Luca Colombo, il direttore Rodolfo Mazzucotelli e il rappresentante dell’agricoltura nella giunta della Camera di Commercio Francesco Riva).
Diversi i punti emersi, accomunati dalla necessità e volontà di intercettare le istanze avanzate direttamente del mondo dell’agricoltura per predisporre una programmazione quanto più rispondente alle esigenze dei diversi territori. Al centro un clima sempre più imprevedibile che, da anni, ha effetti diretti sulla campagna di raccolta miele, soprattutto quello di acacia contestuale alle fioriture primaverili che, nelle ultime annate, sono sempre state funestate da piogge intense.
«Indubbiamente il settore sta vivendo una crisi drammatica e accentuata proprio nei nostri territori – afferma Maria Mineo Soldavini, apicoltrice e membro di giunta di Coldiretti Varese – Una somma di cause ha purtroppo determinato una tempesta perfetta. I cambiamenti climatici, in particolare impattano sulla capacità produttiva e sulla stessa vitalità delle api, la cui sopravvivenza viene garantita sempre più di frequente con l’alimentazione di soccorso da parte degli apicoltori stessi. Senza questa soluzione – che, va da sé, comporta costi ingenti per le imprese – rischieremmo di perdere il patrimonio apistico della provincia e non solo. I riflessi sono comunque a catena per il resto delle produzioni agricole della provincia: se le api entrano in crisi, si verifica immancabilmente una scarsità di impollinazione nei campi. Altro anella della catena è una crisi del mercato dovuta all’importazione di miele da paesi stranieri, peraltro di scarsissima qualità. Non possiamo che ribadire il consiglio ai consumatori di cercare sempre miele italiano e, preferibilmente, locale».
Coldiretti Varese «è a fianco di una categoria che costituisce un’importante cartina di tornasole, sia per quanto riguarda la sussistenza effettiva dei cambiamenti climatici, sia per la problematica connessa all’import di prodotti esteri di bassa qualità, in questo caso il miele – ribadisce Pietro Luca Colombo, presidente dell’organizzazione agricola provinciale – Ciò mina la solidità del mercato del miele e dei prodotti apistici: è quanto abbiamo rappresentato oggi all’assessore Beduschi in visita sul territorio insieme alle altre problematiche che affliggono il territorio: fauna selvatica e necessità di tutelare un territorio agricolo sempre più circoscritto in una provincia che soffre gli effetti della cementificazione».
Nel prosieguo della visita dell’assessore Beduschi sul territorio, l’incontro con le imprese e il brindisi coi rari nebbioli dell’azienda Fornasetti di Azzate, associata a Coldiretti. Su quest’ultimo punto, il direttore Mazzucotelli ha evidenziato «il valore della presenza sul territorio di realtà vinicole d’eccellenza che, tutte insieme, possono guidare quella possibile rinascita del Varesotto come polo di produzione vinicola, come lo è stato in una lunga e gloriosa storia ormai agli annali. La stessa varietà di vigneti e la loro esposizione vergente ai laghi rende uniche le caratteristiche di questo territorio, le cui potenzialità sono state apprezzate oggi anche dall’assessore Beduschi e dall’assessore regionale alla cultura Caruso, che allo stesso modo abbiamo avuto modo di incontrare».
Polemiche sull’incontro arrivano dagli esponenti regionali del Partito Democratico: «Le dichiarazioni rilasciate dagli assessori all’Agricoltura Beduschi e alla Cultura Caruso a margine del 39esimo Congresso dell’Associazione apicoltori professionisti italiani fanno tenerezza, perché sono le stesse che ripropongono a ogni convegno, evento pubblico o manifestazione. Cioè, per la Giunta regionale i settori sono tutti strategici, sono tutti delle eccellenze. Dopo di che, una volta finita la passerella, le cose che dicono si scontrano con la realtà che produce questa destra al governo della regione: il nulla di fatto», affermano Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd, e Marco Carra, capogruppo dem in VIII Commissione Agricoltura, anche loro presenti al congresso Aapi.
«Gli stessi apicoltori che si sono riuniti al congresso, sono venuti in audizione in Commissione Agricoltura ed era la seconda volta: erano stati ascoltati già all’inizio della legislatura, nell’estate del 2023, e hanno detto le stesse identiche cose. Anzi, ieri le hanno ulteriormente rincarate perché sono passati diversi mesi e niente si è mosso. Il riferimento è al tavolo apistico: evidentemente se in un anno e mezzo non è accaduto nulla significa che questo luogo di incontro e di discussione ha lo stesso valore per la Giunta degli altri tavoli, tipo quello della carne o del latte, che una volta istituiti non sono mai stati messi nelle condizioni di funzionare», sottolineano Astuti e Carra.
«Quindi, gli assessori devono andare oltre le dichiarazioni roboanti di circostanza, fatte per lisciare il pelo ogni giorno a una categoria diversa, e prendere delle decisioni serie. Ad esempio, le azioni che noi abbiamo proposto e che la destra ha bocciato, quegli emendamenti da 500mila euro per andare incontro alle esigenze di un comparto che è in difficoltà e che ancora ieri ci ha detto che servirebbe un intervento finanziario entro la fine dell’anno. Come è stato bocciato l’ordine del giorno che conteneva un’altra richiesta del comparto e che sollecitava dunque la Regione ad aderire ad Aca 18, una misura, fondamentale per gli operatori, alla quale hanno già aderito da tempo 12 regioni. La Lombardia ha deciso di glissare e così ha fatto una scelta politica sbagliatissima. Anche al congresso è stata ribadita invece come essenziale», insistono i dem.
«E per quanto riguarda il miele che viene da fuori Europa, quello che sta ‘drogando’ un po’ il mercato e che per la destra sembra l’unico problema del comparto, la Commissione europea deve svegliarsi: abbiamo avuto per 5 anni un Commissario all’Agricoltura di destra, adesso ce n’è un altro dei Popolari. Abbiamo Fitto che è vicepresidente della Commissione europea, oltre che commissario: cosa stanno facendo per controllare? Per garantire che il nostro mercato sia tutelato e non venga invaso da prodotti mistificati?», si chiedono Astuti e Carra.
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