Svizzera | 8 Dicembre 2024

Molestie sul lavoro in Svizzera, vittima un terzo del personale

Donne, giovani e soggetti in formazione sono tra i più esposti. Individuate 12 tipologie di comportamenti pericolosi. Incide il livello gerarchico, e le aziende sottovalutano la prevenzione

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Molestie sessuali sul lavoro, un fenomeno ampiamente diffuso in Svizzera. Lo dicono i risultati di uno studio dell’ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo e della Segreteria di Stato dell’economia, pubblicati nei giorni scorsi.

Il dato più rilevante che emerge dall’indagine, condotta intervistando lavoratori dipendenti ma anche datori di lavoro, è che almeno un terzo del personale, oltre confine, è stato oggetto di molestie sessuali durante la propria attività lavorativa.

I soggetti più colpiti sono donne, giovani e personale in formazione. Ma per comprendere meglio la portata del tema, è necessario un inquadramento a livello giuridico. Su questo piano, il concetto di molestie sessuali sul posto di lavoro «si riferisce alla discriminazione basata sul genere, espressamente vietata nella legge federale sulla parità dei sessi (LPar)», si legge in una nota del Consiglio federale svizzero, nella quale viene inoltre sottolineato che la percezione di queste molestie «può variare da persona a persona».

Dai risultati dell’indagine sono emersi dodici tipi di comportamento, che rappresentano un’ampia gamma di situazioni spiacevoli e pericolose, tra battute, commenti, messaggi sessisti o dispregiativi, gesti osceni, avance fisiche. Fino ad arrivare alle aggressione sessuali.

Nei risultati dello studio, le vittime femminili di tali comportamenti hanno raggiunto quota 44%. La quota degli uomini si è invece fermata al 17%. Inoltre «il personale più giovane ha subito un numero maggiore di episodi negli ultimi 12 mesi rispetto a quello più anziano. L’influenza dell’età è particolarmente evidente per le donne. Soltanto nell’ultimo anno, un terzo delle donne di età compresa tra i 16 e i 25 anni ha subito molestie sessuali sul posto di lavoro».

I settori lavorativi più esposti al fenomeno sono quelli che prevedono un contatto frequente con la clientela: settore alberghiero e della ristorazione, settore bancario e settore sanitario. «La maggior parte delle molestie è commessa da uomini che appartengono allo stesso livello gerarchico della vittima; quando le vittime sono donne, le molestie sono invece spesso ascrivibili anche ai superiori».

Lo studio contiene infine dei cenni all’importanza della prevenzione, che al momento risulta sottovalutata: «Seconda la LPar e la legge sul lavoro, i datori e le datrici di lavoro sono tenuti ad adottare misure per prevenire le molestie sessuali sul lavoro – si legge nel report – Nonostante questo obbligo, un’azienda su cinque non attua alcuna misura di prevenzione e di intervento. Sebbene la maggioranza dei datori e delle datrici di lavoro affermi che le loro aziende prendono sul serio le molestie sessuali, lo studio rivela notevoli lacune nella conoscenza del quadro giuridico, sia tra i datori e le datrici di lavoro che tra il personale».

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