Luino | 29 Settembre 2024

Moto rumorose nel centro di Luino: «Servono più controlli»

L’onorevole Andrea Pellicini porta il tema in consiglio comunale. L’assessore Martinelli: «In valutazione l’acquisto di un fonometro, ma sensibilizziamo i giovani al rispetto delle regole»

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Moto e motorini che sfrecciano nel centro di Luino disturbando la quiete pubblica di cittadini e visitatori con un gran rumore (dovuto specialmente a marmitte o motori “truccati”) che genera, non di rado, lamentele sui social o direttamente con gli amministratori o le forze di polizia: un problema che l’ex sindaco della cittadina Andrea Pellicini definisce «annoso».

Nel corso della seduta del consiglio comunale del 23 settembre, l’onorevole e consigliere di “Sogno di Frontiera” ha portato un’interrogazione proprio su questo tema con l’obiettivo di capire se, da parte dell‘attuale amministrazione, questo problema sia sentito – e quanto – e se siano allo studio delle particolari soluzioni.

L’assessore alla Polizia locale Ivan Martinelli ha riconosciuto la difficoltà di effettuare controlli approfonditi, specialmente in orario serale e notturno, per via della turnazione degli agenti (pur con la disponibilità delle altre forze di polizia), ribadendo come, per questo tipo di violazioni, risulti anche complesso sanzionare in mancanza di strumenti che rilevino in modo oggettivo le emissioni sonore.

«Ho avuto modo io stesso di parlare con persone che hanno mostrato insofferenza nei confronti del problema – ha dichiarato l’assessore – È ovvio che si debba porre un limite e per questo ho chiesto alla comandante Ippoliti di verificare la possibilità di dotare la Polizia locale di un fonometro per provare a monitorare le emissioni in maniera più effettiva».

Una soluzione apprezzata da Pellicini che, però, nel suo intervento ha voluto focalizzare l’attenzione sulla necessità non tanto di sanzionare chi disturba con questi rumori molesti, specialmente i giovani, ma di utilizzare un approccio più educativo e preventivo, con controlli e verifiche nel tempo sia dei comportamenti assunti alla guida che dello stato dei motoveicoli.

Concorda, infine, Martinelli: «Dobbiamo tutelare anzitutto la sicurezza dei nostri ragazzi, che corrono rischi loro stessi oltre a provocarne per gli altri. Ci adoperiamo per questo anche con la sensibilizzazione nelle scuole, con i corsi di educazione stradale. Speriamo che, nella crescita, questi ragazzi possano essere sempre più consapevoli che il rispetto della regola vale per tutelare la propria vita e anche il benessere di ciascuno di noi».

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